{"id":23572,"date":"2015-06-28T11:17:08","date_gmt":"2015-06-28T09:17:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/06\/gentiloni-il-terrore-si-batte-solo\/"},"modified":"2015-06-28T11:17:08","modified_gmt":"2015-06-28T09:17:08","slug":"gentiloni-il-terrore-si-batte-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/06\/gentiloni-il-terrore-si-batte-solo\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abIl terrore si batte solo se uniti\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p>Gentiloni: \u00abIl terrore si batte solo se uniti\u00bb<\/p>\n<p>di Marco Ventura<\/p>\n<p>\u00abIl terrorismo si combatte uniti. Anche tra le forze politiche e lavorando con chi rappresenta oltre 1 milione e 200 mila musulmani italiani che hanno tutto l\u2019interesse a isolare e sconfiggere le esigue minoranze fondamentaliste fiancheggiatrici del terrorismo\u00bb.\u00a0Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, analizza l\u2019offensiva globale del terrore dalla Tunisia alla Somalia, dal Kuwait alla Francia, mentre si prepara a partire per Gerusalemme. Gli incontri domani con i palestinesi e marted\u00ec con gli israeliani \u00abpermetteranno \u2013 dice &#8211; di valutare le possibilit\u00e0 di ripresa d\u2019un processo di pace. Se qualcuno considera oggi meno centrale il conflitto israelo-palestinese, commette un errore. Basti pensare al rischio che la mancanza di ripresa del negoziato consenta al fondamentalismo islamico d\u2019impadronirsi della causa palestinese. Sarebbe un disastro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Gli attentati in Francia mostrano lacune nell\u2019antiterrorismo. Gli attentatori avevano precedenti ma non sono stati controllati. In Italia siamo pi\u00f9 bravi, pi\u00f9 fortunati, o non siamo un target?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl rischio riguarda tutti, non solo la Francia. Pi\u00f9 che farci illusioni o fare i primi della classe, conviene moltiplicare gli sforzi per la sicurezza, confidando nella professionalit\u00e0 delle nostre forze dell\u2019ordine e di intelligence.\u00bb<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 il rischio di infiltrazioni terroristiche sui barconi di migranti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon pu\u00f2 essere escluso in teoria, anche se per ora non abbiamo avuto segnalazioni specifiche. Il numero degli arrivi \u00e8 molto alto, non superiore per\u00f2 a quello del 2014. Il flusso migratorio non scomparir\u00e0, va gestito e regolato. Il gioco dell\u2019allarmismo non fa bene al Paese.\u00bb<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa non ci sta aiutando. Le quote sono naufragate. Che fare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi aspettiamo che l\u2019Europa dia un contributo all\u2019altezza della sua civilt\u00e0. Il balletto di aggettivi sulla ricollocazione dei migranti fra obbligatorio, volontario, vincolante e consensuale, non mi pare adeguato ai tempi. La decisione di condividere in 18 mesi l\u2019accoglienza di 40mila richiedenti asilo arrivati in Italia e Grecia sarebbe un passo limitato, ma ad alto valore politico. Non fare neppure questo significherebbe negare qualsiasi ruolo all\u2019Europa. L\u2019Italia si sta battendo per evitarlo.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Nel frattempo l\u2019Isis attacca. In un giorno, attentati in 4 Paesi e un centinaio di morti\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon credo alla tesi di un comando unificato delle operazioni terroristiche, una centrale operativa che abbia ordinato un attacco coordinato. La nostra risposta dev\u2019essere comunque all\u2019altezza di una sfida globale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Rafforzare sul terreno la coalizione anti-Isis?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa coalizione pu\u00f2 essere rafforzata. Non sono mancati i risultati: l\u2019attacco di Daesh (Isis, ndr) a Kobane non \u00e8 riuscito. Mi auguro che nelle prossime settimane sia possibile la ripresa di Ramadi, in Iraq. Nell\u2019insieme, Daesh controlla meno territorio dello scorso autunno. L\u2019Italia sta aiutando chi combatte sul terreno. Siamo la nazione leader nell\u2019addestramento dei curdi a Erbil, in Iraq. Possiamo aiutare i curdi anche in Siria, a partire dal piano umanitario. Se vediamo la sfida nella sua globalit\u00e0, non meno decisivi sono altri due fattori. Primo: scongiurare il sovrapporsi di due conflitti e due parallele minacce terroristiche, quella intra-sunnita di Daesh contro i governi e la stragrande maggioranza delle comunit\u00e0 sunnite, e quella tra sciiti e sunniti. Da questo punto di vista, \u00e8 molto pericolosa la strage nella moschea di Kuwait City\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il secondo fattore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa partita interna al mondo islamico tra Daesh e i governi arabi e i regimi islamici. Decisiva \u00e8 la tenuta di un Paese in prima linea come la Tunisia. Dobbiamo avere gli occhi puntati sul Mediterraneo, uno sguardo che vuol dire aiutare i paesi in maggiore difficolt\u00e0, evitando che alle quattro aree di crisi in Iraq, Siria, Libia e Yemen se ne aggiungano altre. Il Mediterraneo per l\u2019Italia non \u00e8 solo storia e cultura, ma con Europa e Stati Uniti \u00e8 una delle tre aree di scambio economico principali per noi. Noi siamo il quarto partner commerciale dei Paesi mediterranei dopo Stati Uniti, Germania e Cina, con un interscambio che si avvicina ai 50 miliardi ed \u00e8 largamente in attivo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La strage di Sousse \u00e8 un colpo mortale per il turismo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abl turismo tunisino nell\u2019immediato subir\u00e0 un colpo inevitabile. A maggior ragione deve valere il nostro sostegno, politico ed economico. La Tunisia \u00e8 l\u2019unico Paese che col suo pluralismo politico ha mantenuto le promesse della primavera araba, e il pi\u00f9 bersagliato dalla minaccia fondamentalista. Minaccia a cui ha sempre reagito con decisione, prima con la messa fuori legge di Ansar al Sharia Tunisia, ora con la decisione senza precedenti del presidente Essebsi di chiudere alcune moschee ritenute luoghi di propaganda del terrorismo. Non tocca certo a noi giudicare le decisioni di Tunisi, ma dico forte e chiaro che l\u2019Italia \u00e8 al fianco della coraggiosa determinazione del presidente Essebsi contro il fondamentalismo. E non solo a parole.\u00bb<\/p>\n<p><strong>E come, in concreto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDopo l\u2019attentato al museo del Bardo, l\u2019Italia ha deciso una parziale cancellazione del debito e avviato in tandem con la Francia progetti di cooperazione con le regioni tunisine, specie dell\u2019interno. L\u2019impegno va accelerato, e vanno conclusi alcuni grandi progetti come il cavo di collegamento tra Tunisia e Sicilia progettato da Terna e dalla societ\u00e0 elettrica tunisina. E non solo. Dobbiamo aiutare altri Paesi esposti, come Giordania e Libano: il primo, oggetto di un attacco feroce da parte di Daesh quando fu bruciato vivo uno dei piloti della coalizione, entrambi poi soggetti a una pressione migratoria enorme in conseguenza della crisi siriana.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Altro buco nero \u00e8 la Libia. A che punto siamo con la risoluzione delle Nazioni Unite che dovrebbe autorizzare azioni mirate nei porti libici contro gli scafisti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 un atteggiamento positivo dei Paesi Europei e degli Stati Uniti, e uno costruttivo che ho verificato personalmente con i ministri degli Esteri e gli ambasciatori all\u2019Onu di Russia e Cina. Il passaggio necessario resta per\u00f2 una richiesta da parte delle autorit\u00e0 libiche, collegato al processo negoziale in corso in Marocco. Se si arriva a un governo unitario, sar\u00e0 pi\u00f9 facile che vi sia una richiesta. Altrimenti, lavoreremo comunque per averla.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Italia ed Europa affrontano non solo l\u2019Isis, ma anche il durissimo negoziato sul debito greco. L\u2019annuncio di Tsipras del referendum significa rottura?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abInterrompere i negoziati e indire un referendum \u00e8 stato un grave azzardo di Tsipras. Incomprensibile, spero non irreparabile.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Altra spina nel fianco, la vicenda dei mar\u00f2 che si trascina da quasi tre anni e mezzo. L\u2019Italia ha imboccato la strada dell\u2019arbitrato internazionale. Si pu\u00f2 sperare, in attesa del verdetto, che Salvatore Girone rientri in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019intenzione di ricorrere all\u2019arbitrato internazionale prevede come primo passaggio significativo la richiesta di misure provvisorie che noi faremo attorno a met\u00e0 luglio, tecnicamente 15 giorni dopo la notifica. A quel punto si pronuncer\u00e0 il tribunale, nel giro di alcune settimane. Chiederemo la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia, e il rientro di Girone dall\u2019India. La decisione su questa richiesta sar\u00e0 la prima scelta importante che far\u00e0 il tribunale.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gentiloni: \u00abIl terrore si batte solo se uniti\u00bb di Marco Ventura \u00abIl terrorismo si combatte uniti. 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