{"id":23585,"date":"2015-05-28T09:25:00","date_gmt":"2015-05-28T07:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/05\/gentiloni-migranti-in-gioco-il\/"},"modified":"2015-05-28T09:25:00","modified_gmt":"2015-05-28T07:25:00","slug":"gentiloni-migranti-in-gioco-il","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/05\/gentiloni-migranti-in-gioco-il\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abMigranti, in gioco il futuro della Ue\u00bb (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p>\u00ab\u00c8 un buon inizio. Ma ora\u00a0si apre una trattativa delicata, complessa e piena di incognite\u00bb. Paolo Gentiloni dopo una notte di trattative e di contatti con l\u2019Europa, sceglie la linea del realismo. \u00abLa proposta della Commissione europea sull\u2019immigrazione non va scambiata per una decisione finale. \u00c8 un passo positivo, si fissa un principio nuovo. Ma ora tocca\u00a0agli stati membri. E sappiamo bene quanto siano forti le resistenze anche di Paesi importanti\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 mattina presto e il ministro degli esteri, chiuso nel suo ufficio alla Farnesina, aspetta l\u2019ufficializzazione di una decisione che gi\u00e0 conosce\u00a0 e sposta l\u2019obiettivo al vertice dei ministri degli Interni fissato per met\u00e0 giugno. \u00c9 quello il momento chiave. E&#8217; in quella sede che l&#8217;Europa dovr\u00e0 battere un colpo e dimostrare di avere \u00ablungimiranza e consapevolezza della drammaticit\u00e0 del fenomeno immigrazione\u00bb. \u00c8 l\u00ec che si \u00abdovr\u00e0 dire a maggioranza s\u00ec alla condivisione delle quote di immigrati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 questi dubbi?<\/strong><\/p>\n<p>Niente dubbi: oggi bene, poi vedremo. Conosco le resistenze all&#8217;idea che l&#8217;Unione europea possa imporre delle quote di accoglienza ai singoli Paesi. Ma ora parte il negoziato, ora comincia la partita vera.<\/p>\n<p><strong>Come giudica le timidezze di Francia e Spagna? <\/strong><\/p>\n<p>Non giudico, discuto con loro. E penso che un no di Francia e Spagna sarebbe francamente sorprendente. Sono due grandi democrazie con tradizioni di apertura e di diritti: come possono pensare di bloccare una scelta di condivisione europea solo perch\u00e9 questa comporta di accogliere seimila e quattromila migranti?<\/p>\n<p><strong>Un no dei 28 sarebbe un colpo duro per l&#8217;Italia? <\/strong><\/p>\n<p>Per l&#8217;Italia non \u00e8 la frontiera del Piave: questa decisione \u00e8 pi\u00f9 importante per l&#8217;Europa che per noi. Sar\u00f2 chiaro: la proposta della Commissione e un s\u00ec dei 28 non risolve il problema immigrazione, ma certo \u00e8 un antidoto per la crisi di coscienza dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p><strong>Ministro si spieghi.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Unione prima di aiutare l&#8217;Italia, aiuta se stessa a essere Europa. Dire s\u00ec alla condivisione delle quote, significa passare, in questo campo, da una stagione dominata dagli egoismi e dalla dittatura dei regolamenti a un&#8217;altra stagione dove si reagisce insieme alle sfide politiche.<\/p>\n<p><strong>E allora qual \u00e8 il messaggio all&#8217;Europa?<\/strong><\/p>\n<p>Uno: l&#8217;egoismo rischia di far fallire un grande progetto. Due: il risveglio di coscienza europea non pu\u00f2 esaurirsi in poche settimane. Tre: su immigrati e accoglienza l&#8217;Europa \u00e8 chiamata a un contributo quasi simbolico, stiamo parlando di appena il 10 per cento degli immigrati che arrivano sulle nostre coste. Numeri piccoli, ma una scelta che conta moltissimo.<\/p>\n<p><strong>Meno del 10 per cento?<\/strong><\/p>\n<p>I numeri sono numeri: l&#8217;anno scorso sono arrivati 170mila immigrati e la proposta della Commissione parla di ricollocarne \u00a0per l&#8217;Italia 24 mila in due anni. Significa 12 mila l&#8217;anno: meno del 10 per cento.<\/p>\n<p><strong>La proposta vale solo per gli immigrati arrivati da aprile. Ai quasi 100 mila immigrati arrivati prima e che sono in Italia pensa solo l&#8217;Italia? E ha la forza per farlo? <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;anno scorso abbiamo accolto 170mila immigrati, possiamo accoglierli anche quest&#8217;anno. Ma sar\u00e0 dura, il sistema dell&#8217;accoglienza pesa sulla nostra finanza pubblica e l&#8217;Europa anche su questo pu\u00f2 dare risposte e condividere responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Chiederete pi\u00f9 fondi?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Europa \u00e8 una super potenza. Nel suo bilancio dare un contributo di alcune centinaia di milioni ai Paesi impegnati in prima fila nell&#8217;accoglienza non creerebbe certo una voragine. E anche questo sar\u00e0 un metro di misura di quanto si voglia rispondere all&#8217;emergenza considerandola europea e non solo italiana e greca.<\/p>\n<p><strong>Bruxelles stanzia 60 milioni; l&#8217;Italia solo per il 2015 ne ha messi pi\u00f9 di 800. <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Europa fa bene a rivendicare il fatto che i fondi per Frontex siano stati triplicati, ma dobbiamo essere tutti consapevoli che abbiamo triplicato un investimento da tre milioni al mese. Oggi la Ue spende per Frontex nove milioni al mese, sono poco pi\u00f9 di cento milioni ogni anno. Oggi non basta pi\u00f9. Oggi il contributo ai Paesi impegnati da protagonisti sul versante immigrazione pu\u00f2 essere nell&#8217;ordine delle centinaia di milioni, non delle decine. Anche perch\u00e9 &#8211; insisto &#8211; siamo di fronte a una questione europea e la risposta non pu\u00f2 essere solo italiana e greca.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 una soluzione al dramma immigrazione?<\/strong><\/p>\n<p>La soluzione consiste nel gestire e regolare il fenomeno senza drammi. Chi immagina di cancellare il flusso migratorio tra Africa e Europa dimostra di non conoscere il mondo. Le tendenze demografiche e le distanze economiche ci dicono che le migrazioni dall&#8217;Africa all&#8217;Europa ci accompagneranno peri prossimi anni. La sfida \u00e8 intervenire sulle cause, \u00e8 ridurre il flusso, \u00e8 regolarizzarlo. Guai a illudere gli italiani che il fenomeno migratorio si possa risolvere bloccando i barconi e ributtando in mare migliaia di persone disperate che fuggono da guerre e povert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il\u00a0tempo gioca a nostro favore? <\/strong><\/p>\n<p>Con il tempo il divario economico tra Africa e Europa diminuir\u00e0 e questo sar\u00e0 il motore di una riduzione dei flussi. Vent&#8217;anni fa parlavamo di boat people oggi non pi\u00f9. Abbiamo vissuto la stagione dell&#8217;immigrazione tra le due sponde dell&#8217;Adriatico, oggi non riempiamo pi\u00f9 lo stadio di Bari di immigrati albanesi. La stabilit\u00e0 di un&#8217;area e la crescita economica porta a governare il fenomeno.<\/p>\n<p><strong>Ci crede davvero?<\/strong><\/p>\n<p>Le cose cambiano con i processi storici. Qualche giorno fa il ministro degli Esteri messicano mi spiegava come i flussi di transito al confine tra Usa e Messico siano oggi a saldo zero: tanti escono e tanti tornano. E questo non succede perch\u00e9 gli Stati Uniti hanno alzato mura invalicabili, ma perch\u00e9 sono cambiate le condizioni economiche del Messico che oggi vive una stagione di imponente crescita economica. Ma ora mi faccia sottolineare ancora un punto: l&#8217;immigrazione ha dei riflessi positivi, gli immigrati sono una risorsa. Perch\u00e9 ci sono lavori che italiani non vogliono pi\u00f9 fare e perch\u00e9 i soldi che i lavoratori-immigrati mandano nei loro Paesi sono un modo per far fare a quei Paesi un passettino avanti.<\/p>\n<p><strong>Immagino Salvini&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Ognuno potr\u00e0 fare la propaganda anti-immigrati che crede; \u00e8 una moneta che in questi mesi circola in Europa. Ma un governo come il nostro non la spende, non la usa, non la trasforma in moneta da campagna elettorale.<\/p>\n<p><strong>A quando una decisione Onu sul contrasto agli scafisti?<\/strong><\/p>\n<p>Le dinamiche al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non sono rapide e non sono semplici, ma noi stiamo lavorando su un testo che verr\u00e0 presentato dalla Gran Bretagna. I contatti con russi, cinesi, europei e americani sono continui e questo lavoro potr\u00e0 portare a un risultato positivo.<\/p>\n<p><strong>II 2 giugno va in scena a Parigi il vertice dei ministri degli Esteri della coalizione anti Is: i terroristi si fermano con le armi? <\/strong><\/p>\n<p>La risposta militare \u00e8 in corso: la coalizione interviene con raid aerei, non con militari sul terreno. Stiamo combattendo il terrorismo, ma anche facendo i conti con le conseguenze della stagione dell&#8217;interventismo americano. Fine anni Novanta, George W. Bush. Quella stagione ha portato a vittorie militari, alla deposizione di tiranni, ma anche alla distruzione di qualsiasi struttura, anche politica, in quei Paesi. Il saldo non pu\u00f2 essere considerato positivo.<\/p>\n<p><strong>Quale pu\u00f2 essere il piano che prender\u00e0 forma a Parigi? Quale la strategia?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Iraq che vuole vincere l&#8217;Is non pu\u00f2 puntare solo sulle milizie sciite; deve lavorare perch\u00e9 al loro fianco si schierino l&#8217;esercito regolare, le comunit\u00e0 sunnite e i curdi. Se diventa una guerra tra milizie sciite e Is il rischio \u00e8 regalare ai terroristi il consenso della comunit\u00e0 sunnita irachena e questo sarebbe un drammatico errore. Allora ecco la sfida di Parigi: moltiplicare gli aiuti al governo di Baghdad e moltiplicare il pressing affinch\u00e9 coinvolga sunniti e curdi.<\/p>\n<p><strong>Terrorismo e cristiani perseguitati sono le due facce di un dramma e il mondo sembra non capirlo. <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Italia c&#8217;\u00e8 e i ripetuti appelli di Papa Francesco hanno risvegliato le coscienze. Ma anche su questo abbiamo il dovere di essere onesti, di dire la verit\u00e0 fino in fondo: l&#8217;emergenza \u00e8 ancora I\u00ec. In Iraq e in Siria c&#8217;\u00e8 una situazione complicata, l&#8217;Is avanza e la reazione \u00e8 timida. E, intanto, le comunit\u00e0 cristiane pi\u00f9 disperse e pi\u00f9 piccole vivono un dramma forse irrisolvibile: sar\u00e0 terribilmente difficile ricucire le ferite, ridare un futuro a chi ha perso una casa e una terra. Quelle comunit\u00e0 vanno seguite, aiutate, consapevoli che anche una vittoria militare sull&#8217;Is non baster\u00e0 per ridar loro automaticamente un futuro. Solo una pace stabile pu\u00f2 ridare serenit\u00e0 ai cristiani d&#8217;Oriente la cui presenza \u00e8 vitale per l&#8217;avvenire della regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00ab\u00c8 un buon inizio. Ma ora\u00a0si apre una trattativa delicata, complessa e piena di incognite\u00bb. Paolo Gentiloni dopo una notte di trattative e di contatti con l\u2019Europa, sceglie la linea del realismo. \u00abLa proposta della Commissione europea sull\u2019immigrazione non va scambiata per una decisione finale. \u00c8 un passo positivo, si fissa un principio nuovo. 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