{"id":23589,"date":"2015-05-20T08:50:02","date_gmt":"2015-05-20T06:50:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/05\/gentiloni-egoista-voler-ridiscutere\/"},"modified":"2015-05-20T08:50:02","modified_gmt":"2015-05-20T06:50:02","slug":"gentiloni-egoista-voler-ridiscutere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/05\/gentiloni-egoista-voler-ridiscutere\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abMigranti, egoista chi si \u00e8 tirato indietro sulle quote\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ministro Paolo Gentiloni, abbiamo il s\u00ec dell\u2019Europa alla spedizione navale ma anche il no di alcuni Paesi al sistema di quote obbligatorie dei richiedenti asilo. Un bilancio da titolare degli Esteri?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPositivo, per le decisioni prese. \u00c8 stata formalmente istituita in tempi molto rapidi, non \u201cbruxellesi\u201d, la missione sollecitata dal premier Renzi e decisa dal Consiglio europeo del 23 aprile. Comando affidato all\u2019Italia, base a Roma. Certo, alcune dichiarazioni pubbliche sulle quote sono meno rassicuranti. Ma la decisione sar\u00e0 presa il 15 giugno nel Consiglio dei ministri dell\u2019Interno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali saranno le tappe della missione europea? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa prima fase, pianificazione e raccolta delle informazioni d&#8217;intelligence sul terreno, \u00e8 appena partita con l&#8217;incontro a Bruxelles dei capi di stato maggiore: ogni Paese discuter\u00e0 col comando italiano quali &#8220;asset&#8221; metter\u00e0 a disposizione. Quindi sar\u00e0 il Consiglio europeo a decidere il passaggio alle ulteriori fasi il cui obiettivo \u00e8 &#8220;identificare, catturare e distruggere le imbarcazioni prima che siano utilizzate dai migranti&#8221;. Pur non essendoci dipendenza diretta, la missione europea terr\u00e0 poi conto dell&#8217;eventuale risoluzione Onu\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il testo potrebbe non essere quello di cui c&#8217;\u00e8 bisogno&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa sostanza \u00e8 che il testo preparato dall&#8217;Italia e presentato dalla Gran Bretagna, sul quale c&#8217;\u00e8 consenso dei Paesi europei del Consiglio di sicurezza, un dialogo molto avanzato con gli Stati Uniti e uno appena avviato con Russia e Cina, si basa sul capitolo 7 della Carta dell&#8217;Onu e prevede l&#8217;uso della forza. I punti delicati sono due: il primo \u00e8 il riferimento alle azioni militari che non prelude, non nasconde e non implica l&#8217;intenzione di compiere interventi militari in Libia, che alcuni membri permanenti del CdS non accetterebbero e nessuno ha in mente di fare, ma esclusivamente azioni mirate di forza nei confronti delle imbarcazioni prima che vengano usate dai migranti. Il secondo punto \u00e8 che si sta lavorando per concordare i termini di una richiesta delle autorit\u00e0 libiche, a partire da quelle di Tobruk riconosciute a livello internazionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Francia \u00e8 responsabile della destabilizzazione del Nord Africa, avendo spinto per la guerra a Gheddafi. Ora si sfila dal sistema delle quote. Deluso? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo mi auguro che il risveglio della coscienza europea dopo la tragedia d&#8217;inizio aprile non si riveli effimero. Noi faremo la nostra parte con forza e con tranquillit\u00e0. Nelle settimane scorse c&#8217;\u00e8 stata l&#8217;adozione di un principio di solidariet\u00e0, speriamo che non sia stato un fuoco di paglia sommerso da un mare di egoismi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In compenso abbiamo il sostegno della Germania&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa collaborazione con la Germania \u00e8 esemplare, non solo sui richiedenti asilo ma anche su progetti comuni di cooperazione in paesi d&#8217;origine dei flussi migratori, in particolare nel Corno d&#8217;Africa da dove \u00e8 arrivato il 37,5% dei migranti sulle nostre coste. Non si pu\u00f2 eliminare il fenomeno migratorio con la bacchetta magica: bisogna condividere l&#8217;accoglienza, le operazioni di ricerca e salvataggio in mare, quelle di forza contro le imbarcazioni dei trafficanti, e gli interventi nei paesi di origine\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Isis ha conquistato Ramadi, in Iraq. Abbiamo fatto abbastanza per difenderla? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abRamadi ci ricorda che nonostante i successi ottenuti anche in Iraq, la sfida \u00e8 tutt&#8217;altro che vinta. Siamo riusciti a togliere a Daesh il 30% del territorio che controllava un anno fa. Ma la conquista di Ramadi dopo 18 mesi d&#8217;assedio, anche per il mix di azioni terroristiche e militari con cui \u00e8 avvenuta, avr\u00e0 ricadute propagandistiche importanti. Dobbiamo mostrare alle forze regolari irachene la vicinanza della coalizione anti-Daesh. La risposta non pu\u00f2 essere affidata solo alle milizie sciite. Il loro contributo \u00e8 utile, ma resta fondamentale quello delle forze regolari irachene e della comunit\u00e0 sunnita, che non possiamo regalare ai terroristi. La coalizione, che si riunir\u00e0 nelle prossime settimane a Parigi, deve continuare il proprio impegno anche con azioni che dimostrino la capacit\u00e0 di colpire sul terreno come quella in cui \u00e8 morto Abu Sayyaf (&#8220;ministro del Petrolio&#8221; dell&#8217;Isis, ndr). Non vanno alimentate illusioni o sottovalutazioni dell&#8217;avversario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come giudica la nuova politica estera di Papa Francesco? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDal Papa sono venuti messaggi e contributi straordinari ad affrontare alcune crisi come quella storica tra Washington e l&#8217;Avana. \u00c8 un profilo sempre pi\u00f9 globale quello che un Papa venuto da molto lontano sta dando alla Chiesa di Roma\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ministro Paolo Gentiloni, abbiamo il s\u00ec dell\u2019Europa alla spedizione navale ma anche il no di alcuni Paesi al sistema di quote obbligatorie dei richiedenti asilo. 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