{"id":23607,"date":"2015-04-16T09:17:09","date_gmt":"2015-04-16T07:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/04\/gentiloni-si-ad-azioni-antiterrorismo\/"},"modified":"2015-04-16T09:17:09","modified_gmt":"2015-04-16T07:17:09","slug":"gentiloni-si-ad-azioni-antiterrorismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/04\/gentiloni-si-ad-azioni-antiterrorismo\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abS\u00ec ad azioni antiterrorismo in Libia. L&#8217;Ue non chiuda le porte alla Turchia\u00bb (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p>In Libia siamo \u00abin corsa contro il tempo\u00bb, ma se non riuscissimo a stabilizzare il Paese, sarebbero necessarie operazioni antiterrorismo per contenere l&#8217;Isis e azioni per frenare le ondate migratorie. La reazione della Turchia alle parole del Papa sul genocidio armeno \u00e8 \u00abfuori misura\u00bb, ma il cammino di Ankara verso l&#8217;Europa deve rimanere aperto. L&#8217;Italia \u00abnon accetta lezioni\u00bb sulle sanzioni a Mosca per l&#8217;Ucraina, ma se gli accordi di Minsk continueranno a essere applicati, \u00aboccorrer\u00e0 dare un segnale\u00bb e cominciare a ridurle. Risponde a tutto campo il titolare della Farnesina Paolo Gentiloni, nell&#8217;intervista concessa al Corriere a margine del vertice dei ministri degli Esteri del G7, conclusosi ieri a Lubecca. E&#8217; stato Gentiloni, nella mattinata, a far rapporto sulla crisi in Libia ai capi delle diplomazie occidentali.<\/p>\n<p>\u00abIl messaggio al G7 \u00e8 che noi non ci rassegniamo all&#8217;idea che il processo di stabilizzazione sia impossibile. Quindi occorre un impegno diplomatico forte dei grandi Paesi per convincere le parti e gli attori regionali a formare un governo pi\u00f9 inclusivo, sulla base delle proposte di Bernardino Le\u00f3n, l&#8217;inviato dell&#8217;Onu. Solo su questa minima base, l&#8217;Italia \u00e8 pronta a essere &#8220;framework nation&#8221;, il Paese che coordina il campo europeo e quello del G7, in collaborazione con arabi e africani, mettendo a disposizione le nostre forze per monitorare e stabilizzare quel processo. Ma non abbiamo davanti mesi. Il doppio rischio dell&#8217;avanzata del Daesh (Isis, ndr) e delle ondate migratorie ci costringe a correre contro il tempo. Ripeto, non mi rassegno, l&#8217;intesa \u00e8 possibile ma parliamo di settimane\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se non si riuscisse a far nascere un&#8217;intesa politica in Libia in tempi brevi, premessa indispensabile di un&#8217;azione internazionale, ci sarebbe un piano B, cio\u00e8 misure di sicurezza alternative immediate, in grado di arginare il Daesh e metter sotto controllo la situazione migranti? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi sono piani alternativi per il contenimento dei rischi, ma non parliamo di piani B\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E di cosa parliamo? Presidio di siti strategici, interventi nei campi dove i trafficanti radunano i profughi? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abParliamo di attivit\u00e0 mirate antiterrorismo ad esempio nel quadro della coalizione antiDaesh, di azioni contro il traffico di esseri umani e di collaborazione per l&#8217;accoglienza dei rifugiati con Paesi vicini. \u00c8 evidente che queste attivit\u00e0 avrebbero solo una funzione di contenimento, mirata a limitare i rischi di tracimazione dei problemi verso di noi e l&#8217;Europa. Altra cosa \u00e8 stabilizzare la Libia e avere un governo sul quale investire nel lungo periodo. Di questo abbiamo discusso nel G7. II tentativo di stabilizzazione va esplorato fino in fondo, tenendo per\u00f2 conto del fattore tempo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa chiediamo concretamente alla Ue sul fronte migranti? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDue cose. La prima: lavorare sulle aree di origine della crisi. Non dimentichiamo che quelli che sbarcano non sono libici, usano la Libia ma vengono da Siria, Corno d&#8217;Africa, la fascia Mali, Niger e Repubblica Centrafricana. Su questo con la Ue si sta facendo molto. Dove fin qui non c&#8217;\u00e8 stata risposta adeguata \u00e8 sul monitoraggio e soccorso in mare, che grava al 90% sulle nostre spalle. La Ue spende per l&#8217;operazione Triton tre milioni di euro al mese. L&#8217;Italia gestisce di fatto tutte le operazioni: il problema \u00e8 europeo, il rimedio solo italiano. Qualcosa non va. Anche se do atto ai commissari Avramopoulos, Timmermans e a Federica Mogherini di essere consapevoli del problema\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Concretamente chiediamo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPi\u00f9 soldi innanzitutto. E poi c&#8217;\u00e8 un problema pi\u00f9 delicato: il soccorso in mare porta la decisione su dove le persone salvate devono essere indirizzate: nel porto sicuro pi\u00f9 vicino? Nel Paese di origine del natante che li recupera? La Ue deve rispondere con chiarezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il governo turco ha reagito duramente alle parole del Papa sul genocidio armeno. Siamo sull&#8217;orlo di una crisi diplomatica dell&#8217;Occidente con Ankara. II tema riapre la questione del processo di adesione della Turchia alla Ue. Qual \u00e8 la posizione italiana? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abVedo che le autorit\u00e0 turche continuano a prendere posizioni che considero fuori misura. La linea della Santa Sede data dai tempi di Giovanni Paolo II. Nel percorso di avvicinamento tra Turchia e Ue ci sono state difficolt\u00e0 notevoli e uno dei dossier \u00e8 la distensione con Erevan, che fino a pochi mesi fa aveva mostrato segnali incoraggianti. La nostra posizione \u00e8 stata sempre di apertura. Penso che vada mantenuta, nell&#8217;interesse dell&#8217;Europa, perch\u00e9 la Turchia \u00e8 un Paese di go milioni di abitanti e la sua evoluzione positiva pu\u00f2 essere favorita se non da un ingresso a breve termine, dal proseguimento di questo cammino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parliamo di Ucraina, l&#8217;Italia \u00e8 troppo morbida con Mosca? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa tregua concordata a Minsk non ha subito violazioni drammatiche o clamorose, nonostante le tensioni degli ultimi giorni. La stabilizzazione richiede il consolidamento del cessate il fuoco e il monitoragglo delle frontiere da parte dell&#8217;Osce. Ci\u00f2 dipende dai russi. In parallelo serve il decollo di un processo di riforma economica e costituzionale in Ucraina, con la concessione di autonomia sostanziale alle regioni dell&#8217;Est. L&#8217;Italia \u00e8 fra chi dice che, se nel corso dei prossimi mesi ci fossero evoluzioni positive in questo senso, sarebbe giusto dare un segnale sul fronte delle sanzioni, che abbiamo sempre detto essere reversibili. Oggi \u00e8 presto per dirlo. Ma a chi presenta questa posizione come troppo &#8220;morbida&#8221;, dico che non accettiamo lezioni da nessuno sul rigore con cui applichiamo le sanzioni, che non \u00e8 inferiore a quello di altri Paesi europei, semmai il contrario. Sicuramente, con la Germania, subiamo le maggiori conseguenze economiche\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In Libia siamo \u00abin corsa contro il tempo\u00bb, ma se non riuscissimo a stabilizzare il Paese, sarebbero necessarie operazioni antiterrorismo per contenere l&#8217;Isis e azioni per frenare le ondate migratorie. 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