{"id":23629,"date":"2015-04-07T09:37:00","date_gmt":"2015-04-07T07:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/04\/gentiloni-contro-i-terroristi-tutte\/"},"modified":"2015-04-07T09:37:00","modified_gmt":"2015-04-07T07:37:00","slug":"gentiloni-contro-i-terroristi-tutte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/04\/gentiloni-contro-i-terroristi-tutte\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abContro i terroristi tutte le opzioni Pronti anche alla scelta militare\u00bb (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Papa Francesco ha condannato il \u00absilenzio complice\u00bb che circonda il massacro di tanti cristiani nel mondo e ieri, luned\u00ec dell&#8217;Angelo, ha chiesto che il\u00a0 mondo non assista inerte. Lei, ministro Paolo Gentiloni, cosa pensa di queste parole?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 una gravissima minaccia nei confronti di tanti cristiani in diverse parti del mondo. E bisogna fare di pi\u00f9. Ma da anni c&#8217;\u00e8 un male europeo, quella miscela tra egoismo e ignavia che spinge a voltare lo sguardo dall&#8217;altra parte rispetto a ci\u00f2 che accade oltre il nostro piccolo mondo antico. Per cui se proponi di intervenire contro il terrorismo fai un errore, se investi in attivit\u00e0 di cooperazione e sostegno a favore dei profughi cristiani stai sprecando soldi, se adotti politiche di accoglienza agli immigrati compi una follia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ernesto Galli della Loggia, domenica 5 aprile, sul \u00abCorriere della Sera\u00bb ha parlato della fragile identit\u00e0 dei cristiani sottolineando come l&#8217;unica risposta possibile sembri il \u00a0silenzio&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPurtroppo abbiamo gi\u00e0 assistito a quel silenzio europeo vent&#8217;anni fa, quando le truppe guidate da Ratko Mladic massacrarono ottomila bosniaci musulmani a Srebrenica. Ora la persecuzione dei cristiani ci interpella ancora pi\u00f9 da vicino perch\u00e9 riguarda la nostra identit\u00e0 e le nostre radici. Dobbiamo fare di pi\u00f9. Non possiamo stare in silenzio. Anzi, occorre dire anche le cose come stanno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa e cosa comporta fare di pi\u00f9? Matteo Renzi, in un&#8217;intervista a \u00abIl Messaggero\u00bb, ha detto che su questo tema c&#8217;\u00e8 troppa timidezza e che ci sar\u00e0 un&#8217;iniziativa anche a livello del Partito socialista europeo<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abQueste iniziative di mobilitazione sono fondamentali. Alcune sono gi\u00e0 in corso, poco seguite dai media. Penso alla seduta speciale del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu del 27 marzo scorso in cui il segretario generale Ban Ki-moon ha proposto di inserire l&#8217;intolleranza religiosa tra i parametri che\u00a0determinano le accuse di genocidio verso singoli Paesi. Cos\u00ec come penso alla decisione del Vicariato di Roma di destinare tutte le collette pasquali raccolte nelle chiese durante Pasqua al cristiani dell&#8217;Iraq. E penso anche che alla comunit\u00e0 cristiana del Kenya, dopo l&#8217;atroce strage degli studenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Garissa, vadano dati segnali immediati di sostegno, anche raccogliendo la disponibilit\u00e0 di diverse universit\u00e0 italiane. Cosa significa fare di pi\u00f9? Sul nostro territorio, proteggere simboli e i luoghi della cristianit\u00e0 e tutelare le minoranze religiose, penso agli ebrei Italiani, alle loro comunit\u00e0, che potrebbero essere visti come bersagli. E poi c&#8217;\u00e8 una verit\u00e0: per contrastare il terrorismo \u00e8 inevitabile il risvolto militare. Qualcuno potr\u00e0 scandalizzarsi, ma questi gruppi vanno affrontati anche sul piano militare. Non user\u00f2 la parola combattere, altrimenti mi ritrovo nei panni del crociato&#8230; .<\/p>\n<p><strong>Quindi non basta la diplomazia, c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;opzione militare&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abFacciamo parte di una coalizione militare anti Daesh impegnata soprattutto in Iraq e in Siria. Ma in futuro si potrebbe valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di contribuire al contrasto del terrorismo in Libia o di fenomeni come Boko Haram in Nigeria, per esempio. I carabinieri italiani sono impegnati in Somalia per contribuire alla formazione e all&#8217;addestramento delle forze armate locali che devono combattere proprio contro i responsabili della strage di Garissa. Insomma, c&#8217;\u00e8 una dimensione militare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei usa l&#8217;acronimo Daesh, e non l&#8217;espressione Isis. Perch\u00e9? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo ritengo un gesto di controinformazione rispetto a chi si attribuisce il ruolo di stato islamico e si autoproclama califfo. &#8220;Per noi sono dei rinnegati&#8221;, mi ha detto giorni fa re Abdallah l di Giordania. E a questo proposito ricordo che c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra dimensione alla quale non possiamo sottrarci. Ovvero sostenere con decisione chi, nell&#8217; enorme sfida politico-culturale in atto dentro il mondo islamico, si impegna contro il terrorismo. &#8220;Voi potete aiutarci ma siamo noi che dobbiamo sconfiggere rinnegati&#8221;, mi ha detto proprio il re di Giordania. Identiche parole sono venute dal presidente egiziano Al Sisi e dall&#8217;Imam di Al Azhar, Sheikh Ahmed al Tayeb. E per le stesse ragioni dobbiamo cercare di favorire, per quanto \u00e8 nelle nostre possibilit\u00e0, una convivenza tra sunniti e sciiti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sempre Ernesto Galli della Loggia ha proposto che il nostro Paese mostri una doverosa generosit\u00e0 verso i profughi cristiani costruendo ospedali, scuole, case. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPotrei cavarmela dicendo che gi\u00e0 lo facciamo. Che appena mercoled\u00ec scorso ho visitato, a ottanta chilometri da Amman, un ospedale costruito dall&#8217;Italia per i rifugiati siriani. Ma dobbiamo sapere che l&#8217;Italia non sta facendo abbastanza perch\u00e9 le risorse messe a disposizione non sono all&#8217;altezza della civilt\u00e0 che rappresentiamo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E come \u00e8 possibile trovarne altre? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQui torniamo alla miscela tra egoismo e ignavia, al volto girato dall&#8217;altra parte, alla logica secondo la quale tutto si risolve con una grande indignazione ma al riparo del nostro recinto. Dobbiamo decidere se vogliamo assumerci responsabilit\u00e0 chiare, svolgere il nostro ruolo oppure se dobbiamo continuare a tenere questi problemi al di fuori del nostro piccolo mondo, che poi \u00e8 una semplice illusione. Ma questo comporta spese, e ci\u00f2 riguarda anche l&#8217;opzione militare. L&#8217;importante \u00e8 avere ben chiara la natura di questa persecuzione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E qual \u00e8 la sua analisi? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi saldano due questioni. I cristiani visti come identificazione dell&#8217;Occidente, quindi bersaglio anche dove sono maggioranza, come in Kenya. E poi i cristiani quando sono minoranza, oggetto di intolleranza come in Pakistan. Prendiamo il caso dell&#8217;Iraq. Dieci anni fa i cristiani erano un milione e mezzo, ora sono meno di trecentomila, col rischio di scomparire in zone come la Piana di Ninive. Quando il Papa mette l&#8217;accento sui cristiani del Medio Oriente e li definisce un piccolo gregge sul quale grava una grande responsabilit\u00e0, si riferisce proprio a questo dramma\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Pensa che le voci di una possibile confluenza di Al Qaeda nel Daesh rappresentino un ulteriore pericolo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSecondo quanto risulta ai maggiori Paesi occidentali e a noi, \u00e8 prematuro immaginare una confluenza di diversi gruppi jihadisti nel Daesh. Ci\u00f2 che sta certamente accadendo, penso a Boko Haram, \u00e8 che i cupi vessilli neri del Daesh vengono usati da raggruppamenti differenti come in un macabro franchising del terrore, perch\u00e9 quel marchio ha un chiaro impatto mediatico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;ultima domanda sulle preoccupazioni di Israele dopo l&#8217;accordo con l&#8217;Iran sul nodo nucleare. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sostiene che con l&#8217;intesa miliardi di dollari finanzieranno in futuro il terrorismo globale. Qual \u00e8 la sua opinione? <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00abL&#8217;Italia, in tutti questi anni, \u00e8 stata favorevole al raggiungimento di un buon accordo, e certo non per astratto amore del negoziato. Condivido l&#8217;opinione degli Stati Uniti: i fondamenti sono stati raggiunti. Capisco le preoccupazioni israeliane, ma escludo che Netanyahu possa avere nostalgia di Ahmadinejad. Se l&#8217;accordo verr\u00e0 definitivamente concluso a giugno, sono certo che stabilizzer\u00e0 l&#8217;Iran e favorir\u00e0 una sua evoluzione in una direzione meno pericolosa per Israele\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Papa Francesco ha condannato il \u00absilenzio complice\u00bb che circonda il massacro di tanti cristiani nel mondo e ieri, luned\u00ec dell&#8217;Angelo, ha chiesto che il\u00a0 mondo non assista inerte. Lei, ministro Paolo Gentiloni, cosa pensa di queste parole? \u00abC&#8217;\u00e8 una gravissima minaccia nei confronti di tanti cristiani in diverse parti del mondo. 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