{"id":23636,"date":"2015-03-20T09:02:03","date_gmt":"2015-03-20T08:02:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/03\/gentiloni-per-battere-il-terrorismo\/"},"modified":"2015-03-20T09:02:03","modified_gmt":"2015-03-20T08:02:03","slug":"gentiloni-per-battere-il-terrorismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/03\/gentiloni-per-battere-il-terrorismo\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abPer battere il terrorismo pacificare subito la Libia\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da ministro degli Esteri, direbbe che abbiamo le prime vittime italiane dell&#8217;Isis? I jihadisti di Ansar al Sharia attivi in Tunisia si sono raccordati col Califfato? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono vittime innocenti di terroristi criminali. Poi \u00e8 molto difficile &#8211; risponde il ministro Paolo Gentiloni &#8211; distinguere rigidamente tra Daesh (Isis, ndr) e terrorismo pi\u00f9 tradizionale di matrice jihadista. Certamente siamo di fronte a un arco della crisi e della minaccia terroristica che attraversa molti Paesi del Mediterraneo e del Golfo. E, certo, c&#8217;\u00e8 in Tunisia una presenza storica di Ansar al Sharia. La sua messa fuori legge ha indotto un elevato numero di terroristi a lasciare il Paese e a disperdersi come foreign fighters in diversi altri Paesi. E questo ha prodotto incroci con il Daesh\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma qual \u00e8 la rivendicazione vera dell&#8217;attacco?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa situazione disordinata che le ho descritto spiega perch\u00e9 ci siano state diverse rivendicazioni, nelle quali vecchio e nuovo terrorismo sembrano confondersi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il bersaglio era la Tunisia o anche i turisti e quindi gli italiani? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnzitutto la Tunisia, come Paese simbolo di quello che il terrorismo fondamentalista islamico teme pi\u00f9 di ogni altra cosa: la democrazia e una democrazia pluralista. La Tunisia infatti \u00e8 un esempio di Paese che dopo la primavera araba ha conosciuto un&#8217;alternanza di governi a guida laica e islamica e nel cui attuale esecutivo, a guida laica, c&#8217;\u00e8 un ministro del Lavoro espresso dal partito islamico moderato. \u00c9 questa collaborazione democratica lo spauracchio del terrorismo islamista che a mio avviso si \u00e8 voluto colpire, attaccando sia il Parlamento sia un&#8217;attivit\u00e0 economica fondamentale, cio\u00e8 il turismo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Tunisia confina con la Libia. L&#8217;idea italiana di perseguire un accordo tra le parti in Libia non confligge con quella di Egitto e forse Francia di far prevalere militarmente la componente di Tobruk sulle fazioni rappresentate a Tripoli e Misurata? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente no. Il sostegno al negoziato e all&#8217;accordo che sta cercando di raggiungere l&#8217;inviato dell&#8217;Onu Bernardino Leon \u00e8 stato condiviso dalla Francia in seno all&#8217;Unione europea e dall&#8217;Egitto nei rapporti bilaterali. Naturalmente, il lavoro delle Nazioni Unite deve mirare a mettere insieme il maggior numero di componenti possibili nel contesto libico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E questa \u00e8 una prospettiva praticabile? \u00c8 realistico? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo \u00e8 sicuramente tra il Parlamento di Tobruk, che noi riconosciamo, e Misurata. E penso che la porta debba essere aperta anche a Tripoli. \u00c9 chiaro che se c&#8217;\u00e8 una base d&#8217;accordo almeno del 60 per cento delle componenti libiche, la comunit\u00e0 internazionale pu\u00f2 investirci, altrimenti si limiter\u00e0 a interventi di contenimento del terrorismo. \u00c8 impensabile una pacificazione della Libia imposta da fuori senza alcuna intesa tra i libici\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il presidente Mattarella dice che non c&#8217;\u00e8 molto tempo, il terrorismo va affrontato con urgenza. Anche il governo con il premier Renzi, lei e il ministro Pinotti, e Lady Pesc Federica Mogherini, insistono che il tempo si sta esaurendo. Scaduto il tempo, che cosa bisogner\u00e0 fare? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDire che il tempo scade non significa chiedersi che cosa bisogna fare dopo, ma adesso. A tutte le parti libiche e a tutti i Paesi della regione va detto in modo univoco e chiaro che ogni settimana che passa senza una base minima di accordo \u00e8 una settimana che rischia di rafforzare la diffusione della minaccia terroristica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il tempo conta, quindi&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, non nel senso che bisogna passare al capitolo successivo ma nel senso di moltiplicare la pressione nella fase che stiamo attraversando\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Gli attacchi a Tunisi dopo Parigi, Belgio, Danimarca, dimostrano che c&#8217;\u00e8 una cadenza continua dei jihadisti. Che cos&#8217;altro dobbiamo aspettarci? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl campanello d&#8217;allarme non \u00e8 suonato per il museo del Bardo a Tunisi, era gi\u00e0 suonato a Parigi e dopo. Siamo tutti consapevoli che l&#8217;emergenza attraversa tutto l&#8217;arco della minaccia terroristica in Europa come in Nord Africa. Le forze storiche del jihadismo si sono saldate con questo fenomeno nuovo del Daesh e con la capacit\u00e0 del Daesh di mobilitare all&#8217;interno di Paesi europei forze magari isolate, cani sciolti, lupi solitari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 da aver paura.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa consapevolezza della minaccia dev&#8217;essere altissima, ma non deve produrre comportamenti emergenziali o messaggi allarmistici. Il modo per rispondere, in Italia come in Francia, Belgio o Danimarca, \u00e8 rafforzare la sicurezza, la vigilanza, l&#8217;attivit\u00e0 del&#8217;intelligence. Non \u00e8 cambiare i modelli di vita come vorrebbero i terroristi. Non dobbiamo rinunciare alle nostre libert\u00e0: circolazione, movimento e libert\u00e0 d&#8217;espressione. Noi non arretreremo di fronte alle minacce terroristiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci saranno meno italiani che andranno a cuor leggero in Tunisia&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAllora la comunit\u00e0 internazionale dovr\u00e0 dare un aiuto speciale alla Tunisia, che \u00e8 un simbolo di quella che per noi \u00e8 la frontiera. Nei prossimi giorni valuteremo se promuovere una conferenza di donatori a sostegno della sua economia. Oggi il cordoglio per le vittime italiane \u00e8 il mio primo pensiero. \u00c8 stato un colpo durissimo. Ma l&#8217;Italia resta un Paese sicuro, non lo rappresentiamo come se improvvisamente il Daesh fosse sul raccordo anulare di Roma\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel quadro mediorientale, la vittoria di Netanyahu \u00e8 una buona notizia o no? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn ministro degli Esteri non considera buone o cattive le notizie sui risultati elettorali di un Paese amico. La buona notizia \u00e8 che Israele \u00e8 una grande democrazia e i suoi risultati elettorali vanno rispettati. Detto questo, il governo italiano ritiene che l&#8217;unica soluzione credibile della crisi israelo-palestinese consista nella sicurezza di Israele insieme alla nascita di uno Stato palestinese. Questa non \u00e8 oggi l&#8217;opinione di Netanyahu. Noi rispettiamo il voto ma non rinunciamo alla nostra posizione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A quando il ritorno stabile in Italia di entrambi i mar\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi sono contatti tra i governi italiano e indiano alla ricerca di una soluzione soddisfacente. Ma i tempi troppo lunghi sono inaccettabili. Ho sollevato la questione con il segretario generale dell&#8217;Onu, Ban Ki-moon, ringraziandolo per avere gi\u00e0 parlato di questo con il premier Modi e chiedendogli di ulteriormente adoperarsi per superare questa crisi tra due Paesi importanti delle Nazioni Unite\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da ministro degli Esteri, direbbe che abbiamo le prime vittime italiane dell&#8217;Isis? I jihadisti di Ansar al Sharia attivi in Tunisia si sono raccordati col Califfato? \u00abSono vittime innocenti di terroristi criminali. 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