{"id":23639,"date":"2015-03-05T10:32:03","date_gmt":"2015-03-05T09:32:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/03\/pistelli-orrori-dell-isis-aiutiamo\/"},"modified":"2015-03-05T10:32:03","modified_gmt":"2015-03-05T09:32:03","slug":"pistelli-orrori-dell-isis-aiutiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/03\/pistelli-orrori-dell-isis-aiutiamo\/","title":{"rendered":"Pistelli:  \u00abOrrori dell&#8217;Isis Aiutiamo i libici a riprendersi il loro futuro\u00bb (L\u2019Eco di Bergamo)"},"content":{"rendered":"<p>Bisogna aiutare i libici a riprendersi in mano il loro futuro: lo afferma in questa intervista il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli, che questa sera a Bergamo, alla Casa del giovane, interviene, con Paolo Magri direttore dell&#8217;Ispi di Milano, sul ruolo dell&#8217;Italia negli scenari globali.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un timore diffuso, cio\u00e8 che la Libia possa diventare la porta strategica dell&#8217;Isis sul Mediterraneo. <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 difficile dire che \u00e8 possibile scacciare un timore, un sentimento cio\u00e8, specie dopo le azioni orrende e inumane di Isis e la campagna mediatica che le ha accompagnate. Ma lavoriamo esattamente per questo: aiutare i Paesi arabi a contenere e sconfiggere Isis sul terreno, svelare la mistificazione di una lettura ideologica e totalitaria dell&#8217; Islam come quella di Isis. Pi\u00f9 vicino a noi, ci spen<\/p>\n<p>diamo per aiutare i libici a riprendersi in mano il loro futuro, senza divenire un campo di battaglia supplementare del Califfato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si sostiene che la Libia \u00e8 un problema europeo, tuttavia \u00e8 difficile rintracciare una politica mediterranea. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa Libia \u00e8 un problema europeo, ma \u00e8 ovvio che l\u2019Italia senta questa crisi in modo pi\u00f9 acuto di altri. L&#8217;Europa ha provato pi\u00f9 volte a darsi una politica mediterranea, fin dagli anni 90, con il &#8220;processo di Barcellona&#8221;. Prima \u00e8 rimasta intrappolata nelle contraddizioni del mancato processo di pace fra Israele e Palestina, poi ha tentato un rilancio con le politiche di vicinato, &#8220;condividere tutto fuorch\u00e8 le istituzioni&#8221;. Poi per\u00f2 \u00e8 arrivata la &#8220;primavera araba&#8221;: quelle trasformazioni &#8211; alcune positive, altre no &#8211; ci hanno colti colpevolmente impreparati. Agire sotto stress, oggi, \u00e8 pi\u00f9 difficile, ma non abbiamo scelta. Prima era una politica, ora \u00e8 una necessit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;esempio ricorrente \u00e8 il dramma immigrati.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 scontato che i numeri aumentino, ma \u00e8 importante che la risposta di Frontex e Triton sia europea, non solo italiana. Bisogna essere onesti: il numero dei migranti, dei profughi, dei richiedenti asilo aumenta ogni anno nel mondo a causa dell&#8217;instabilit\u00e0, delle crisi, e anche dei potenziali vantaggi della globalizzazione. Contenere le crisi, stabilizzare i Paesi fragili ridurrebbe il numero di profughi e asilanti. Parliamo di persone che scappano, non di viaggiatori. Quanto alle migrazioni, occorre gestire il fenomeno assieme ai Paesi di origine e di transito, rafforzando i canali della migrazione regolare per sconfiggere quella irregolare e i trafficanti che ne profittano. Abbiamo iniziato questo percorso, totalmente nuovo, sia con i governi dell\u2019Africa Occidentale che con quelli del Corno d&#8217;Africa. Ma occorre pazienza Nel frattempo, soffiare sul fuoco della paura o del populismo non serve a nessuno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A che punto siamo del conflitto tra le varie fazioni? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi vorrebbe un libro! La Libia divisa da numerose fratture, secondo le definizioni che ne danno gli stessi protagonisti: islamisti e musulmani, rivoluzionari e controrivoluzionari, per non menzionare le appartenenze tribali, quelle territoriali, le diverse milizie di citt\u00e0. Nessuna delle due principali fazioni potr\u00e0 mai prevalere militarmente, non esiste &#8220;vittoria Perci\u00f2 nessuna avanzata, nessuna ritirata \u00e8 davvero strategica. I libici devono sedersi a un medesimo tavolo e semmai allontanare combattenti stranieri di ogni genere e i Paesi che li sostengono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>II capo della polizia, Alessandro Pansa, ha detto in questi giorni che \u00abi rischi per l&#8217;Italia sono pi\u00f9 accentuati\u00bb: c&#8217;\u00e8 un nesso fra i crimini di Parigi e Copenaghen e l&#8217;avanzata del l&#8217;Isis in Libia? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abI rischi sono direttamente proporzionali all&#8217;aumento dell&#8217;instabilit\u00e0. Per\u00f2 non vedo alcun nesso di causa-effetto tra questi fatti, semmai un clima generale che spinge cellule dormienti a svegliarsi e &#8220;lupi solitari&#8221; a colpire. I servizi di intelligence vanno coordinati in modo ancora pi\u00f9 stringente, ma ogni minaccia ha la sua risposta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La via diplomatica scelta \u00e8 quella del dialogo, ma dialogare con chi? Quali sono i margini di manovra, visto che la missione dell&#8217;inviato dell&#8217;Onu, Bernardino Le\u00f2n, non ha data esiti positivi? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl dialogo promosso da Le\u00f2n \u00e8 invece progredito, pur fra molte difficolt\u00e0. La diplomazia si fa con chi c&#8217;\u00e8; la pace si fa tra nemici, la mediazione \u00e8 necessaria quando si parte da posizioni distanti. Altrimenti sarebbe troppo facile: con gli amici si va al cinema e a mangiare la pizza. Spero che questo ci faccia riapprezzare la straordinaria storia dell&#8217;integrazione europea, che ha sradicato dalla testa delle giovani generazioni, nell&#8217;Ue almeno, pur con tutti i dissensi politici possibili, l&#8217;idea della guerra ormai \u00e8 un concetto rottamato culturalmente\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;impressione che nell&#8217;area mediorientale sia in corso una folle pulizia etnica, che vede fra le vittime anche i cristiani: c&#8217;\u00e8 l&#8217;esatta percezione di queste tragedie? \u00abC&#8217;\u00e8 una reazione emotiva di orrore quando ascoltiamo le notizie di cronaca e gli atti efferati che l\u00e0 accadono, ma credo che sia insufficiente la percezione della dimensione &#8220;ideologica&#8221; della minaccia totalitaria di Isis. Fino all&#8217;estate scorsa molti pensavano che fosse una &#8220;disputa fra arabi&#8221; e che perci\u00f2 non meritasse attenzione, una valutazione cinica ed errata. Ogni &#8220;diversit\u00e0&#8221; \u00e8 a rischio con Isis, quella dei cristiani, degli assiri, degli yazidi, cos\u00ec come quella dei musulmani sciiti. Questa \u00e8 una guerra di identit\u00e0 mai sperimentata con questa intensit\u00e0 nel mondo arabo. Ritengo che noi possiamo aiutare, ma gli islamisti totalitari di Isis verranno sconfitti solo dai musulmani che rifiutano il ritorno a un orribile medioevo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa dobbiamo imparare dal vuoto lasciato dal regime di Gheddafi e dalla guerra allestita per abbattere il Colonnello? <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 facile oggi modificare la memoria di quell&#8217;anno, ma occorre ricordare che il Colonnello minacciava di &#8220;sterminare, casa per casa, i ratti di Bengasi&#8221;. Fu il Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu ad autorizzare l&#8217;intervento. Furono mesi incredibili, con il domino di autocrati che cadevano l&#8217;uno dopo l&#8217;altro. Per\u00f2 capisco il punto pi\u00f9 generale della domanda in Medio Oriente \u00e8 sbagliato muovere la prima mossa se non si ha chiaro un pensiero strategico che prevede anche la seconda e la terza. Invece di una partita a scacchi, si rischia di giocare al vaso di Pandora\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Bisogna aiutare i libici a riprendersi in mano il loro futuro: lo afferma in questa intervista il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli, che questa sera a Bergamo, alla Casa del giovane, interviene, con Paolo Magri direttore dell&#8217;Ispi di Milano, sul ruolo dell&#8217;Italia negli scenari globali. C\u2019\u00e8 un timore diffuso, cio\u00e8 che la Libia possa diventare [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[399],"class_list":["post-23639","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-vice-ministri-e-sottosegretari-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23639"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23639\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}