{"id":23640,"date":"2015-03-05T07:38:44","date_gmt":"2015-03-05T06:38:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/03\/gentiloni-la-minaccia-del-terrorismo\/"},"modified":"2015-03-05T07:38:44","modified_gmt":"2015-03-05T06:38:44","slug":"gentiloni-la-minaccia-del-terrorismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/03\/gentiloni-la-minaccia-del-terrorismo\/","title":{"rendered":"Gentiloni: &#8220;La minaccia del terrorismo islamico pu\u00f2 far nascere un governo unito&#8221; (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8220;Oggi in Marocco incontro decisivo fra le parti. La crisi ucraina? Dobbiamo scommettere sulla tregua e il ritiro delle armi pesanti&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSulla Palestina nessun pasticcio. Il governo ha una posizione equilibrata compresa a livello internazionale\u00bb<\/em><\/p>\n<p>di Cesare Martinetti<\/p>\n<p>Qualche settimana appena per scongiurare lo scenario di \u00abguerra totale\u00bb in Libia, come era evocata in questi giorni alle Nazioni Unite secondo i retroscena ricostruiti ieri da La Stampa. Ne parliamo con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni pochi minuti dopo il suo colloquio con il mediatore Bernardino Leon. Oggi si troveranno per la prima volta a un tavolo negoziale tutte le parti in conflitto. E sempre oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi &#8211; primo leader occidentale dopo l&#8217;omicidio Nemzov &#8211; vedr\u00e0 al Cremlino Vladimir Putin. Due crisi che si sovrappongono e si intrecciano.<\/p>\n<p><strong>Ministro Gentiloni, quale proposta porter\u00e0 Le\u00f3n al tavolo dei libici?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abProporr\u00e0 un protocollo di accordo in materia sicurezza e la formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale con un primo ministro e due vice. Nomi e proposte devono uscire dal confronto. La situazione, se possibile, si \u00e8 ulteriormente complicata. Una qualche speranza \u00e8 autorizzata dal fatto che non la penetrazione da fuori, ma l&#8217;uso per cos\u00ec dire in franchising delle bandiere dell&#8217;Isis da parte di gruppi locali e la minaccia del terrorismo hanno paradossalmente riaperto spazi politici. Solo qualche settimana fa &#8211; quando abbiamo dovuto chiudere la nostra ambasciata &#8211; sarebbe stato illusorio immaginare tutte le parti libiche intorno a un tavolo, come spero avverr\u00e0 oggi in Marocco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma l&#8217;Occidente appare spaccato: chi sostiene Tripoli, chi Tobruk. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, tutti partiamo dal riconoscimento che il Parlamento di Tobruk ha una sua legittimit\u00e0 democratica, ma non controlla tutto il paese. Per questo parliamo di unit\u00e0 nazionale, per coinvolgere anche le parti che nella Libia meridionale ed occidentale non si riconoscono in Tobruk\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Secondo la ricostruzione fatta ieri su La Stampa da Paolo Mastrolilli l&#8217;Onu starebbe valutando il blocco marittimo per impedire contrabbando di petrolio e insieme controllare il mare di fronte all&#8217;Italia. Che ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE buona regola diplomatica parlare di opzioni diverse solo quando la scommessa sul terreno \u00e8 persa. Oggi il governo italiano sta adoperandosi con i libici e con i paesi che hanno un ruolo in questa crisi come Egitto e Algeria per avere un buon risultato in Marocco. Non parliamo di piani B o ipotesi di ripiego, domani (oggi, ndr) c&#8217;\u00e8 un appuntamento cruciale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha fiducia che l&#8217;Onu possa veramente svolgere un&#8217;azione efficace paralizzato com&#8217;\u00e8 dalle divisioni in Consiglio di sicurezza?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe rispondo con la battuta di Churchill sulla democrazia che recentemente ho ascoltato riferire all&#8217;Onu da un ex primo ministro australiano: \u00e8 il peggiore dei sistemi ad eccezione di tutti gli altri. E poi non c&#8217;\u00e8 una soluzione alternativa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ministro, lei \u00e8 stato nei giorni scorsi a Teheran dove ha incontrato il presidente Rohani, il ministro degli Esteri Zarif e i massimi dirigenti del paese compreso Rafsanjani. Che ruolo ha l&#8217;Italia nella trattativa sul nucleare? Siamo fuori dal tavolo ufficiale.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCerchiamo di dare un contributo per facilitare il negoziato, siamo in condizioni di farlo grazie alle antiche relazioni con l&#8217;Iran e in stretto contatto con gli Usa. Si lavora a un accordo positivo che avrebbe anche effetti collaterali interessanti contro l&#8217;Isis e per un&#8217;apertura di mercato alle nostre esportazioni. Per\u00f2 ingaggiare l&#8217;Iran nel controllo del suo nucleare civile e consolidare il suo comportamento attuale pi\u00f9 moderato \u00e8 un fatto molto importante in s\u00e9, al di l\u00e0 del terrorismo e dei rapporti economici\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le ragioni di fondo per credere in questo accordo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFaccio io una domanda: conviene all&#8217;Occidente scommettere su Rohani e su quella parte che in Iran sta lavorando sul negoziato o abbiamo nostalgia di Ahmadinejad? Pur capendo perfettamente le motivazioni di Netanyahu e le preoccupazioni di Israele, ritengo che Obama abbia ragione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anche a costo di isolare il governo di Gerusalemme?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo a una settimana dalle elezioni e anche se la preoccupazione per l&#8217;Iran \u00e8 reale nell&#8217;opinione pubblica di una grande democrazia come Israele, dobbiamo guardare al futuro e non commettere l&#8217;errore di chiudere un percorso che ormai o si conclude con un miglioramento della situazione o con un deciso peggioramento, non si ritorna alla casella di partenza, il contesto \u00e8 pi\u00f9 difficile e pericoloso di due anni fa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La politica estera italiana \u00e8 spesso considerata ambigua e furbesca, il pasticcio dei giorni scorsi con la mozione parlamentare su Israele-Palestina ne \u00e8 stata la dimostrazione. Qual \u00e8 la posizione del governo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono radicalmente di un&#8217;idea opposta, non c&#8217;\u00e8 stato nessun pasticcio ma una posizione equilibrata dell&#8217;Italia, perfettamente capita a livello internazionale, in linea con il Parlamento europeo e che in sostanza spinge il governo al riconoscimento di uno Stato palestinese sollecitandolo al tempo stesso a rilanciare il negoziato tra le parti. Se qualcuno mi dice un altro modo per arrivare al riconoscimento dello Stato palestinese, io mi inchino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Eppure, anche sulla crisi Ucraina abbiamo dato l&#8217;impressione di stare a met\u00e0 attirandoci anche il sospetto di essere troppo morbidi con Putin.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn gergo diplomatico si dice double track, doppio binario. Che nel nostro caso si \u00e8 espresso da un lato con la fermezza nei confronti della Russia, l&#8217;Italia non si \u00e8 mai sottratta alle sanzioni e anzi aggiungo che tende ad applicarle in modo perfino pi\u00f9 rigoroso di altri paesi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon lo dico. Ma non accettiamo lezioni da nessuno. Dall&#8217;altro lato abbiamo sempre esortato a tenere aperta la strada del dialogo nei confronti della Russia. Tradotto nell&#8217;attualit\u00e0 di queste ore significa che dobbiamo scommettere su questa tregua che intanto sta producendo il ritiro delle armi pesanti. La strada \u00e8 molto complicata, ma non \u00e8 che ogni volta che ci riuniamo si devono decidere nuove sanzioni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma lei crede davvero che sia componibile questo conflitto? Mosca considera l&#8217;Ucraina parte della sua storia e del suo sistema e tutta la politica di Putin \u00e8 tesa a ricostruire la vecchia area di influenza.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo penso che non ci possiamo affidare alle narrative del secolo scorso, il Donbass non sono i Sudeti e l&#8217;attuale confronto tra Nato e Russia non \u00e8 una nuova versione della guerra fredda. Pensi che il prossimo vertice dell&#8217;Alleanza si terr\u00e0 nel palazzo dove fu firmato il patto di Varsavia. Cosa voglia Putin io non lo so, presumo voglia esercitare un&#8217;influenza determinante. Noi dobbiamo rassicurare gli alleati della Nato, in particolare i baltici, difendere l&#8217;Ucraina sul piano dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale ed economica, senza integrarla nella Nato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nemmeno nell&#8217;Unione Europea?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon la Ue c&#8217;\u00e8 un accordo di associazione non una prospettiva ravvicinata di ingresso. Dobbiamo far intendere alla Russia che non c&#8217;\u00e8 intenzione aggressiva ma l&#8217;assoluta determinazione a difendere le regole internazionali. In questo mix tra fermezza e rassicurazione c&#8217;\u00e8 il senso dello sforzo diplomatico di Merkel, Hollande e del presidente Renzi che si trova a Mosca\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;omicidio di Boris Nemzov, chiunque l&#8217;abbia commesso, ci dice che da quelle parti la normalit\u00e0 democratica \u00e8 ancora lontana. Quanto si possono accettare in diplomazia i sacrifici sul tema dei diritti umani?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA differenza di quanto abbiamo sperato negli Anni 90 non viviamo in un mondo piatto e pacificato. Il mondo ci spinge ad avere rapporti con paesi che non hanno livelli di rispetto dei diritti simili ai nostri. \u00c8 giusto parlare con Putin, come hanno fatto e fanno i leader del &#8220;formato Normandia&#8221; ma ribadire al tempo stesso che l&#8217;Italia \u00e8 contro la pena di morte e per la libera espressione, a Teheran come a Mosca\u00bb.<\/p>\n<p>Twitter @cesmartinetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Oggi in Marocco incontro decisivo fra le parti. La crisi ucraina? Dobbiamo scommettere sulla tregua e il ritiro delle armi pesanti&#8221; \u00abSulla Palestina nessun pasticcio. 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