{"id":23642,"date":"2015-03-04T15:35:40","date_gmt":"2015-03-04T14:35:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/03\/perche-l-italia-e-un-modello-nella\/"},"modified":"2015-03-04T15:35:40","modified_gmt":"2015-03-04T14:35:40","slug":"perche-l-italia-e-un-modello-nella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/03\/perche-l-italia-e-un-modello-nella\/","title":{"rendered":"Giro: Perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 un modello nella lotta contro i narcos (Il Foglio)"},"content":{"rendered":"<p>I paesi dell\u2019America latina guardano a Roma per imparare i metodi di contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata. Ma Ingroia non lo conosce nessuno<\/p>\n<p>Il modello italiano di lotta contro le mafie interessa sempre pi\u00f9 l\u2019America Latina. Edgardo Buscaglia, fondatore di una disciplina ribattezzata \u201cAnalisi Economica e Legale dello Sviluppo\u201d, giurista alla Columbia University, mafiologo di riferimento di New York Times, Suddeutsche Zeitung, Bbc e Cnn, co-presidente di quell\u2019 Instituto de Acci\u00f3n Ciudadana para la Justicia y la Democracia che \u00e8 una delle pi\u00f9 autorevoli ong messicane attive nella lotta al crimine transnazionale, continua a ripetere ai messicani che \u00e8 il modello di Italia e Colombia che bisogna tener presente per la lotta ai narcos. Lo stesso presidente del Senato Pietro Grasso quando nel 2012 da Procuratore nazionale antimafia fu intervistato dal quotidiano colombiano \u201cEl Tiempo\u201d ricord\u00f2 come la legislazione anti-mafia colombiana fosse strettamente ispirata a quella italiana. E nel 2012 fu l\u2019Interpol che annunci\u00f2 la costituzione a Caserta di una scuola in cui i poliziotti italiani avrebbero potuto insegnare il loro know-how anti-mafia ai colleghi di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Due, in particolare, i capisaldi su cui questo modello italiano si articola. Innanzitutto, il sequestro dei beni dei mafiosi, da reintrodurre nel circuito della legalit\u00e0.\u00a0 Questa \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 talmente importante che il direttore dell\u2019Agenzia Nazionale per l\u2019amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata Umberto Postiglione dichiara di gestire oggi quella che \u00e8 in pratica \u201cla prima holding immobiliare italiana\u201d, pur lamentandosi di disporre di \u201csole 50 persone\u201d per farlo. In qualche modo, \u00e8 una via mediana tra la strategia statunitense che invece punta soprattutto al sequestri dei carichi di droga e la pi\u00f9 recente proposta della legalizzazione della marijuana che pure si sta dispiegando tra vari stati americani e l\u2019Uruguay di Pepe Mujica. La prima \u00e8 pi\u00f9 muscolare. Come per\u00f2 denuncia il noto giornalista anti-narcos messicano Diego Enrique Osorno, in America Latina spesso rischia di degenerare in un brutale conteggio dei cadaveri. L\u2019altra \u00e8 pi\u00f9 soft, ma a sua volta suscita vare perplessit\u00e0 a livello internazionale.<\/p>\n<p>Il sistema italiano si basa anche su un secondo caposaldo: il reinserimento sociale dei minori. E proprio la combinazione tra questi due aspetti spiega la particolare attenzione che il nostro sistema suscita in America Centrale. \u00c8 l\u2019area geografica da cui passa l\u201985 per cento della droga diretta in Nord America, e i cui record mondiali di omicidi pro capite non dipendono solo dai narcos, ma anche dalle \u201cmaras\u201d: le bande giovanili che ai narcos fanno da bassa manovalanza, e che si alimentano dallo sfascio delle famiglie.\u00a0 Qui la cooperazione italiana ha investito 7,4 milioni,\u00a0 di cui specificamente 700.000 euro a sostegno dei minori. Tra 2010 e 2014 c\u2019\u00e8 stato in particolare un Programma di Cooperazione dell\u2019Istituto Italo Latinoamericano con il Sistema di Integrazione Centroamericano, per la formazione dei quadri dirigenti. Dal 2011 \u00e8 partita la prima fase di un Piano di Appoggio grazie al quale 163 giudici e poliziotti centroamericani hanno appreso il know how anti-mafia italiano attraverso cinque corsi di specializzazione e visite di studio. E dal 2014 la seconda fase si \u00e8 basata proprio sulla richiesta dei centro-americani di ricevere il sostegno italiano attraverso 22 progetti su quattro temi prioritari: reinserimento della popolazione carceraria, in particolare minorenni; classificazione delle carceri; tracciabilit\u00e0 dei flussi finanziari; sequestro dei beni provenienti da attivit\u00e0 illecite.<\/p>\n<p>Proprio questa esperienza \u00e8 stata al centro di un importante seminario che si \u00e8 tenuto alla Farnesina mercoled\u00ec 18 febbraio. \u201cDa un male a volte pu\u00f2 nascere un bene\u201d, ha spiegato al Foglio il sottosegretario agli Esteri con delega per l\u2019America Latina e Centrale Mario Giro. \u201cL\u2019Italia \u00e8 il paese al mondo che ha pi\u00f9 sofferto per la mafia, ma proprio per questa ragione ha sviluppato metodi di lotta anti-mafia che possiamo considerare una vera e propria eccellenza nazionale, allo stesso modo della Ferrari, della Ferrero o dei mobili. E infatti esportiamo anche questi metori\u201d. Ovviamente, non \u00e8 tutto oro quello che luccica. Il ministro degli Esteri del Guatemala Carlos Ra\u00fal Morales Moscoso, che al seminario ha lungamente sottolineato l\u2019importanza dell\u2019esempio italiano, interpellato dal Foglio per un giudizio sul tanto mediatizzato giudice Antonio Ingroia (incaricato dall\u2019Onu per un posto anti-narcos in Guatemala che\u00a0 non ha mai ricoperto) ha candidamente confessato: \u201cIngroia? Non lo conosco!\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I paesi dell\u2019America latina guardano a Roma per imparare i metodi di contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata. Ma Ingroia non lo conosce nessuno Il modello italiano di lotta contro le mafie interessa sempre pi\u00f9 l\u2019America Latina. Edgardo Buscaglia, fondatore di una disciplina ribattezzata \u201cAnalisi Economica e Legale dello Sviluppo\u201d, giurista alla Columbia University, mafiologo di riferimento [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[399],"class_list":["post-23642","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-vice-ministri-e-sottosegretari-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23642"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23642\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}