{"id":23662,"date":"2014-12-31T07:15:45","date_gmt":"2014-12-31T06:15:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/12\/gentiloni-la-ue-non-e-un-rubinetto-di-sanzioni-la-stampa\/"},"modified":"2014-12-31T07:15:45","modified_gmt":"2014-12-31T06:15:45","slug":"gentiloni-la-ue-non-e-un-rubinetto-di-sanzioni-la-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/12\/gentiloni-la-ue-non-e-un-rubinetto-di-sanzioni-la-stampa\/","title":{"rendered":"Gentiloni: &#8220;La Ue non \u00e8 un rubinetto di sanzioni&#8221; (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019intervista con il Ministro degli Esteri<\/p>\n<p>di Andrea Malaguti<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ministro Gentiloni, i dossier sul suo tavolo per il 2015 sono un`infinit\u00e0. Partiamo dalla Russia?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abD`accordo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Sulla questione delle sanzioni a Mosca \u00abper le azioni illegali in Ucraina\u00bb esiste una linea pi\u00f9 morbida dell`Europa e una pi\u00f9 dura degli Stati Uniti. Pu\u00f2 spiegarci come si sta muovendo l`Italia?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn verit\u00e0 io ho trovato grande sintonia sia in sede Nato sia in sede Ue. Almeno nelle scelte ufficiali. Per le quali, lo ricordo, ci vuole l`unanimit\u00e0. \u00c8 anche vero\u00a0che la sintesi \u00e8 stata ottenuta partendo da punti di vista e interessi non coincidenti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 Italia e Germania, che hanno i maggiori legami economici con Mosca, non si muovono assieme per rivedere le sanzioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDi sicuro \u00e8 necessario tornare a una situazione di dialogo. Ma dipende innanzitutto dalla Russia, che per prima cosa deve rispettare i protocolli di\u00a0Minsk. Io e il collega tedesco, Steinmeier, abbiamo comunque una visione comune che si fonda su due punti. Primo: le sanzioni devono essere reversibili.\u00a0Secondo: l`Europa non \u00e8 un rubinetto di sanzioni. Di sicuro si deve evitare di entrare in uno schema logico da Guerra fredda\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non ci siamo. gi\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo. La Guerra fredda era un confronto di ideologie. Qui siamo di fronte a una crisi di rapporti tra l`Unione europea e il suo vicino pi\u00f9 importante\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa pu\u00f2 fare l`Europa in questo contesto?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2 fare molto anche se nessuno si nasconde che il compito di gestire una politica estera comune sia complicato\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Complicato o impossibile?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abComplicato. E solo chi ignora quanto sia centrale il rapporto con il mondo intero in termini economici e di sicurezza pu\u00f2 considerare la scelta di Renzi su Lady Pese come un ripiego\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Forse. Ma la Mogherini per fare sentire la propria voce ha bisogno di appoggiarsi alle parole di Kerry. Le serve una spalla forte.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon scopriamo oggi che l`Europa \u00e8 un gigante economico ma deve fare ancora molto sul versante della coesione politica. E certo non \u00e8 colpa della Mogherini. Che sta partendo quasi da zero\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Zero \u00e8 un po` poco visto lo scenario internazionale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo sono realista. So che gli Stati Uniti d`Europa &#8211; il mio ideale sono diversi dai trattati di Lisbona.\u00a0Ma bisogna muoversi anche a piccoli passi. E dobbiamo essere consapevoli che il nuovo equilibrio multipolare prevede la ricerca di una integrazione europea sempre pi\u00f9 forte combinata con una difesa chiara degli interessi nazionali. Economici, diplomatici e militari\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Nel frattempo non sembriamo tanto bravi a farci carico del destino dei mar\u00f2.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI contatti politici con la nuova amministrazione indiana stanno andando avanti. Ma di sicuro i frutti di questi contatti sono deludenti. Servono risultati tangibili. in tempi stretti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9, ancora una volta, non coinvolgere l`Europa?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL`Europa \u00e8 coinvolta. Ora vediamo se le aperture indiane si trasformeranno \u00edn fatti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ministro, a proposito di politiche non riuscitissime, tre anni fa Cameron e Sarkozy furono accolti in Libia come degli eroi. Oggi il Paese \u00e8 nel caos. E il generale Haftar, capo dell`esercito libico fedele al Parlamento di Tobruk, sostiene di combattere per noi contro il califfato alle porte.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl generale Haftar \u00e8 una delle parti in causa. L`unica cosa certa \u00e8 che l`Italia e la comunit\u00e0 internazionale non possono accettare la divisione della Libia in due. Al momento nessuno sembra in grado di prevalere sul piano militare. E\u00a0l`unica conseguenza del protrarsi di azioni di guerra \u00e8 che si consolidino le posizioni radicali sia in campo islamico che a Tobruk\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Rilancerebbe l`idea del peacekeeping?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 evidente che nessuno pu\u00f2 intervenire militarmente in Libia se non esiste una cornice di un percorso avviato dall`Onu, ma \u00e8 altrettanto evidente che non appena questa cornice ci fosse, nessuno potrebbe pensare di andare avanti senza il contributo di forze di monitoraggio e\/o di peacekeeping delle Nazioni Unite\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Con le coste libiche fuori controllo quanta paura le fanno le possibili infiltrazioni terroristiche?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPenso che la preoccupazione ci debba essere. Ma non possiamo pagare a questa preoccupazione prezzi troppo elevati sul piano politico e culturale. Chi identifica la minaccia terroristica con l`Islam o con i flussi migratori commette un errore folle\u00bb<\/p>\n<p><strong>Era giusto ribaltare il regime di Gheddafi?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo dico che quella operazione \u00e8 stata fatta in un momento di debolezza forse unico del nostro Paese. E che quindi non abbiamo avuto sufficiente voce in capitolo per porre il problema centrale, cio\u00e8 cosa sarebbe successo con la caduta del regime\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Non le pare che l`Occidente abbia banalmente peccato di interventismo? C`\u00e8 un guaio e lo risolvo io in funzione dei miei interessi. Non \u00e8 stata questa la formula dopo l`11 settembre?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo. Quando parliamo di politica estera siamo portati a focalizzarci sulle crisi in atto ma guardiamo anche al dopo. Spesso le missioni di pace, la cooperazione e gli interventi umanitari portano benefici enormi. Penso a quello che \u00e8 successo nei Balcani occidentali. C`\u00e8 stata una terribile emergenza. Ma oggi iflussi migratori sono quasi spariti. E i rapporti commerciali sono sempre pi\u00f9 stretti. Non intervenire non risolve le crisi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Teme anche lei le elezioni greche?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPosso peccare di ottimismo ma credo che i rischi di eventuale contagio siano contenuti. Comunque vadano le elezioni, la Grecia far\u00e0 i conti con la cornice europea\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ministro Gentiloni, il suo nome \u00e8 piuttosto gettonato per il Quirinale. Che effetto le fa?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNe parliamo un`altra volta, magari. Buon anno\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019intervista con il Ministro degli Esteri di Andrea Malaguti \u00a0 Ministro Gentiloni, i dossier sul suo tavolo per il 2015 sono un`infinit\u00e0. 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