{"id":23677,"date":"2014-11-28T08:39:12","date_gmt":"2014-11-28T07:39:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/11\/20141128_gentilonisteinmeier\/"},"modified":"2014-11-28T08:39:12","modified_gmt":"2014-11-28T07:39:12","slug":"20141128_gentilonisteinmeier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/11\/20141128_gentilonisteinmeier\/","title":{"rendered":"Gentiloni-Steinmeier\u00abItalia e Germania, impegno comune nel Corno d`Africa\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><P>Guerre civili, persecuzioni, condizioni socio-economiche di deprivazione e violazioni dei diritti umani alimentano crescenti flussi migratori in particolare da diversi Paesi prossimi all`Europa. Spinti dalla speranza di trovare condizioni di sicurezza e un futuro migliori, i migranti intraprendono un lungo cammino verso l`Europa, affrontando situazioni di pericolo e sfruttamento e incontrando spesso la morte. L`Europa non pu\u00f2 reagire a questa situazione con mere azioni di emergenza ai suoi confini. Soluzioni sostenibili alle attuali crisi di rifugiati e ai flussi migratori possono essere individuate, in un`ottica di diplomazia preventiva, solo attraverso il dialogo e la cooperazione con i Paesi di origine e transito. Dobbiamo anche sostenere i Paesi di accoglienza di prima linea che, trovandosi nelle immediate vicinanze dei grandi focolai di crisi, sono esposti a gravi pressioni. Questo \u00e8 stato l`approccio seguito nella Conferenza sui profughi siriani, tenutasi lo scorso ottobre a Berlino, nel corso della quale abbiamo riconosciuto la nostra responsabilit\u00e0 sia nei confronti dei rifugiati siriani in fuga dalla guerra civile sia nei confronti dei Paesi d\u00ec accoglienza. <\/P><br \/>\n<P>Insieme al Medio Oriente, l`Africa dell`est \u00e8 una delle principali regioni di partenza dei migranti che tentano di raggiungere l`Europa attraversando il Mediterraneo. Un numero crescente di somali, etiopi e sudanesi affronta questa pericolosa odissea. Le vittime del tragico naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa provenivano per la maggior parte dall`Eritrea. Sul piano umanitario, con l`operazione &#8220;Mare Nostrum&#8221;, l`Italia ha dato una risposta rapida ed efficace che ha consentito di soccorrere circa 100.000 migranti in difficolt\u00e0. <\/P><br \/>\n<P>Tuttavia la traversata del Mediterraneo \u00e8 solo l`ultima tappa del lungo viaggio dal Corno d`Africa all`Europa. Fin dal momento della loro partenza, i migranti sono continuamente esposti al pericolo di essere vittime di gravi violazioni dei diritti umani o di emergenze umanitarie. Si stima che dal 2009 dai 25 ai 30 mila cittadini eritrei, somali ed etiopi siano stati rapiti e torturati lungo la rotta migratoria dell`Africa dell`est per ricattare le loro famiglie e ottenere elevati riscatti. <\/P><br \/>\n<P>L`Italia e la Germania hanno quindi deciso di rafforzare il loro impegno congiunto nel Corno d`Africa nell`ambito del Processo di Khartoum che, nato su iniziativa dell`Italia, \u00e8 al centro della Conferenza internazionale per la quale ci siamo riuniti oggi a Roma. Si tratta di un processo politico, in cui i Paesi europei e quelli del Corno d`Africa si propongono di combattere insieme il traffico e il contrabbando di esseri umani in coerenza con i principi della Conferenza di Rabat svoltasi ieri a Roma. <\/P><br \/>\n<P>Come Ministri degli Esteri di Italia e Germania, vogliamo dare nel Corno d`Africa prova concreta del valore aggiunto che la politica estera pu\u00f2 dare nel combattere le cause strutturali dei flussi migratori e nel sostenere i Paesi di transito. Vogliamo e dobbiamo andare oltre mere azioni di polizia o misure umanitarie, che possono dare risposte solo di breve termine; nel lungo, serve solo una nuova &#8220;partnership&#8221; con i Paesi di origine e transito, in particolare quelli del Corno d`Africa ed i Paesi mediterranei di transito (Libia in primis, ma anche Egitto e Tunisia). <\/P><br \/>\n<P>Come prima misura, intensificheremo in questa regione le nostre azioni diplomatiche a supporto della stabilit\u00e0 politica come mediazioni nella composizione di conflitti, ad esempio in Sudan o Somalia; sostegno alle missioni di pace delle Nazioni Unite e dell`Ue; iniziative contro il contrabbando di armi di piccolo calibro e a favore del disarmo. <\/P><br \/>\n<P>Poi contribuiremo al rafforzamento della tutela dei diritti dei rifugiati e dei migranti e delle capacit\u00e0 locali di contrasto al traffico di esseri umani. In quest`ambito rientrano programmi di formazione degli agenti di frontiera per affinare le loro capacit\u00e0 di identificazione dei trafficanti e delle loro vittime, nonch\u00e9 le loro capacit\u00e0 di reazione ai crimini correlati. Possiamo anche migliorare le misure di protezione nei campi profughi e nei loro dintorni, rafforzando l`assistenza socio-psicologica e sanitaria delle vittime. <\/P><br \/>\n<P>Infine effettueremo programmi volti a migliorare le condizioni socio-economiche e giuridiche di rifugiati e migranti nei Paesi di transito lungo le rotte di migrazione, nella convinzione che, se gi\u00e0 nei loro Paesi essi intravedessero la possibilit\u00e0 di una vita accettabile, sarebbero disincentivati a lasciarli. Concretamente si tratter\u00e0 di potenziare l`offerta di accesso ai servizi pubblici, come istruzione e assistenza sanitaria, nei Paesi ospitanti; di fornire consulenza alle autorit\u00e0 locali nell`implementazione della legislazione sull`asilo e sugli stranieri; di rendere in definitiva un contributo alla stabilizzazione delle istituzioni statali e di facilitare il dialogo sulla good governance. <\/P><br \/>\n<P>L`Italia e la Germania vedono la Conferenza di Roma (del 28 novembre) come una prima importante tappa di un impegno congiunto a favore dei Paesi del Corno d`Africa. Coopereremo strettamente all`interno del Processo di Khartoum, con i Paesi che vi partecipano, con l`Unione europea e l`Unione africana. Solo quando i temi migratori diventeranno parte integrante della politica estera europea, potremo dare un contributo efficace alla gestione delle crisi migratorie<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Guerre civili, persecuzioni, condizioni socio-economiche di deprivazione e violazioni dei diritti umani alimentano crescenti flussi migratori in particolare da diversi Paesi prossimi all`Europa. Spinti dalla speranza di trovare condizioni di sicurezza e un futuro migliori, i migranti intraprendono un lungo cammino verso l`Europa, affrontando situazioni di pericolo e sfruttamento e incontrando spesso la morte. 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