{"id":23680,"date":"2014-11-26T08:30:28","date_gmt":"2014-11-26T07:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/11\/20141126_gentiloni_repubblica\/"},"modified":"2014-11-26T08:30:28","modified_gmt":"2014-11-26T07:30:28","slug":"20141126_gentiloni_repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/11\/20141126_gentiloni_repubblica\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abLa Libia \u00e8 al collasso se l`Onu ce lo chiede pronte le nostre truppe per aiutare il Paese\u00bb (La Repubblica)"},"content":{"rendered":"<p><P>L&#8217;Italia sta attrezzandosi per fronteggiare la guerra che le si presenta alle porte? Vado alla Farnesina per chiederlo al nuovo ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, formatosi nella cultura del pacifismo e del disarmo, oggi rimessa drammaticamente in discussione dall`incendio che divampa lungo tutta la sponda sud del nostro mare. A cominciare dalla vicinissima Libia. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro Gentiloni, prima o poi diventer\u00e0 inevitabile un intervento in Libia per impedire che il terrorismo e la pirateria se ne impadroniscano definitivamente? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNon dobbiamo ripetere l`errore di mettere gli stivali sul terreno prima di avere una soluzione politica da sostenere. Ma certo un intervento di peacekeeping, rigorosamente sotto l`egida Onu, vedrebbe l`Italia impegnata in prima fila. Purch\u00e9 preceduto dall`avvio di un percorso negoziale verso nuove elezioni garantito da un governo di saggi. In assenza del quale mostrare le divise rischia solo di peggiorare. la situazione. Ci stiamo lavorando, con i paesi dell`area e con le Nazioni Unite\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Bisogna rivedere la strategia del disimpegno occidentale nella lotta contro l\u2019Is? Per questo Obama ha rimosso il capo del Pentagono? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNon conosciamo i motivi dell` avvicendamento di Hagel. In Iraq, gli Usa e la coalizione di cui facciamo parte stanno intervenendo per bloccare l`avanzata del Daesh. Evitiamo di chiamarlo Is, perch\u00e9 a fronteggiarsi sono anche due visioni dell`Islam e noi dobbiamo evitare di mettere tutti nello stesso sacco. \u00c8 un impegno che ricade naturalmente anche sull`Italia, con i suoi ottomila chilometri di coste, ma tutta l`Europa \u00e8 chiamata a farsi carico di affrontare questa minaccia. Non potremo pi\u00f9 delegare gli americani, peraltro strategicamente meno interessati di noi alle sorti del Medio Oriente\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Va preso alla lettera il fotomontaggio della bandiera nera del Daesh sulla cupola di San Pietro? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCredo piuttosto che faccia parte di un`auto-rappresentazione finalizzata all`egemonia sull`Islam, un tentativo che dobbiamo contribuire a scongiurare. Ne fa parte il fenomeno dei foreign fighters, i miliziani europei che possono trasformarsi in una minaccia seria anche in casa nostra. Si tratta di unire le forze, come sta avvenendo a Kobane, dove la resistenza dei curdi non sarebbe possibile senza gli strike aerei occidentali\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Di questa grande alleanza pu\u00f2 far parte anche l`Iran? L`Italia vede con favore il proseguimento dei negoziati con Teheran sul nucleare? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00ab\u00c8 impensabile un assetto equilibrato della regione senza coinvolgere l`Iran, non solo per il comune interesse contro il Daesh ma anche per l`influenza che Teheran esercita sulle comunit\u00e0 sciite. Non \u00e8 facile, come dimostra il negoziato sul nucleare. Ma la porta \u00e8 rimasta aperta\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>E Israele, con la nuova legge sulla natura ebraica dello Stato proposta dal governo Netanyahu, sta aggravando la tensione? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNon tocca a me giudicare ipotesi legislative che riguarderanno, vedremo con quale testo, la Knesset. Ma una cosa \u00e8 certa: un quinto della popolazione israeliana \u00e8 costituito da cittadini di origine araba e questi devono godere di una incontrovertibile parit\u00e0 di diritti\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>L`Italia vende armi e sollecita investimenti finanziari dai paesi del Golfo, ricchissimi ma ambigui nella loro visione di un Islam totalitario&#8230; <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abPer risponderle guarderei piuttosto all`Egitto, un grande paese certamente contraddittorio al proprio interno sul tema dei diritti umani. Eppure in questi mesi ha svolto una funzione di stabilizzazione e perfino di pacificazione\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quindi il contenimento della minaccia jihadista implica di nuovo l`appoggio occidentale ai dittatori, come avveniva prima delle rivolte del 2011? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abAssolutamente no, noi non dimentichiamo i diritti umani, e il laboratorio tunisino dimostra che un`alternativa \u00e8 possibile. Tornando alla crisi libica, certo non rimpiangiamo la caduta di Gheddafi. Abbatterlo era una causa sacrosanta. Ma poi?\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Poi c`\u00e8 il dilemma esistenziale della guerra alle porte. Napolitano critica le &#8220;visioni ingenue&#8221; di rinuncia e di tagli allo&#8221;strumento militare&#8221;. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00ab\u00c8 vero che abbiamo coltivato l`illusione di un mondo futuro tranquillo e pacificato. Ora sappiamo di non poter pi\u00f9 delegare agli americani le nostre responsabilit\u00e0. La Libia rappresenta per noi un interesse vitale per la sua vicinanza, il dramma dei profughi, il rifornimento energetico&#8230; Non a caso manteniamo aperta a Tripoli la nostra ambasciata che fornisce un supporto logistico insostituibile alla mediazione dell`Onu\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma esiste ancora la Libia, o la dissoluzione dello Stato l`ha trasformata in un territorio assoggettato ai signori della guerra e alla pirateria? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abSe anche, semplificando, descrivessimo una Libia spaccata in due fra Cirenaica e Tripolitania, bisogna sapere che nessuna delle due parti \u00e8 in grado di prevalere militarmente sull`altra. La Banca centrale libica continua a funzionare, paga gli stipendi ai dipendenti pubblici sull`intero territorio dello Stato, utilizzando i proventi di gas e petrolio che anche l`Eni continua a versarle. Non ci rassegniamo alla dissoluzione della Libia. Saremo parte attiva nell`individuare una transizione politica unitaria cui subordiniamo l`eventualit\u00e0 di una presenza militare di peacekeeping\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Come ai tempi della guerra di Spagna ci sono due opposte visioni del mondo che si fronteggiano? <\/STRONG><\/P>\u00abPreferirei dire che a fronteggiarsi sono due opposte visioni dell`Islam. Noi non possiamo rimanere neutrali di fronte a questo dramma, n\u00e9 tanto meno aggravarlo confondendo il Daesh con i Fratelli musulmani, le moschee con l`Autorit\u00e0 nazionale palestinese, cio\u00e8 facendo finta che sia tutto la stessa cosa\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Italia sta attrezzandosi per fronteggiare la guerra che le si presenta alle porte? 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