{"id":23689,"date":"2014-11-15T15:59:06","date_gmt":"2014-11-15T14:59:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/11\/20141115_intgentcorvalentino\/"},"modified":"2014-11-15T15:59:06","modified_gmt":"2014-11-15T14:59:06","slug":"20141115_intgentcorvalentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/11\/20141115_intgentcorvalentino\/","title":{"rendered":"Gentiloni: garantire alla Russia il suo ruolo di grande Paese (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p><P>\u00abAccanto alla necessaria fermezza, occorre tenere aperti tutti i canali diplomatici e cercare una soluzione politica in grado di garantire l\u2019autonomia dell\u2019Ucraina, ma anche il ruolo di un grande Paese come la Russia. \u00c8 illusorio pensare che la situazione possa risolversi solo con le sanzioni\u00bb: cos\u00ec al Corriere il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qual \u00e8 il posto dell\u2019Italia nel mondo?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abQuello di un Paese europeista, fedele ai valori occidentali, internazionalista e aperto, che non vuole chiudersi nel protezionismo, ma promuove gli scambi, \u00e8 favorevole a un\u2019immigrazione regolata, partecipa alle missioni di pace e sicurezza. Non ultimo, un Paese molto concentrato sul Mediterraneo: ce lo chiedono i Paesi dai Balcani al Nord Africa. C\u2019\u00e8 forte coerenza nella politica estera italiana degli ultimi 60 anni e i nostri partner ne hanno piena consapevolezza\u00bb.<\/P><br \/>\n<P>Da poco pi\u00f9 di due settimane alla guida della Farnesina, Paolo Gentiloni deve misurarsi con un fardello di crisi regionali che proprio in questi giorni tornano ad aggravarsi, proiettando instabilit\u00e0 e scenari minacciosi. Di Ucraina, Libia e situazione economica europea il nuovo ministro degli Esteri ha parlato mercoled\u00ec, nel tour de force che lo ha portato a Berlino, Parigi e Madrid.\u00abCon i colleghi Steinmeier, Fabius e Garcia-Margallo &#8211; dice Gentiloni nella prima intervista a un giornale italiano &#8211; abbiamo confermato i rapporti di grande amicizia e sintonia tra i nostri Paesi. Ho avuto la netta impressione che ci sia ormai piena consapevolezza che il problema dell\u2019Europa non \u00e8 pi\u00f9 legato a questo o quel singolo Paese, e noi siamo stati a lungo considerati un rischio, ma coinvolge l\u2019intera economia europea. Le risposte in termini di rilancio, investimenti, lavoro e crescita devono essere comuni. Il che in parte \u00e8 gi\u00e0 implicito nelle regole d\u2019ingaggio della commissione Juncker. Parlo del piano dei 300 miliardi e della priorit\u00e0 data alla crescita. Noi rispettiamo tutte le regole, ma il problema della crescita riguarda tutti, inclusa la Germania\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Le ultime uscite del presidente del Consiglio hanno per\u00f2 alimentato l\u2019impressione di un\u2019Italia meno \u00abeuropeista comunque\u00bb, rispetto al passato. Quanto c\u2019\u00e8 di vero?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIo credo che Matteo Renzi sia europeista super convinto e abbia esportato questo spirito, contribuendo alla stabilit\u00e0 europea. Il modo in cui in Italia si \u00e8 riusciti a costruire consenso, non solo elettorale, attorno a una linea di riforme e impegno europeo, ha fatto bene all\u2019intera Ue. Ho registrato notevole interesse verso il nostro premier, sia tra i progressisti che tra i moderati. La dialettica su singole questioni non va confusa con il dato di fondo. Immaginiamo cosa sarebbe successo se dalle elezioni europee fosse emerso in Italia un dato pi\u00f9 simile al risultato delle politiche del 2013\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Secondo la Nato, un forte concentramento militare russo \u00e8 in corso al confine orientale dell\u2019Ucraina. Il segretario Stoltenberg ha detto al nostro giornale che l\u2019Alleanza Atlantica \u00e8 pronta a sostenere l\u2019Ucraina. \u00c8 preoccupato?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCondivido due sottolineature di Stoltenberg: la prima che l\u2019Ucraina non fa parte della Nato. E l\u2019Italia d\u00e0 per scontata questa non appartenenza anche per il futuro. La seconda \u00e8 che non esistono soluzioni militari. Certo c\u2019\u00e8 preoccupazione per i rischi di escalation. \u00c8 stata messa in campo una strategia, con misure e sanzioni, cui l\u2019Italia partecipa con coerenza e trasparenza assolute, senza accettare lezioni da alcuno. Credo per\u00f2 sia evidente a tutti che accanto alla necessaria fermezza, occorra tenere aperti tutti i canali diplomatici e cercare una soluzione politica in grado di garantire l\u2019autonomia dell\u2019Ucraina, ma anche il ruolo di un grande Paese come la Russia. Nella maggior parte dei colleghi ho riscontrato piena convergenza su questa combinazione di fermezza e dialogo. \u00c8 illusorio pensare che la situazione possa risolversi con il solo strumento delle sanzioni. Ne parleremo luned\u00ec a Bruxelles, nel primo Consiglio Esteri guidato da Federica Mogherini\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019Italia non partecipa alla coalizione contro l\u2019Isis. Non \u00e8 un cambiamento rispetto alla linea che ci ha visti presenti in tutte le missioni internazionali?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abL\u2019Italia partecipa politicamente e sostanzialmente alla coalizione globale anti-Isis. Siamo presenti alle riunioni, inviamo materiali, armi, effettueremo voli di ricognizione. Non prendiamo parte ai bombardamenti, del resto non potremmo farlo senza mandato parlamentare, ma in verit\u00e0 solo pochi Paesi lo fanno. Prendo spunto, per sottolineare che siamo uno dei Paesi al mondo pi\u00f9 presenti nelle missioni di pace e sicurezza. Dovremmo avere maggior coscienza di esercitare un ruolo cos\u00ec importante\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>La crisi in Libia ci tocca da vicino. Cosa pensiamo di fare, a parte essere i soli a prendere il fuoco con le mani tenendo aperta l\u2019ambasciata?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNon dobbiamo rassegnarci al rischio che la divisione diventi permanente e degeneri in piena guerra civile. Bernardino Leon, l\u2019inviato delle Nazioni Unite, ha un compito difficile, ma \u00e8 la strada su cui insistere, rafforzandola. I Paesi in grado di farlo, l\u2019Italia in prima fila, devono esercitare una funzione di moderazione e influire sulle nazioni vicine o collegate, come Egitto, Algeria, Emirati, Turchia. In pi\u00f9 l\u2019Onu deve rimettere tutti a un tavolo: gli europei e i soggetti regionali interessati. Da solo, facendo la spola, Leon non pu\u00f2 farcela. La crisi libica \u00e8 una minaccia per il Mediterraneo e per l\u2019Europa. Quest\u2019anno abbiamo ricevuto attraverso la Libia 140 dei 160 mila rifugiati dalle aree di crisi. Bisogna fare in fretta, il tempo corre. La prossima settimana dovremmo vederci a Madrid con i Paesi coinvolti\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Cosa intende fare per i mar\u00f2?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCome ho ribadito anche ai due fucilieri di Marina, sulla questione c\u2019\u00e8 il massimo impegno del governo, sia sul piano dell\u2019assistenza legale che su quello politico-diplomatico. Per il resto mi attengo alla pi\u00f9 stretta riservatezza\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>La Farnesina \u00e8 stata ridimensionata dalle ultime finanziarie. Come intende valorizzare il potenziale di conoscenze della nostra diplomazia?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abHo trovato un ministero solido, ricco di professionalit\u00e0 e competenze. Noi disponiamo di una rete, che non \u00e8 passiva ma intelligente. Siamo al servizio delle istituzioni e di tutti i soggetti privati italiani nel mondo, ma con precise priorit\u00e0 di politica estera ed economica. Non siamo un service . Avendo chiare le direzioni di marcia, per esempio che siamo uno dei primi Paesi esportatori al mondo, possiamo far bene. Naturalmente serve stabilit\u00e0: sono il quinto ministro in poco pi\u00f9 di tre anni\u00bb.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abAccanto alla necessaria fermezza, occorre tenere aperti tutti i canali diplomatici e cercare una soluzione politica in grado di garantire l\u2019autonomia dell\u2019Ucraina, ma anche il ruolo di un grande Paese come la Russia. \u00c8 illusorio pensare che la situazione possa risolversi solo con le sanzioni\u00bb: cos\u00ec al Corriere il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Qual [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[9,6,76,42],"class_list":["post-23689","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-europa","tag-mediterraneo-e-medio-oriente","tag-ministri-precedenti","tag-unione-europea"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23689"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23689\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}