{"id":23752,"date":"2014-08-04T07:23:25","date_gmt":"2014-08-04T05:23:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/08\/20140804_lpist24ore\/"},"modified":"2014-08-04T07:23:25","modified_gmt":"2014-08-04T05:23:25","slug":"20140804_lpist24ore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/08\/20140804_lpist24ore\/","title":{"rendered":"Pistelli: \u00abUna cooperazione vera, non un semplice aiuto\u00bb (Il Sole 24 ore)"},"content":{"rendered":"<p><P>Dopo venti anni, grazie al lavoro dei parlamentari di tutti i gruppi politici, al contributo della societ\u00e0 civile, all&#8217;impegno dei due relatori, Lia Quartapelle e Giorgio Tonini, il Senato ha approvato l&#8217;altro ieri la riforma della cooperazione allo sviluppo. La gloriosa legge 49\/87 va in pensione e lascia il posto a un&#8217;idea di cooperazione pi\u00f9 forte e autorevole politicamente, pi\u00f9 efficace nell&#8217;azione, pi\u00f9 coerente con gli standard internazionali e pi\u00f9 capace di mobilitare risorse europee, pubbliche e private. Quattro le nuove gambe del &#8220;sistema della cooperazione italiana&#8221;. Un peso politico accresciuto, grazie a una cooperazione definita parte &#8220;integrante e qualificante&#8221; della politica estera, con un Vice Ministro dedicato, un ruolo strategico del Ministero degli Esteri e del Parlamento nella definizione delle policies, un Documento triennale di visione definito in Consiglio dei Ministri.<\/P><br \/>\n<P>Uno sforzo in favore della &#8220;coerenza&#8221; tra le diverse politiche italiane a dimensione internazionale, per evitare che le politiche ambientali contraddicano gli obiettivi della cooperazione, le norme sull&#8217;immigrazione confliggano con i diritti dell&#8217;uomo che poi si vogliono tutelare o l&#8217;internazionalizzazione delle imprese avvenga a scapito dello sviluppo di chi poi corriamo ad aiutare. A questo penser\u00e0 un Comitato Interministeriale, un &#8220;piccolo consiglio dei ministri della cooperazione&#8221;, presieduto dal primo ministro, con il compito di coordinare le azioni delle diverse Amministrazioni, i cui fondi saranno resi leggibili e trasparenti in uno specifico &#8220;Allegato al Bilancio&#8221;.<\/P><br \/>\n<P>La vera rivoluzione sar\u00e0, per\u00f2, nella parte operativa della cooperazione. Innanzitutto, un&#8217;Agenzia specializzata, agile e snella, sar\u00e0 il &#8220;vascello corsaro&#8221; che dovr\u00e0 attrarre giovani competenze, esperienze innovative e skill all&#8217;altezza di una sfida molto diversa dal tradizionale aiuto pubblico allo sviluppo. Uno strumento che superi le rigidit\u00e0 ministeriali che hanno caratterizzato in passato la nostra azione e si ispiri alle esperienze vincenti delle Agenzie di molti partner europei, dalla Francia alla Germania al Regno Unito.<\/P><br \/>\n<P>Infine, un &#8220;braccio finanziario&#8221; affidato alla Cassa Depositi e Prestiti, senza alcun aggravio organizzativo n\u00e9 nuova struttura, con il compito di recuperare le risorse europee e internazionali e studiare gli strumenti di &#8220;nuova finanza per lo sviluppo&#8221; che prevedono forme di combinazione, integrazione e &#8220;leverage&#8221; tra risorse pubbliche, nazionali e internazionali, e private. Ecco l&#8217;ultimo aspetto fondamentale della nostra riforma. Tutte le organizzazioni internazionali, dalle Nazioni Unite all&#8217;Ocse, richiamano l&#8217;attenzione sulla necessit\u00e0 per l&#8217;Agenda dello sviluppo post-millennium goals, di ampliare il concetto del semplice &#8220;aiuto&#8221;. Pur ancora indispensabile nelle situazioni pi\u00f9 difficili e non mature, occorre passare a forme nuove che implicano rapporti politici paritari con Paesi oramai in crescita ma anche la capacit\u00e0 di coinvolgere il &#8220;mondo profit&#8221; da entrambi i lati. Nei paesi destinatari delle risorse, per costruire il loro sviluppo autonomo basato su lavori dignitosi, stabili e rispettosi dei diritti. Da noi, dove il mondo imprenditoriale deve essere accompagnato e aiutato a svolgere il ruolo di &#8220;co-promozione dello sviluppo&#8221;, riconosciutogli a livello internazionale. Non si tratta tanto di sollecitare interventi filantropici. Piuttosto di &#8220;ingaggiare&#8221; il mondo privato in una vera &#8220;alleanza per lo sviluppo&#8221; nella quale sono indispensabili non solo le sue risorse economiche ma la capacit\u00e0 di formazione, know how, rischio e creativit\u00e0 che lo contraddistinguono. Sotto questo aspetto diamo nuove opportunit\u00e0 e un&#8217;apertura di credito ai nostri imprenditori, grandi e piccoli, riconoscendogli un ruolo nel &#8220;sistema della cooperazione&#8221;, a patto che producano sviluppo per le popolazioni nel rispetto dei diritti umani e dei principi della &#8220;responsabilit\u00e0 sociale di impresa&#8221;. \u00c8 una sfida che intendiamo vincere, investendo risorse, politiche ed economiche, su un&#8217;Italia capace di promuovere una vera &#8220;internazionalizzazione&#8221; sostenibile, socialmente e ambientalmente.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo venti anni, grazie al lavoro dei parlamentari di tutti i gruppi politici, al contributo della societ\u00e0 civile, all&#8217;impegno dei due relatori, Lia Quartapelle e Giorgio Tonini, il Senato ha approvato l&#8217;altro ieri la riforma della cooperazione allo sviluppo. 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