{"id":23755,"date":"2014-08-02T11:19:28","date_gmt":"2014-08-02T09:19:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/08\/20140802_pistartstampacoop\/"},"modified":"2014-08-02T11:19:28","modified_gmt":"2014-08-02T09:19:28","slug":"20140802_pistartstampacoop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/08\/20140802_pistartstampacoop\/","title":{"rendered":"Pistelli: la cooperazione diventa parte della politica estera (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p><P>Dopo quasi trent`anni e molti tentativi falliti, ieri \u00e8 stata approvata definitivamente la riforma della cooperazione. Molte le novit\u00e0, da quelle simboliche &#8211; come la trasformazione del Mae in \u00abMinistero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale\u00bb &#8211; a quelle di sostanza, come la nascita di un`Agenzia che erogher\u00e0 gli aiuti utilizzando Cassa depositi e prestiti come banca per lo sviluppo. O una nuova integrazione tra mondo \u00abprofit\u00bb e cooperazione.<\/P><br \/>\n<P>\u00abAvevamo una legge, buona, ma del 1987\u00bb, spiega il viceministro alla Cooperazione Lapo Pistelli, che d`ora in poi sieder\u00e0 in Consiglio dei ministri quando si trattano aspetti legati al tema. \u00abAllora c`era il Muro, e la Cina era un paese sottosviluppato. Oggi tutto \u00e8 cambiato, dalla geopolitica agli attori e agli strumenti, sempre pi\u00f9 sofisticati, della cooperazione internazionale\u00bb. Per Pistelli, tra i punti pi\u00f9 qualificanti della riforma vanno ricordati \u00abla nascita del Comitato interministeriale per la Cooperazione, che far\u00e0 la pianificazione triennale, e quella dell`Agenzia, sulla falsariga di quanto fanno Gran Bretagna, Germania e Francia. L`Agenzia avvier\u00e0 entro sei mesi una convenzione con Cdp, cosa che permetter\u00e0 non solo di spendere bene le risorse allocate, ma di moltiplicarle andando sui mercati internazionali con strumenti finanziari moderni\u00bb.<\/P><br \/>\n<P>Altra novit\u00e0, la possibilit\u00e0 di coinvolgere imprese \u00abprofit\u00bb nell`aiuto allo sviluppo. Sar\u00e0 una privatizzazione? \u00abMacch\u00e9 &#8211; replica Pistelli &#8211; gi\u00e0 oggi i privati muovono risorse immense con le varie iniziative filantropiche. Il mondo delle aziende profit sar\u00e0 coinvolto, ma seguendo finalit\u00e0 e principi della cooperazione. Un passaggio fondamentale, se vogliamo aumentare in modo significativo le risorse disponibili, come ci chieder\u00e0 la nuova Agenda per lo Sviluppo Onu, che punta a sradicare la povert\u00e0 dal mondo entro il 2030\u00bb.<\/P>La cooperazione internazionale \u00e8 un fattore chiave della politica estera, ma l`Italia \u00e8 lontanissima dal target dello 0,70% del Pil destinato agli aiuti. Per il viceministro, \u00abnegli ultimi due anni siamo riusciti ad invertire la tendenza, ma restiamo distanti dagli altri partner europei. Nella legge di Stabilit\u00e0, ne sto parlando con il premier e il ministro Padoan, andremo ancora avanti. Punto a varare un piano decennale per arrivare nel 2023 a quota 0,5% del Pil. Ormai anche nel mondo si vede che l`Italia comincia a rispettare i suoi impegni. Nel frattempo, grazie alla riforma, adegueremo la macchina per spendere sempre meglio\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo quasi trent`anni e molti tentativi falliti, ieri \u00e8 stata approvata definitivamente la riforma della cooperazione. 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