{"id":23758,"date":"2014-07-29T10:07:13","date_gmt":"2014-07-29T08:07:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/07\/20140729_politika\/"},"modified":"2014-07-29T10:07:13","modified_gmt":"2014-07-29T08:07:13","slug":"20140729_politika","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/07\/20140729_politika\/","title":{"rendered":"Intervista al ministro Mogherini in occasione della visita in Serbia (Politika)"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>Traduzione di cortesia<\/EM><\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019Italia e\u2019 dal primo luglio Presidente del Consiglio dell\u2019UE. Quali saranno le priorit\u00e0 della presidenza italiana?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia ha presentato a Bruxelles un programma ambizioso, che nasce dalla volont\u00e0 di raccogliere la sfida del cambiamento anche a livello europeo. In questo senso e&#8217; un programma che punta ad aprire una fase nuova, che va oltre il Semestre di Presidenza italiana, con l&#8217;obiettivo di iniziare finalmente a lavorare per la crescita economica e l\u2019occupazione. Sono due priorit\u00e0 fondamentali non solo per i cittadini dei 28 membri dell&#8217;Unione Europea, ma anche per quelli di Paesi candidati come la Serbia. Siamo convinti che insieme alla disciplina fiscale servano politiche che tornino a incoraggiare crescita e investimenti e che introducano meccanismi di rafforzamento del mercato interno, di sostegno alle piccole e medie imprese europee, puntando sull&#8217;innovazione tecnologica, la ricerca, la protezione ambientale e lo sviluppo sostenibile. Sono in parte temi che l\u2019Italia pone al centro dell&#8217;appuntamento di EXPO Milano 2015, la grande fiera universale che il prossimo anno riunir\u00e0 oltre 130 Paesi (inclusa la Serbia) sotto lo slogan \u201cNutrire il Pianeta. Energia per la Vita\u201d. <\/P><br \/>\n<P>Vi e&#8217; un&#8217;altra priorit\u00e0 del programma della Presidenza italiana dell\u2019UE che riguarda direttamente la Serbia: l&#8217;integrazione dei Balcani occidentali, per completare il progetto originario dei padri fondatori dell&#8217;Europa unita. Ed e\u2019 proprio per questo che ho programmato, nelle prime settimane del Semestre, questa visita nel Balcani occidentali che si conclude oggi con le capitali che sono pi\u00f9 avanti nel processo di adesione. <\/P><br \/>\n<P>Definire quelli che, in prospettiva, saranno i nuovi confini dell&#8217;Europa rafforzer\u00e0 anche lla capacita&#8217; di dialogare -e di farlo con una voce sola e autorevole- con i vicini e sulla scena globale. Proprio il rafforzamento del ruolo &#8220;esterno&#8221; dell&#8217;Europa e&#8217; un altro tema centrale della nostra visione del futuro di un&#8217;Unione cui \u00e8 sempre pi\u00f9 di frequente richiesto di assumere responsabilit\u00e0 nella ricerca di soluzioni alle situazioni di crisi: dal Medio Oriente al Nord Africa, dall&#8217;Ucraina al Mali.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quale messaggio Lei sta portando a Belgrado con riferimento alle prospettive della Serbia di adesione all\u2019UE?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il messaggio che sono venuta a portare oggi a Belgrado e\u2019 di forte incoraggiamento a proseguire con convinzione lungo il percorso sul quale la Serbia si e\u2019 incamminata negli ultimi anni e che pochi mesi fa ha prodotto i primi frutti con l\u2019apertura dei negoziati di adesione all\u2019Unione europea. In questo momento storico la Serbia condivide con l\u2019Europa le stesse priorit\u00e0 di crescita economica, occupazione e cambiamento. E sono lieta di vedere che il Governo serbo,anche di fronte a una situazione resa pi\u00f9 complessa dalla recente tragedia delle alluvioni, \u00e8 molto determinata a promuovere l\u2019agenda delle riforme indispensabili per modernizzare questo Paese, prima ancora che per adeguarsi agli standard europei. Pochi giorni fa il vostro Parlamento ha approvato un\u2019importante riforma del mercato del lavoro e altri provvedimenti sono in corso di definizione per riavviare il motore dello sviluppo economico, migliorare il clima imprenditoriale e rendere l\u2019economia serba pi\u00f9 trasparente, competitiva e attraente per i nuovi investimenti. Ci sono quindi tutte le buone premesse affinch\u00e9, continuando lungo questo percorso e potendo contare sul convinto appoggio della Presidenza italiana, la Serbia compia ulteriori passi per aprire gi\u00e0 nei prossimi mesi i primi capitoli del negoziato di adesione all\u2019Unione europea. Ma nel corso di questo Semestre l\u2019Italia intende fare ancora di pi\u00f9 portando l\u2019Europa in Serbia. A settembre, infatti, su iniziativa italiana, i ventotto rappresentanti degli Stati membri dell\u2019UE che a Bruxelles si occupano del percorso europeo della Serbia nel gruppo di lavoro COELA si riuniranno per la prima volta a Belgrado e potranno verificare direttamente sul campo i tanti progressi che il vostro Paese ha compiuto in questi ultimi mesi. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Come giudica lo stato dei rapporti tra i nostri due Paesi? Ritiene ci sia spazio per un ulteriore miglioramento?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Abbiamo parlato molto di crescita e di occupazione. Mi piacerebbe rispondere a questa domanda con pochi numeri che descrivono chiaramente la profondit\u00e0 dei nostri rapporti proprio sul terreno che vede le nostre imprese impegnate a cogliere opportunit\u00e0 di crescita che offre la Serbia. Festeggiamo quest\u2019anno 135 anni di relazioni diplomatiche e, con3,5 miliardi di eiro di interscambio e 2 miliardi di euro di investimenti e oltre 500 imprese qui presenti, l\u2019Italia e\u2019 il primo partner commerciale e il primo paese investitore in Serbia. Siamo consapevoli che per continuare ad alimentare l\u2019intensit\u00e0 di queste relazioni e\u2019 necessario infondere nuova linfa e gettare le basi per nuove iniziative di cooperazione economica, ma anche nel settore della ricerca e dell&#8217;innovazione. Solo poche settimane fa, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha guidato qui a Belgrado una delegazione di oltre trenta imprenditori sottoscrivendo intese proprio nei settori strategici per Italia e Serbia dell&#8217;energia, delle infrastrutture e trasporti e della ricerca scientifica. <\/P><br \/>\n<P>Dopo le alluvioni che hanno cos\u00ec duramente colpito queste terre ci siamo tutti impegnati per l&#8217;assistenza immediata e la ricostruzione, da ultimo nella Conferenza di Bruxelles del 16 luglio. L&#8217;Italia sin da subito si \u00e8 mobilitata e anche a Bruxelles si \u00e8 impegnata contribuendo sul piano bilaterale oltre che su quello multilaterale. Ma non basta. Guardiamo gi\u00e0 al futuro e, con la concretezza che caratterizza la tradizionale amicizia tra i nostri due paesi, pensiamo che la solidariet\u00e0 debba ora tradursi in rilancio della cooperazione economica per sostenere la ripresa della Serbia grazie anche a imprese italiane che vedono nell&#8217;internazionalizzazione un via concreta per la crescita.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Come potranno conciliarsi i diversi interessi dei paesi dell\u2019UE in politica estera e di sicurezza? Per esempio, i paesi baltici, il Gruppo di Visegrad e la Svezia sono per sanzioni piu\u2019 severe contro Mosca, mentre molti altri membri non lo sono.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Quando si parla di crisi cos\u00ec gravi non si pu\u00f2 ragionare in termini di interessi particolari, ma di rispetto del diritto internazionale. L&#8217;Ue fin qui ha avuto una linea comune e unanime e sono certa che cos\u00ec sar\u00e0 in tutte le decisioni, anche le pi\u00f9 difficili. Cos\u00ec \u00e8 stato anche in questi giorni, con la decisione comune di estendere la lista di persone ed entit\u00e0 colpite da sanzioni. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Insistere sulla necessit\u00e0 di una soluzione politica in Ucraina. Cosa significa?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Significa richiamare tutti alla consapevolezza che Paesi vicini condividono, insieme alle frontiere, anche un destino comune, e che il dialogo politico \u00e8 l&#8217;unico strumento per risolvere anche le controversie pi\u00f9 dure. Per questo l&#8217;Unione Europea ha sempre insistito sulla necessit\u00e0 che tacciano le armi e vengano realizzati gli impegni presi in diverse occasioni per una soluzione negoziale. Alle parole per\u00f2 devono seguire i fatti, e questo finora non \u00e8 avvenuto. Cosa ancora pi\u00f9 grave di fronte all&#8217;abbattimento del volo della Malaysia Airlines.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Traduzione di cortesia L\u2019Italia e\u2019 dal primo luglio Presidente del Consiglio dell\u2019UE. Quali saranno le priorit\u00e0 della presidenza italiana? L\u2019Italia ha presentato a Bruxelles un programma ambizioso, che nasce dalla volont\u00e0 di raccogliere la sfida del cambiamento anche a livello europeo. 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