{"id":23764,"date":"2014-07-29T10:01:17","date_gmt":"2014-07-29T08:01:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/07\/20140729_olsobodjenje\/"},"modified":"2014-07-29T10:01:17","modified_gmt":"2014-07-29T08:01:17","slug":"20140729_olsobodjenje","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/07\/20140729_olsobodjenje\/","title":{"rendered":"Intervista al ministro Mogherini in occasione della visita in Bosnia Erzegovina (Olsobodjenje)"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>Traduzione di cortesia<\/EM><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro Mogherini, Sarajevo e\u2019 la prima capitale dei paesi dei Balcani occidentali che visita dopo aver assunto, il 1\u00b0 luglio, la Presidenza dell\u2019Unione Europea. La Bosnia Erzegovina dovrebbe perci\u00f2 essere una delle priorit\u00e0 per l\u2019UE. Quale sar\u00e0 l\u2019approccio dell\u2019Unione Europea verso la BiH durante il semestre di Presidenza italiana?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Quella di aprire il Semestre di Presidenza italiana con una visita nei Balcani e\u2019 una scelta precisa che testimonia la forte attenzione dell\u2019Italia verso il processo di integrazione europea della regione. L&#8217;allargamento ai Balcani occidentali e&#8217; un investimento in termini di sviluppo, democrazia, sicurezza non solo per la Regione, ma per tutta l\u2019Europa. Comincio da Sarajevo perch\u00e9 e\u2019 da qui che attendiamo con urgenza segnali di progresso. Il sostegno europeo dunque non e\u2019 in discussione, ma la leadership bosniaca deve confermare la volont\u00e0 politica di proseguire speditamente su questo percorso.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Si possono aspettare, entro la fine dell\u2019anno, dei passi pi\u00f9 importanti verso l\u2019allargamento dell\u2019Unione Europea sui Balcani occidentali?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>I Balcani geograficamente sono in Europa e il loro contributo allo sviluppo e alla stabilit\u00e0 del continente e\u2019 cruciale. Occorre adesso fare passi avanti dal punto di vista politico. Nel corso del Semestre lavoreremo molto con i Paesi candidati e potenziali candidati. Montenegro, Serbia, Albania stanno gi\u00e0 compiendo importanti passi avanti verso l\u2019Europa. La Bosnia deve colmare il ritardo accumulato. E\u2019 un compito non facile, ma che non si pu\u00f2 rimandare ancora. L\u2019adozione della Strategia per la Macroregione Adriatico Ionica in sede di Consiglio Europeo &#8211; altro obiettivo della Presidenza italiana &#8211; va in questa direzione e offre ai Paesi dell\u2019area, che siano membri dell\u2019UE o non lo siano ancora (inclusa la Bosnia), la possibilit\u00e0 di collaborare a programmi di sviluppo congiunti su fondi europei.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>I paesi dell\u2019Unione Europea, a met\u00e0 aprile, durante la seduta del Comitato per la politica estera, hanno concordato di mettere in primo piano in la Bosnia Erzegovina le questioni economiche e sociali, seppure senza accantonare la riforma costituzionale. Quando verranno adottate misure concrete nel quadro della nuova strategia?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il \u201cCompact for Prosperity and Jobs\u201d lanciato dall\u2019UE il 27 maggio scorso e di cui presentiamo stamane i dettagli e\u2019 un insieme di raccomandazioni formulate da autorit\u00e0 bosniache, operatori economici e societ\u00e0 civile con l\u2019assistenza delle istituzioni internazionali. Si tratta di un pacchetto di riforme strutturali destinate a rimettere in moto l\u2019economia, un modo per contribuire a rispondere al disagio dei cittadini manifestato nelle piazze lo scorso febbraio. Le stesse riforme avvicinerebbero la Bosnia a molti degli standard europei. Ora spetta alla leadership bosniaca fare la propria parte. Sulla base del mandato elettorale che sar\u00e0 conferito dalle elezioni del prossimo ottobre, ci attendiamo che il nuovo Esecutivo traduca queste linee guida in un programma di governo e che lo attui.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Purtroppo, il nostro paese si \u00e8 bloccato sulla strada delle riforme: Lei si aspetta che i Suoi ospiti siano pronti ad intraprendere qualsiasi passo per sbloccare subito i processi, anche perch\u00e9 questo \u00e8 l\u2019anno delle elezioni in BiH?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il sistema economico bosniaco non e\u2019 in grado di assicurare un impiego \u2013 ovvero la prospettiva di una vita dignitosa &#8211; al 60% dei suoi giovani. In una economia in condizioni di ordinaria salute, a un incremento del PIL del 2% corrisponde una crescita dell\u2019occupazione dell\u20191%; in Bosnia occorre un aumento del PIL del 6% per ottenere lo stesso risultato. Anzich\u00e9 crescere, le stime del PIL riviste dopo le alluvioni prevedono una contrazione dello 0.7%. E la Bosnia e\u2019 131esima nelle classifiche mondiali per clima di investimento. Il problema della crescita non e\u2019 solo di questo Paese. L\u2019Europa affronta la stessa sfida e, come la Bosnia, attraversa un anno di profondo rinnovamento istituzionale. Su questi temi, le ultime elezioni europee hanno lanciato un messaggio molto chiaro alle istituzioni di Bruxelles: i cittadini chiedono cambiamenti radicali, vogliono un\u2019Europa che agisca per il loro benessere. Con le elezioni generali di ottobre la leadership bosniaca deve aspettarsi richieste dello stesso tenore e prepararsi a offrire risposte adeguate.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>E\u2019 chiaro che le alluvioni hanno ulteriormente aggravato una situazione economica gi\u00e0 difficile nell\u2019economia della BiH e che la BiH non ha tempo per aspettare, ma sembra che anche la Comunit\u00e0 internazionale, quindi l\u2019Unione Europea, da anni ha degli standard diversi nei confronti dei problemi in BiH nei quali \u00e8 indubbiamente coinvolta e oserei dire anche corresponsabile. Quanto \u00e8 veramente pronta l\u2019Europa ad accettare anche i propri errori nel rapporto verso la BiH e, se posso dire cos\u00ec, lavarsi la coscienza anche attraverso un processo pi\u00f9 dinamico dei rapporti nei confronti del nostro paese?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L&#8217;Unione Europea, e\u2019 attenta e sensibile alla situazione bosniaca. La tempestivit\u00e0 con cui abbiamo risposto all\u2019emergenza delle alluvioni ne e\u2019 un chiaro esempio. La Conferenza dei donatori di Bruxelles del 16 luglio ha confermato che il sostegno internazionale non e\u2019 in discussione, n\u00e9 lo e\u2019 l\u2019assistenza al processo di integrazione europea. Tuttavia, gli aiuti non basteranno a innescare la leva dello sviluppo. Il cambiamento deve venire anche e soprattutto dall\u2019interno. E\u2019 una realt\u00e0 di cui, di fronte alla crisi economica e finanziaria di questi anni, gli stessi Paesi membri dell\u2019UE hanno dovuto prendere atto, l\u2019Italia per prima. All\u2019indomani della sua investitura, il Governo Renzi si e\u2019 dato mille giorni per cambiare il volto del Paese con un\u2019agenda di riforme strutturali anche difficili, ma indispensabili. Purtroppo non esistono scorciatoie, mentre e\u2019 altrettanto vero che dalla crisi possono nascere nuove opportunit\u00e0 di crescita. Il mio augurio e\u2019 che la Bosnia sappia sfruttarle al meglio. L&#8217;Italia e&#8217; pronta a valorizzare a Bruxelles qualunque segnale in tal senso durante la sua Presidenza.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019Italia \u00e8 il terzo paese partner commerciale della Bosnia Erzegovina con uno scambio del valore pari al dieci per cento del PIL del Paese. Parler\u00e0, durante la visita in Bosnia Erzegovina, con le nostre autorit\u00e0 della creazione di un ambiente pi\u00f9 favorevole per aumentare la collaborazione economica tra l\u2019Italia e la BiH?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Lei ha toccato un punto fondamentale. I rapporti economici bilaterali sono solidi e in crescita: nel primo semestre del 2014 siamo diventati i secondi partner per volume di interscambio e proprio in questi mesi alcune aziende italiane hanno raddoppiato il loro volume d\u2019affari, con investimenti a volte superiori ai 35 milioni di euro. Gli imprenditori italiani guardano alla Bosnia come uno sbocco naturale e sono pronti ad ampliare le loro attivit\u00e0. Ma \u00e8 necessario creare condizioni favorevoli all\u2019investimento e all\u2019impiego. Porter\u00f2 perci\u00f2 ai colleghi bosniaci questo messaggio: occorre pi\u00f9 trasparenza, certezza del diritto ed un allineamento agli standard internazionali ed europei.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019Unione Europea ha dato un importante aiuto al nostro paese durante le catastrofiche alluvioni del mese di maggio. Il 16 luglio a Bruxelles si \u00e8 svolta la Conferenza dei donatori per la Bosnia Erzegovina e la Serbia organizzata dalla Commissione Europea, Francia e Slovenia. Qual \u00e8 il contributo dell\u2019Italia?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il Governo italiano si e\u2019 immediatamente mobilitato per portare assistenza alle popolazioni alluvionate. Nei giorni dell\u2019emergenza, abbiamo messo a disposizione 300.000 mila euro in risorse, uomini e mezzi. In Bosnia siamo intervenuti tramite la Croce Rossa Internazionale e l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 e con i volontari della Protezione Civile italiana che hanno portato soccorso ai cittadini di Bijelijna, tra i pi\u00f9 colpiti, per rendere di nuovo praticabili le strade e mettere al sicuro le loro case. Alla Conferenza dei donatori di Bruxelles abbiamo stabilito un impegno di 2 milioni di euro. Dopo le frane, poi raddoppieremo il nostro intervento per lo sminamento con uno stanziamento di 280mila euro. Ricordo infine tutte le offerte di aiuto provenienti da enti locali, associazioni, ONG e da singoli cittadini italiani che, ancora una volta, hanno dato prova agli amici bosniaci della loro amicizia e solidariet\u00e0.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Traduzione di cortesia Ministro Mogherini, Sarajevo e\u2019 la prima capitale dei paesi dei Balcani occidentali che visita dopo aver assunto, il 1\u00b0 luglio, la Presidenza dell\u2019Unione Europea. La Bosnia Erzegovina dovrebbe perci\u00f2 essere una delle priorit\u00e0 per l\u2019UE. Quale sar\u00e0 l\u2019approccio dell\u2019Unione Europea verso la BiH durante il semestre di Presidenza italiana? 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