{"id":23770,"date":"2014-07-29T09:52:37","date_gmt":"2014-07-29T07:52:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/07\/20140729_koha_ditore\/"},"modified":"2014-07-29T09:52:37","modified_gmt":"2014-07-29T07:52:37","slug":"20140729_koha_ditore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/07\/20140729_koha_ditore\/","title":{"rendered":"Intervista al ministro Mogherini in occasione della visita in Kosovo (Koha Ditore)"},"content":{"rendered":"<p><P><EM>Traduzione di cortesia<\/EM><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qual \u00e8 lo scopo della sua visita in Kosovo e quale sar\u00e0 il messaggio dello Stato italiano per le istituzioni e il popolo del Kosovo?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La visita in Kosovo, all\u2019inizio del semestre di Presidenza italiana dell\u2019Unione Europea, si inquadra in una serie di incontri che ho voluto fare in sei diversi Paesi dei Balcani per confermare l\u2019assoluta priorit\u00e0 che l\u2019Italia attribuisce a questa regione, cos\u00ec vicina a noi italiani per ragioni storiche, geografiche e culturali, e la nostra volont\u00e0 di renderla altrettanto prioritaria per il resto degli europei.Speriamo che si determinino quanto prima le condizioni affinch\u00e9 il Kosovo entri a far parte della grande famiglia europea, che e\u2019 il suo naturale alveo. Ci\u00f2 potr\u00e0 avvenire se continuer\u00e0 quel percorso improntato alla moderazione e responsabilit\u00e0 di tutta la classe politica che ha permesso gli straordinari risultati a ora raggiunti.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Dopo un processo elettorale che \u00e8 stato considerato regolare, tuttavia a causa delle rivalit\u00e0 tra i partiti politici, la formazione del governo rimane una sfida che potrebbe anche portare il paese alle nuove elezioni. Qual \u00e8 il suo punto di vista su tale situazione?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La regolarit\u00e0 del processo elettorale e\u2019 stata motivo di grande soddisfazione, sancita anche dal Capo della Missione di Osservatori elettorali europea, l\u2019Europarlamentare italiano Roberto Gualtieri.Quanto alla formazione del Governo, si tratta di turbolenze che si verificano in molte democrazie e accade spesso che vi siano tempi lunghi per i negoziati. I processi possono anche essere molto dialettici, ma l\u2019importante e\u2019 che le dinamiche per la formazione del Governo avvengano all\u2019interno del Parlamento e nel rispetto della Costituzione, e che tutti accettino le regole anche se il risultato non e\u2019 quello sperato.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>A seconda delle costellazioni politiche del nuovo governo, ci possono essere cambiamenti anche sull\u2019approccio del dialogo con la Serbia. In questo contesto, si \u00e8 parlato anche di una possibile revisione del processo di negoziazione. Qual \u00e8 la posizione d&#8217;Italia nei confronti di questa possibilit\u00e0 e del futuro del dialogo?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>In questi mesi abbiamo pi\u00f9 volte ricordato a Belgrado che una costruttiva e onesta prosecuzione del dialogo con Pristina e\u2019 prerequisito per il proseguimento del percorso verso l\u2019Unione Europea. Sappiamo che e\u2019 processo non facile e che richiede anche dei costi politici in un\u2019ottica di breve termine. E\u2019 ovvio che si tratta di considerazioni che specularmente valgono anche per il Kosovo. Siamo pronti a intavolare un dialogo con qualsiasi Governo i kosovari esprimeranno e ci baseremo sul senso di responsabilit\u00e0 e sui fatti concreti. Certe posizioni oltranziste sono pi\u00f9 facili dall\u2019opposizione e per chi non ha responsabilit\u00e0. E sappiamo che per la grande maggioranza dei kosovari il percorso verso l\u2019Europa e\u2019 irrinunciabile. E\u2019 anche per questo che la nostra amicizia e\u2019 cos\u00ec forte.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il Sindaco di Mitrovica nord, della lista &#8220;Lista serba&#8221; partito sostenuto da Belgrado, il mese scorso ha cementato la barricata sul ponte del fiume Ibar e lo ha chiamato &#8220;Parco della Pace&#8221;. Tuttavia, questo &#8220;Parco&#8221; costituisce una violazione dei principi fondamentali dell&#8217;Unione Europea &#8211; Libert\u00e0 di Movimento. In questo caso, cosa deve fare l&#8217;UE da una parte e il Governo del Kosovo dall\u2019altra parte?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Tutte le parti devono agire con moderazione e senso di responsabilit\u00e0. Se c\u2019e\u2019 un\u2019onesta volont\u00e0 di risolvere il problema, troveremo una via, e l\u2019Europa si e\u2019 impegnata e continuer\u00e0 a impegnarsi a fondo sul problema. E\u2019 facile, a volte, cedere all\u2019ira, all\u2019incitazione, alla demagogia, urlando con una forza che in realt\u00e0 e\u2019 debolezza. In questo caso il pi\u00f9 forte e\u2019 quello che non urla e mantiene equilibrio e saggezza, un approccio che alla fine risulta vincente. Tutti sappiamo quante sensibilit\u00e0 vi sono attorno a quel ponte, ma spero che in tutti prevalga una volont\u00e0 costruttiva.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Lei come vede la prospettiva europea del Kosovo, riferendosi all\u2019accordo per la stabilizzazione e associazione ed il processo della liberalizzazione dei visti?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Come Italia speriamo sinceramente che l\u2019accordo possa essere firmato entro il nostro semestre di Presidenza e per tale obiettivo ci impegneremo a fondo. Quanto alla liberalizzazione dei visti, siamo ben coscienti del senso di frustrazione in molti kosovari soprattutto giovani. Si lavorer\u00e0 con l&#8217;Ue ma intanto la nostra Ambasciata concede, a chi ne abbia titolo, dei visti di lunga durata (3 o 5 anni). Spero che si possa procedere quanto prima a una liberalizzazione dei visti per la quale, almeno per quanto mi concerne, ritengo che i tempi siano sostanzialmente maturi.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>In che misura la mancanza di riconoscimento da parte di cinque paesi membri dell&#8217;UE ostacola il suo processo d\u2019integrazione? Secondo Lei quando questi paesi riconosceranno l&#8217;indipendenza del Kosovo?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Sono Paesi che, a quanto mi risulta, non hanno a ora riconosciuto il Kosovo non per particolari problemi nei vostri confronti, ma per problematiche interne legate soprattutto, in alcuni casi, a percepiti timori di secessione che hanno fortissima valenza di politica interna. In questa fase siamo alla ricerca di soluzioni pragmatiche che permettano che il cammino verso l\u2019Europa continui, come peraltro dimostrato dal felice esito del negoziato per l\u2019ASA, nonostante le loro posizioni. Sapete che per quanto ci riguarda avete nell\u2019Italia un deciso e fermo alleato in tutti i fori anche verso i cinque Paesi in questione con cui abbiamo le migliori relazioni.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Lei vede qualche altra sfida che il futuro Governo del Kosovo deve affrontare?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Le priorit\u00e0 assolute sono, a mio avviso, il mantenimento di un quadro di stabilit\u00e0, lo sviluppo dei servizi sociali di base, la creazione di posti di lavoro, e il rafforzamento del \u201crule of law\u201d.Per il mantenimento della stabilit\u00e0 politica e\u2019 di primaria importanza la prosecuzione del dialogo con Belgrado e di un modo di fare politica antiretorico. Impensieriscono poi le voci di un accresciuto attivismo di organizzazioni di estremismo islamista anche in Kosovo, Paese famoso per la sua apertura e tolleranza.Per i servizi sociali di base vedo come priorit\u00e0 la sanit\u00e0 e le infrastrutture. Sono settori in cui l\u2019Italia pu\u00f2 fare molto per dare una mano.Per la creazione di posti di lavoro sono necessari in questa fase investimenti dall\u2019estero, che i kosovari devono abituarsi a vedere in senso positivo e come fonte di opportunit\u00e0.Per ci\u00f2 che riguarda la giustizia, credo che sia necessario continuare nel consolidamento delle istituzioni. Inoltre bisogna sostenere ampie fasce della popolazione che hanno vissuto fasi traumatiche e difficili e devono pertanto riprendere piena fiducia nello Stato.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>E l\u2019Italia?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Siamo Paesi vicini che condividono storia, usanze e valori e credono nella democrazia. Ci\u00f2 fa di noi naturali alleati e amici nei principali fori politici internazionali, e credo che i nostri rapporti si faranno sempre pi\u00f9 stretti. Sul piano economico resta molto da fare perch\u00e9 l\u2019Italia non ha una tradizione di presenza in Kosovo, diversamente dai principali Paesi limitrofi, come Serbia o Albania, dove siamo tra i primi investitori. Esistono per\u00f2 anche tra i nostri due Paesi delle forti complementarit\u00e0. In Italia abbiamo grandi imprese che possono contribuire alla realizzazione delle necessarie infrastrutture in Kosovo e un reticolo di Piccole e Medie Imprese che possono portare una cultura produttiva che si e\u2019 rivelata particolarmente congeniale nei Balcani.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Le imprese italiane, vedono in Kosovo potenziale per poter investire?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Vi e\u2019 crescente consapevolezza delle opportunit\u00e0 esistenti e se non manca qualche difficolt\u00e0 non mi sembrano tanto diverse da altri Paesi dove le imprese italiane operano abbondantemente e con successo. Per stimolare nostri investimenti credo sia necessaria soprattutto una pi\u00f9 approfondita opera di informazione, per spiegare che il Kosovo e\u2019 cambiato e maturo per un grande salto di qualit\u00e0.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Traduzione di cortesia Qual \u00e8 lo scopo della sua visita in Kosovo e quale sar\u00e0 il messaggio dello Stato italiano per le istituzioni e il popolo del Kosovo? 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