{"id":23773,"date":"2014-07-29T09:46:00","date_gmt":"2014-07-29T07:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/07\/20140729_moghskopje\/"},"modified":"2014-07-29T09:46:00","modified_gmt":"2014-07-29T07:46:00","slug":"20140729_moghskopje","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/07\/20140729_moghskopje\/","title":{"rendered":"Intervista al ministro Mogherini in occasione della visita in Macedonia (Dvevnik)"},"content":{"rendered":"<p><P><I>Traduzione di cortesia<\/I><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Nel Programma della Presidenza Italiana dell\u2019Unione Europea sono indicati come priorit\u00e0 la crescita, o meglio &#8220;il rinascimento industriale&#8221;, l\u2019occupazione, una politica migratoria comune e un nuovo impulso alla politica estera dell&#8217;Unione. Come realizzare questi obiettivi in condizioni di crisi?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La Presidenza italiana della UE si propone di fare di questa fase di transizione, con il nuovo parlamento e la nuova Commissione, l&#8217;occasione per ridefinire il futuro dell\u2019Europa aprendo nuove e positive prospettive. A tal fine \u00e8 prima di tutto indispensabile garantire la crescita economica e l\u2019occupazione senza le quali l\u2019Europa e i cittadini europei non avrebbero futuro. Nell\u2019attuale contesto riteniamo che ci\u00f2 possa essere fatto applicando le regole comunitarie gi\u00e0 esistenti con realismo e flessibilit\u00e0, usando tutti gli strumenti possibili per gli investimenti e la crescita. Allo stesso tempo l\u2019UE deve puntare a rilanciare la politica estera sia per garantire un generale quadro di stabilit\u00e0 e pace, sia per rinsaldare partenariati strategici e accordi per favorire la crescita degli scambi e degli investimenti.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>E\u2019 un dato di fatto che l\u2019interesse in materia di immigrazione non \u00e8 lo stesso per tutti. In che misura esiste solidariet\u00e0 tra gli Stati membri in tale campo, considerando che l\u2019Italia, la Bulgaria e la Grecia si trovano ad affrontare ogni giorno questo problema, a differenza dei paesi al nord dell\u2019Unione?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Si tratta di un problema estremamente serio e complesso che richiede attenzione alle esigenze di tutela di popolazioni in fuga e ai problemi di un crescente numero di persone alla ricerca di un futuro dignitoso. Questi sono diritti che toccano lo spirito e i principi ispiratori dell\u2019Unione Europea, che devono orientare tutte le nostre scelte. D\u2019altra parte proprio perch\u00e9 si tratta dei principi profondi e ispiratori dell\u2019Unione la situazione deve essere affrontata insieme e in un approccio di responsabilit\u00e0 condivisa. Il Mediterraneo non \u00e8 solo un mare italiano, greco o spagnolo, ma europeo, e la gestione di questa comune e difficile frontiera \u00e8 naturale che debba essere di tutta l&#8217;Europa, insieme.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Tra le priorit\u00e0 dell\u2019Italia c\u2019\u00e8 la crescita industriale, ma per raggiungere questo obiettivo \u00e8 necessario superare le differenze<\/STRONG> tra il nord ed il sud dell&#8217;Unione. Esiste una strategia ed un piano in questo senso?<\/P><br \/>\n<P>Superare il divario tra nord e sud \u00e8 un obiettivo di lungo periodo nell\u2019interesse di tutti. Una crescita stabile ed equilibrata costituisce la migliore garanzia che si possa esser capaci di assorbire crisi e squilibri momentanei che tocchino alcuni paesi. Essendo un processo di lungo periodo non possiamo aspettarci risultati immediati tanto pi\u00f9 in momenti di crisi e difficolt\u00e0 economica. In questi momenti l\u2019obiettivo sembra allontanarsi. Invece deve essere tenuto sempre presente e pu\u00f2 essere raggiunto solo inserendolo come obiettivo trasversale in tutte le politiche, dalla competitivit\u00e0 alla completa creazione di un mercato unico, da una politica industriale integrata a una migliore armonizzazione delle leggi e regolamenti.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Alcuni degli Ambasciatori italiani nella regione hanno dichiarato che i Balcani saranno una delle priorit\u00e0 dell\u2019Italia. C\u2019\u00e8 uno stato d&#8217;animo positivo in questo senso all\u2019interno dell\u2019Unione e quanto pu\u00f2 fare l\u2019Italia in qualit\u00e0 di Presidente di turno?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Pi\u00f9 che di allargamento, che sembra un processo che parte da Bruxelles verso il resto d&#8217;Europa, mi piace parlare di integrazione. La Presidenza italiana ha posto l\u2019integrazione tra le sue priorit\u00e0 e l\u2019ha inserita nel programma dei diciotto mesi delle \u201ctre presidenze\u201d per cui ritiene importante dedicare attenzione ai Balcani occidentali. Ne \u00e8 prova concreta la visita che ho programmato proprio agli inizi della presidenza nella regione e a Skopje. Al momento in ambito europeo il dibattito sull\u2019integrazione \u00e8 aperto. In un contesto economico difficile quale \u00e8 quello in cui ci troviamo ancora, molti ritengono debba essere data la precedenza allo sviluppo interno della UE. Noi riteniamo che questi processi possano e debbano andare avanti di pari passo nell\u2019interesse stesso della sicurezza, della stabilit\u00e0 e della prosperit\u00e0 della UE. L\u2019Italia si impegner\u00e0 quindi durante il semestre a sostenere queste posizioni, nel rispetto delle regole esistenti, nei confronti di tutti i paesi candidati.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Cosa &#8220;di concreto&#8221; pu\u00f2 essere raggiunto nel processo di adesione di questi paesi all&#8217;UE?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il risultato concreto che potr\u00e0 essere raggiunto dipender\u00e0 in ultima analisi soprattutto dai paesi candidati. Da parte nostra ci impegniamo a garantire una valutazione aperta e senza preclusioni di tutti i paesi ma il ritmo di avanzamento dipender\u00e0 dai meriti e successi che ognuno otterr\u00e0 in relazione agli obiettivi che deve conseguire e che sono naturalmente diversi da paese a paese. I paesi candidati sono i protagonisti di questo processo, da parte nostra non mancheremo naturalmente di fornire ogni possibile sostegno a fronte di segnali e impegni chiari. Al termine del semestre, nel Consiglio Affari Generali di dicembre, \u00e8 poi prevista una valutazione generale dello stadio di avanzamento nel processo di adesione. Personalmente, sono convinta che in questi sei mesi possano esserci dei passi concreti che possiamo fare, insieme.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Nel caso del nostro paese, l&#8217;impressione \u00e8 che non solo la Macedonia ma anche l\u2019UE sia ostaggio della politica di uno dei suoi membri, la Grecia. E\u2019 vero che l\u2019Unione non pu\u00f2 fare nulla sul progresso della Macedonia, oppure il consenso \u00e8 soltanto una scusa?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L&#8217;adesione di un paese candidato \u00e8 un processo complesso che si \u00e8 andato strutturando sulla base dell\u2019esperienza acquisita. Tale esperienza mostra che l\u2019ingresso di nuovi Stati rappresenta un valore positivo. D\u2019altra parte l\u2019Unione Europea, che \u00e8 sorta con l\u2019obiettivo primario di garantire un\u2019area di pace e stabilit\u00e0, non pu\u00f2 assorbire Stati che non abbiano normalizzato i rapporti con i loro vicini. La regola del consenso, che per tali questioni \u00e8 peraltro prerogativa degli Stati, rappresenta di fatto anche l\u2019espressione dell\u2019idea che debba esserci una comune valutazione sul completamento del processo che lo stato candidato \u00e8 chiamato a svolgere. Per questo \u00e8 importante che venga trovata un\u2019intesa con la Grecia sulle questioni in sospeso.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L&#8217;Italia ha avuto finora 11 presidenze dell&#8217;UE ed \u00e8 uno dei membri pi\u00f9 esperti dell&#8217;Unione. Quali sono stati in passato i vostri risultati?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L\u2019esperienza ci rende consapevoli dell\u2019impegno e delle difficolt\u00e0 che gestire una presidenza comporta, ma anche coscienti dei risultati concreti che possiamo raggiungere. Non voglio rivendicare meriti particolari perch\u00e9 nelle 10 precedenti presidenze molto \u00e8 stato fatto. Voglio solo ricordare che proprio in occasione della nostra ultima presidenza della UE, nel 2003, sono stati raggiunti tangibili risultati a favore dell\u2019allargamento verso i Balcani e che per Skopje tale periodo ha rappresentato un momento di svolta nel processo di avvicinamento rappresentato dall\u2019Accordo di Associazione.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quale \u00e8 la posizione dell\u2019Italia sul Corridoio 8 e in che misura la Macedonia pu\u00f2 aspettarsi aiuti dai fondi dell\u2019UE per la realizzazione di questo progetto?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il Corridoio 8 rappresenta per l\u2019Italia un asse strategico di collegamento in quanto \u00e8 l\u2019unico collegamento Est-Ovest nel sud-Europa, dal Mar Nero all\u2019Adriatico. In quanto \u00e8 un progetto multimodale che prevede non solo strade e ferrovie ma anche oleodotti e gasodotti, il Corridoio 8 \u00e8 un elemento fondamentale per lo sviluppo. Sul suo percorso si costruiscono interessi comuni, economici, di integrazione e di stabilit\u00e0 in cui l\u2019Italia \u00e8 direttamente coinvolta. In tal senso abbiamo operato attivamente al fine di assicurare che una quota significativa dei fondi IPA venisse dedicata alle infrastrutture e trasporti nel periodo 2014-2020. Non mancheremo di vigilare sull\u2019impegno della UE per il completamento del Corridoio che \u00e8 di interesse strategico anche di altri paesi membri quali la Bulgaria e la Romania.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Traduzione di cortesia Nel Programma della Presidenza Italiana dell\u2019Unione Europea sono indicati come priorit\u00e0 la crescita, o meglio &#8220;il rinascimento industriale&#8221;, l\u2019occupazione, una politica migratoria comune e un nuovo impulso alla politica estera dell&#8217;Unione. Come realizzare questi obiettivi in condizioni di crisi? 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