{"id":23776,"date":"2014-07-28T10:49:53","date_gmt":"2014-07-28T08:49:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/07\/20140728_giro_migranti\/"},"modified":"2014-07-28T10:49:53","modified_gmt":"2014-07-28T08:49:53","slug":"20140728_giro_migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/07\/20140728_giro_migranti\/","title":{"rendered":"Giro: \u201cI ragazzini migranti per sopravvivere\u201d (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p><P>Bambini soli, che cercano di passare la frontiera senza adulti, possibili vittime di ogni traffico, minacciati di morte. \u00c8 questo il volto della nuova emigrazione: quello di un bambino che sale sul treno della morte, la &#8220;bestia&#8221;, tra Messico e Stati Uniti ma anche sui barconi che approdano a Lampedusa o in altri porti italiani. &#8220;Minori non accompagnati&#8221; in gergo tecnico: significa lasciati indietro dai loro genitori gi\u00e0 oltrefrontiera che provano a raggiungere; oppure mandati in avanscoperta. Spesso vengono da terre dove la violenza detta legge: le famiglie sperano cos\u00ec di salvarli da un destino feroce, quello delle maras centroamericane come quello del reclutamento sotto le armi nel Corno d`Africa. In Centroamerica \u00e8 crisi: nei primi sei mesi del 2014 la crescita degli arrivi di bambini alle frontiere degli Stati Uniti ha assunto le dimensioni di una \u00abemergenza umanitaria\u00bb, dice il presidente Obama rivolgendosi al Congresso. Sono quasi 60mila, raddoppiati rispetto allo scorso anno. Si tratta di un fenomeno che dal 2003 ha gi\u00e0 investito Messico, Panama e Costa Rica, dove il numero dei minori richiedenti asilo \u00e8 cresciuto di sette volte. L`onda degli arrivi di questi piccoli ha scatenato un acceso dibattito negli Usa. Alla richiesta della Casa Bianca di fondi straordinari (3,7 miliardi di dollari) per far fronte all`emergenza, il Congresso &#8211; a maggioranza repubblicana &#8211; risponde con un`istanza di modifica della legge che garantisce protezione legale ai minori non accompagnati, rendendone pi\u00f9 difficile il rimpatrio. Paradossalmente era stata l`ultima disposizione di George W. Bush, volta a tutelare i minori a rischio. Secondo i repubblicani oggi \u00e8 un incentivo ai trafficanti. Per cercare di arginare il flusso le autorit\u00e0 americane si sforzano di comunicare, annunciando una politica di tolleranza zero verso i minori. Lo stesso Obama ha dichiarato che la maggior parte verr\u00e0 rimpatriata, ma secondo le stime Hcr oltre la met\u00e0 potrebbe ottenere lo status di rifugiato. In America Latina il fenomeno dei bambini che emigrano da soli ha radici sociali. Talvolta \u00e8 una forma di ricongiungimento familiare con genitori irregolari gi\u00e0 negli Usa. Pi\u00f9 spesso \u00e8 un modo per dare un`opportunit\u00e0 ai figli, salvandoli dalla violenza criminale delle gang. Oggi \u00e8 difficile crescere in certe periferie centroamericane, senza finire intrappolati nelle maglie della manovalanza del narcotraffico. Il 50% dei bambini proviene dall`Honduras, Paese piagato da una violenza criminale che assassina ogni giorno moltissimi minori. Piuttosto che vederseli uccidere sotto casa, le madri li mandano verso l`ignoto, sperando che qualcuno sopravviva. Solo da San Pedro Sula, la citt\u00e0 pi\u00f9 pericolosa del Centro America, proviene il 5% del totale. Per questi bambini honduregni viaggiare da soli (o con i trafficanti, i coyotes), salire sulla &#8220;bestia&#8221;, attraversare il deserto che separa Messico e Usa, \u00e8 comunque meno pericoloso che restare a casa. Migrare diviene cos\u00ec una strategia di sopravvivenza. Il fenomeno della violenza giovanile e contro i giovani deve essere arrestato, sostenendo l`azione pubblica di Stati ancora troppo deboli per farvi fronte. Si tratta di un problema regionale a cui dare la massima priorit\u00e0. A fine giugno la conferenza regionale sull`immigrazione a Managua (con Usa, Canada, Messico e gli Stati centroamericani) ha adottato una dichiarazione d`impegno per la prevenzione. L`Europa non pu\u00f2 restare indifferente di fronte a un fenomeno che conosce, seppur con numeri pi\u00f9 bassi. L`esperienza europea di reintegrazione dei minori a rischio \u00e8 diversa da quella che ispira l`azione americana, e pu\u00f2 essere messa a disposizione. L`Unione Europa approver\u00e0 il 22 luglio la strategia di sicurezza centroamericana dove la questione della violenza minorile sar\u00e0 centrale. In quell`occasione i Paesi europei potranno dare un segnale concreto di sostegno a tale emergenza. L`Italia, presidente di turno dell`Ue, ha la legittimit\u00e0 per chiedere un supplemento d`azione agli altri Stati membri: da anni siamo attivi nella regione centroamericana con un programma a sostegno della sicurezza e contro la criminalit\u00e0 organizzata. Accanto a tale azione consolidata, l`Italia ha avviato programmi per la riabilitazione dei minori in conflitto con la legge in El Salvador e Guatemala, previste anche nel prossimo decreto missioni. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Bambini soli, che cercano di passare la frontiera senza adulti, possibili vittime di ogni traffico, minacciati di morte. \u00c8 questo il volto della nuova emigrazione: quello di un bambino che sale sul treno della morte, la &#8220;bestia&#8221;, tra Messico e Stati Uniti ma anche sui barconi che approdano a Lampedusa o in altri porti italiani. 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