{"id":23839,"date":"2014-06-07T08:09:53","date_gmt":"2014-06-07T06:09:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/06\/20140607_mogmanmatafgh\/"},"modified":"2014-06-07T08:09:53","modified_gmt":"2014-06-07T06:09:53","slug":"20140607_mogmanmatafgh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/06\/20140607_mogmanmatafgh\/","title":{"rendered":"Mogherini: \u201cManterremo l`impegno con gli afghani\u201d (Il Manifesto)"},"content":{"rendered":"<p><P>II 2014 sar\u00e0 un anno cruciale per la transizione in Afghanistan, sia dal punto di vista politico sia da quello della gestione della sicurezza. E invece rischiamo di fare l`errore di pensare che con la fine di Isaf non sar\u00e0 pi\u00f9 necessario occuparsi di quel paese, delle sue contraddizioni e della sua faticosa ricerca di democrazia, pace, diritti. Per questo rispondo con piacere agli amici di Afgana, con i quali ho avuto occasione di collaborare in passato e che ringrazio per il sostegno dato in questi anni alla societ\u00e0 civile dell`Afghanistan.<\/P><br \/>\n<P>Mi si chiede dunque quale sia la strategia del governo per il dopo Isaf. Prima di tutto credo sia fondamentale mantenere l`impegno, preso con la comunit\u00e0 internazionale ma innanzitutto con la societ\u00e0 civile afghana, di \u00abnon abbandonare\u00bb l`Afghanistan con la fine di Isaf. Per\u00f2 bisogna cambiare prospettiva: ogni passo dovr\u00e0 essere deciso, attuato su richiesta degli afghani e con loro. Cos\u00ec progetteremo il nostro sostegno alle istituzioni e alla societ\u00e0 civile, e alle forze di sicurezza afghane, con una residua presenza militare condizionata quindi a una richiesta di Kabul e limitata, eventualmente, solo a funzioni di formazione e assistenza. La strada che abbiamo intenzione di seguire \u00e8 esattamente quella indicata da Afgana. Sono convinta, d`altra parte, che questo debba essere il tratto distintivo della nostra politica estera in tutte le aree di crisi e di transizione, dall`Ucraina alla Libia. Per rendere concreti questi impegni, appena ci saranno un nuovo presidente e un nuovo governo insediato andr\u00f2 a Kabul per presiedere, assieme al ministro degli Esteri afghano, la prima riunione della Commissione congiunta prevista dall`accordo bilaterale di partenariato e impostare insieme un lavoro comune. Il sostegno alla societ\u00e0 civile, su cui gi\u00e0 si \u00e8 molto lavorato, diventer\u00e0 l`asse portante del nostro impegno cos\u00ec che dialogo e riconciliazione da un lato e tutela della libert\u00e0 e dei diritti di tutti dall`altro possano poggiare su un terreno solido, pronto, su forme di partecipazione reale e diffusa. Manterremo e rafforzeremo quindi l`impegno della Cooperazione allo Sviluppo, con iniziative dirette e con il finanziamento a Ong e spero che insieme al Parlamento potremo aumentare le risorse e renderle stabili. Sappiamo bene che serve per\u00f2 anche un serio sostegno internazionale. Con l`Ue si sta lavorando a un piano strategico, per il biennio 2014-2016, e nel nostro semestre di presidenza Ue lavoreremo all`attuazione. Infine sappiamo di doverci concentrare sia sulla riconciliazione interna, con il coinvolgimento politico di tutte le parti, sulla pi\u00f9 ampia dimensione regionale e a fine agosto l`Italia parteciper\u00e0 in Cina, alla riunione del processo di Istanbul. La comunit\u00e0 internazionale ha il dovere, e l`interesse, di continuare a occuparsi dell`Afghanistan e di farlo in modo nuovo, sostenendo un processo di transizione che deve essere prima di tutto in mano agli afghani.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"II 2014 sar\u00e0 un anno cruciale per la transizione in Afghanistan, sia dal punto di vista politico sia da quello della gestione della sicurezza. 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