{"id":23896,"date":"2014-04-12T10:00:34","date_gmt":"2014-04-12T08:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2014\/04\/20140412_mogkievunitdeg\/"},"modified":"2014-04-12T10:00:34","modified_gmt":"2014-04-12T08:00:34","slug":"20140412_mogkievunitdeg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2014\/04\/20140412_mogkievunitdeg\/","title":{"rendered":"Mogherini: &#8220;Su Kiev dialogo con Putin. E&#8217; il modo di vincere tutti&#8221; (L&#8217;Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p><P>La ministra degli Esteri insiste per una soluzione concordata con la Russia. Nella sua agenda Europa, Mediterraneo ma anche l`America Latina.<\/P><br \/>\n<P>Dalla crisi ucraina al tormentato Mediterraneo, passando per la sfida europea e per un rinnovato interesse verso l`America Latina. I dossier pi\u00f9 caldi nello scenario internazionale sono al centro dell`intervista a 1`Unit\u00e0 della ministra degli Esteri, Federica Mogherini.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>La crisi ucraina \u00e8 senza dubbio il dossier pi\u00f9 caldo. C`\u00e8 ancora spazio per una soluzione politica o il dialogo \u00e8 un cedimento a Vladimir Putin?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNo, il dialogo \u00e8 la strada del realismo, l`unica che pu\u00f2 portare a un risultato concreto. E utile. Per tutti. Non \u00e8 un gioco a somma zero, in cui uno vince e uno perde. \u00c8 un gioco in cui tutti abbiamo molto da perdere e molto da vincere. E l`unico modo che abbiamo per vincere tutti \u00e8 percorrere con convinzione la strada del dialogo, la sola che pu\u00f2 portare a una soluzione politica. A condizione ovviamente che Mosca torni ad agire in modo responsabile. Il fatto che gioved\u00ec della prossima settimana ci sia finalmente un incontro, a livello di ministri degli Esteri, di Russia, Ucraina, Stati Uniti e Unione Europea per facilitare il negoziato, \u00e8 un`ottima notizia tanto pi\u00f9 che quell`incontro, su cui l`Italia ha investito fin dall`inizio assieme agli altri partner europei, fra cui la Germania, non era affatto scontato. S\u00ec, uno spazio negoziale esiste ed \u00e8 utile a tutti percorrerlo. Luned\u00ec prossimo, al Consiglio Affari esteri di Lussemburgo, sosterremo con forza che l`Europa debba facilitare questo spazio di dialogo per arrivare a un negoziato molto concreto e condiviso sul futuro dell`Ucraina\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Da cosa partire?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abInnazitutto dall`importante accordo del 21 febbraio, richiamato positivamente dallo stesso ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in un articolo sul Guardian di qualche giorno fa, cos\u00ec come \u00e8 stato fatto dai ministri degli Esteri di Germania, Francia, e Polonia. Ci saranno poi le elezioni presidenziali, il passaggio della riforma costituzionale in Ucraina, la responsabilit\u00e0 che dovr\u00e0 essere comune e condivisa nell`aiutare la transizione economica e democratica del Paese. C`\u00e8 soprattutto la necessit\u00e0 di costruire un contesto internazionale in cui l`Ucraina possa avere relazioni costruttive con tutti i suoi vicini\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>A proposito di Lavrov, il capo della diplomazia di Mosca ha affermato che \u00abla stabilit\u00e0 dell`Europa \u00e8 minacciata dal crescente sentimento antirusso scatenato dalla crisi ucraina\u00bb. \u00c8 fondata questa considerazione?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIo credo che adesso dobbiamo concentrarci pi\u00f9 sugli spazi concreti di negoziato che sulle rispettive rivendicazioni di posizionamento. In questa fase, ci\u00f2 che \u00e8 importante non \u00e8 tanto guardare alle singole dichiarazioni, ma consolidare la strada negoziale che si \u00e8 aperta. Vorrei rimarcare in proposito che, anche grazie all`azione dei Paesi, tra cui l`Italia, che fanno parte del G8 e della Ue, Kerry e Lavrov hanno sempre mantenuto un canale di dialogo aperto diretto, e questo ha fatto s\u00ec che si arrivasse a un primo incontro tra il ministro degli Esteri di Mosca e il suo omologo di Kiev all`Aja, a margine del summit sulla sicurezza nucleare. Un atto poco sottolineato dal sistema mediatico ma che \u00e8 stato di una importanza fondamentale perch\u00e9 di fatto ha segnato un primo riconoscimento reciproco. Questo nuovo incontro, facilitato da Ue e Stati Uniti, forse non porter\u00e0 subito a una soluzione ma permetter\u00e0 di iniziare a discutere di quali passi fare insieme per consentire all`Ucraina una transizione di successo. Il Paese ha una situazione economica, politica e sociale estremamente complicata ed \u00e8 interesse dell`Ue, degli Stati Uniti, della Russia e, ovviamente degli ucraini stessi, fare in modo che su tutti questi tre piani ci sia uno sbocco positivo\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Altro dossier caldo \u00e8 quello del Mediterraneo, dalla Libia alla Siria. In che modo \u00e8 possibile intervenire su queste tragedie alle porte dell`Italia?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abInnanzitutto ricordandocene. Perch\u00e9 c`\u00e8 il rischio che la crisi ucraina metta in ombra tutto quello che succede nel resto del nostro vicinato. Che non \u00e8 soltanto un vicinato italiano: il Mediterraneo \u00e8 un mare europeo. Poi occorre saper leggere le differenze tra le varie realt\u00e0 che segnano i Paesi della sponda sud del Mediterraneo: c`\u00e8 il dramma siriano, tre anni di guerra e lo stallo del dialogo politico e anche degli aiuti umanitari. In Siria l`unica cosa che sembra funzionare \u00e8 lo smaltimento delle armi chimiche del regime di Assad, operazione in cui l`Italia \u00e8 fortemente impegnata. Accanto al dramma siriano ci sono altre situazioni: in Libia c`\u00e8 uno scenario estremamente fragile, ma si registrano anche timidi segnali di speranza, come la ripresa di un dialogo nazionale e la riapertura dei centri petroliferi. L`Italia \u00e8 impegnata a rafforzare la costruzione di istituzioni democratiche in Libia, consapevole che l`Europa e il resto della comunit\u00e0 internazionale devono fare di pi\u00f9 in questo senso. Ma poi vi sono altre realt\u00e0 dove la transizione democratica \u00e8 pi\u00f9 consolidata, come in Tunisia. O in Libano, dove abbiamo un ruolo di prima fila con la guida della missione Unifil, e dove la situazione \u00e8 buona nonostante il Paese sia stato esposto per tre anni al pericolo di contagio del conflitto siriano\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il Libano, Paese in cui si sarebbe rifugiato l`ex senatore Dell`Utri&#8230;<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abA questo proposito vorrei precisare che Dell`Utri non risulta avere mai avuto passaporto diplomatico italiano e che il suo ultimo passaporto di servizio parlamentare \u00e8 scaduto nell`aprile del 2013\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Strategicamente Europa. Chiamata in causa in Ucraina, nel Mediterraneo. L`Europa segnata dai populismi che rischiano di marcare le elezioni di maggio. In che modo l`Italia e il governo di cui lei fa parte pu\u00f2 contribuire ad un cambiamento?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abPi\u00f9 che di populismi parlerei di una profonda disillusione e frustrazione, che cresce nel momento in cui non arrivano risposte ai problemi. Sono convinta che i cittadini, non solo italiani ma in tutta Europa, capiscano benissimo ormai, dopo questi anni di crisi economica, che le risposte non possano arrivare che dal livello europeo. La frustrazione e la disillusione verso Bruxelles si trasformano facilmente in una reazione contro l`Europa quando si vede che la risposta che dovrebbe venire da l\u00e0, invece non arriva. Da pi\u00f9 di dieci anni che c`\u00e8 una sorta di una profezia che si autoavvera: i governi nazionali indicano in Bruxelles la radice di tutti i mali, anche di quelli nazionali. Dunque l`Europa \u00e8 cattiva e non investiamo nel livello europeo, che quindi non ha gli strumenti per dare le risposte che servirebbero. Il modo in cui l`Italia pu\u00f2 spezzare questo circolo vizioso \u00e8 duplice. Da una parte iniziare a dire le cose come sono: investire nel livello europeo, non \u00e8 cedere sovranit\u00e0, ma significa riconquistarla. perch\u00e9 soltanto a quel livello si posso avere risposte veramente efficaci per i cittadini. Secondo: non ha senso l`alternativa Europa s\u00ec, Europa no. Esistono scelte politiche di segno diverso anche in Europa. Noi diciamo che quella che si apre con le prossime elezioni europee dovr\u00e0 essere una legislatura che accanto al rigore dei conti pubblici &#8211; cosa utile innanzitutto per i nostri figli &#8211; trovi gli spazi di flessibilit\u00e0 che ci consentano di investire per la creazione di posti di lavoro, a partire da quelli delle giovani generazioni, un problema che non \u00e8 solo italiano\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ucraina, Mediterraneo, Europa&#8230; Ci sono altre priorit\u00e0 nel mondo su cui l`Italia investe?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abDobbiamo coniugare il nostro ruolo regionale con la consapevolezza di avere interessi globali. Lavoreremo sull`Africa, sull`Asia, sull`America Latina. Avrei voluto fare la mia prima visita da titolare della Farnesina proprio in America Latina, in occasione dell`insediamento della presidente Bachelet in Cile, ma gli impegni legati alla crisi ucraina non me l`hanno consentito. Conto di farlo nei prossimi mesi. \u00c8 un`area importantissima a livello globale e per l`Italia in particolare. Adesso la nostra attenzione \u00e8 concentrata soprattutto sulla situazione in Venezuela. L`Italia, anche con la recente missione del sottosegretario Giro, ha contribuito in modo determinante a incoraggiare quello che oggi si sta realizzando: l`avvio di un dialogo nazionale tra il presidente Maduro e le opposizioni. \u00c8 importante l`impegno assunto dalla Santa Sede di essere parte di questo dialogo\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Lei \u00e8 la pi\u00f9 giovane ministra degli Esteri che l`Italia repubblicana ha avuto. Da ministra e dirigente del Pd, come valuta la scelta compiuta da Matteo Renzi di mettere cinque donne a capolista nelle europee?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00ab\u00c8 stata una scelta importantissima. Questo \u00e8 l`esecutivo pi\u00f9 giovane della storia italiana ed \u00e8 la prima volta che non solo met\u00e0 del governo \u00e8 formato da donne, ma che le donne sono tutte in posizioni chiave: Esteri, Difesa, Sviluppo Economico, Riforme, Pubblica Amministrazione, Affari regionali, Istruzione, Sanit\u00e0&#8230; tutti ministeri pesanti. E si d\u00e0 anche una immagine nuova dell`Italia all`estero. C`\u00e8 una aspettativa che va oltre l`elemento della curiosit\u00e0 e che testimonia la voglia di vedere un`Italia diversa, un`Italia normale nel contesto internazionale. Non sono soltanto simboli, ma il racconto di quello che l`Italia \u00e8 davvero: un Paese in cui la societ\u00e0 \u00e8 spesso pi\u00f9 avanti della classe dirigente, non solo politica, che la rappresenta\u00bb.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La ministra degli Esteri insiste per una soluzione concordata con la Russia. Nella sua agenda Europa, Mediterraneo ma anche l`America Latina. 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