{"id":24040,"date":"2013-11-22T09:47:03","date_gmt":"2013-11-22T08:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/11\/20131122_boninodest_italia\/"},"modified":"2013-11-22T09:47:03","modified_gmt":"2013-11-22T08:47:03","slug":"20131122_boninodest_italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/11\/20131122_boninodest_italia\/","title":{"rendered":"Bonino: \u00abInvestimenti in viaggio &#8211; Destinazione Italia\u00bb (Il Mondo)"},"content":{"rendered":"<p><P>\u00abIl messaggio che vogliamo mandare \u00e8 chiaro: l\u2019Italia \u00e8 un Paese che pu\u00f2 attrarre perch\u00e9 crede nei suoi mezzi e ha voglia di funzionare meglio di prima. Per farlo dobbiamo anzitutto lavorare per diventare un Paese un p\u00f2 pi\u00f9 normale\u00bb. Emma Borino non \u00e8 tipo che si abbatte. Bench\u00e9 al piano \u00abDestinazione Italia\u00bb sia toccato un debutto non proprio brillante, offuscato da un lato dall\u2019incombente rischio di caduta del governo, dall\u2019altro dalle polemiche esplose sui casi Telecom e Alitalia, il ministro degli Esteri non molla. Anzi, rilancia. \u00abIl piano del governo per attrarre investimenti internazionali \u00e8 in piena attuazione, anche se forse molti mass media, e pure molti politici, trovano pi\u00f9 attraenti altri temi. Proprio in queste settimane \u00e8 in corso una consultazione pubblica su ogni singola misura del rapporto: cittadini, associazioni, imprese possono integrare, commentare e suggerire modifiche al documento. E il governo ne terr\u00e0 conto in fase di attuazione\u00bb. Ma in quali tempi? \u00abIl documento \u00e8 stato adottato il 19 settembre e da qui a fine anno dobbiamo trasformarlo in norme e atti amministrativi\u00bb. Pensate nelle stanze della Farnesina, le 50 mosse contenute nel provvedimento rappresentano lo strumento operativo di quella diplomazia della crescita che Bonino ha posto al centro dell\u2019azione del suo dicastero fin dall\u2019inizio del mandato. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Arrivata al giro di boa dei sei mesi, \u00e8 soddisfatta dei risultati raggiunti? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Abbiamo lavorato per fare in modo che la diplomazia della crescita fosse una priorit\u00e0 di tutto il governo. Appena insediati abbiamo convocato la terza riunione della Cabina di regia per l\u2019Italia internazionale e l\u00ec abbiamo fissato priorit\u00e0 e obiettivi, per esempio quello di raggiungere 545 miliardi di euro di esportazioni nel 2015 (nel 2012 il valore dell\u2019export \u00e8 stato di circa 390 miliardi di euro, ndr). Abbiamo anche deciso un rilancio delle missioni, sia istituzionali che imprenditoriali. A oggi si sono tenute la missione di sistema negli Emirati Arabi Uniti, cui hanno partecipato 130 imprese, e la missione in Canada, un Paese in crescita economica in cui non andavamo da dodici anni. Ci sono poi successi immediatamente misurabili, come la commessa vinta a luglio da Ansaldo Sts in Arabia Saudita per la realizzazione della metro di Riyadh, quasi 700 milioni di euro. Da maggio a oggi, la Farnesina ha segnalato quasi 3.500 gare bandite all\u2019estero: le imprese italiane si sono aggiudicate 19 commesse, ciascuna di valore superiore a 50 milioni di euro grazie al sostegno del ministero e della sua rete estera. La firma degli accordi per il Trans adriatic pipeline (Tap), che porter\u00e0 il gas azero fino alle coste della Puglia, infine, \u00e8 un risultato di grande valore strategico, in quanto, quando entrer\u00e0 in funzione, accrescer\u00e0 la sicurezza dei nostri approvvigionamenti energetici. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il lancio di Destinazione Italia, nelle intenzioni, il fiore all\u2019occhiello della diplomazia della crescita, \u00e8 stato messo in ombra dalle reazioni ai casi Telecom e Alitalia, quasi una certificazione di quella doppia sindrome che, secondo il presidente del Consiglio Enrico Letta, il piano avrebbe dovuto contrastare: la sindrome dell\u2019outlet, per cui attrarre investimenti significherebbe svendere allo straniero; e quella di Fort Apache, che spinge alla difesa dell\u2019esistente. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Vorrei porre io una domanda: qual \u00e8 l\u2019interesse nazionale che il governo ha il compito di tutelare? In entrambi i casi, a mio modo di vedere, l\u2019obiettivo dell\u2019esecutivo deve essere quello di garantire a cittadini e imprese un accesso conveniente a servizi importanti, come la rete telefonica e le linee aeree. Indipendentemente dal colore della bandiera di chi fornisce il servizio. Se riesce in questo intento, ha fatto il suo dovere. Su Alitalia, poi, se l\u2019interesse nazionale \u00e8 garantire rotte adeguate al nostro Paese, allora la partita industriale e strategica si gioca sugli hub. Non dimentichiamo che tra poco pi\u00f9 di un anno avremo Expo: e senza hub capaci di far convergere rotte importanti avremo grossi problemi a portare in Italia i turisti e gli investitori che ci aspettiamo di attrarre. Gli hub italiani hanno bisogno di pi\u00f9 voli, soprattutto a medio e lungo raggio, per essere valorizzati e valorizzare l\u2019Italia. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019Italia attrae poco pi\u00f9 dell\u20191 % dello stock di investimenti globali: un\u2019inezia. In che modo le 50 misure contenute nel provvedimento contribuirebbero a creare un ambiente pi\u00f9 accogliente per imprese e capitali stranieri? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Gli ostacoli che bloccano l\u2019arrivo di investimenti dall\u2019estero sono gli stessi che rallentano le imprese italiane, e che potremmo riassumere in una parola sola: incertezza. Con Destinazione Italia garantiremo tempi certi per fisco e autorizzazioni, un diritto del lavoro comprensibile, una giustizia civile e tributaria che non penalizzi le esigenze delle imprese. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Oltre all\u2019aspetto quantitativo, c\u2019\u00e8 una questione di qualit\u00e0 degli investimenti da attrarre. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Attrarre investimenti esteri significa poter fare molte cose che da soli non siamo in grado di fare: pensi a una multinazionale che sceglie l\u2019Italia per aprire un centro di ricerca insieme a una nostra universit\u00e0. A uno straniero che decide di valorizzare un pezzo di cultura italiana invece di lasciarla nei magazzini. O a un investitore che mette capitali in una azienda italiana che \u00e8 competitiva dal punto di vista industriale, ma magari ha difficolt\u00e0 finanziarie per la crisi. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Sul fronte opposto, ma altrettanto cruciale, dell\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane, quali iniziative ha assunto il ministero? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Facciamo molte cose, e cerchiamo di farle con pi\u00f9 efficienza con mezzi sempre pi\u00f9 scarsi. Innanzitutto forniamo assistenza tramite le nostre ambasciate e consolati, nei quali oggi sono anche integrate le unit\u00e0 dell\u2019Agenzia Ice. <\/P><br \/>\n<P>Stiamo vicini alle aziende, soprattutto piccole e medie, nella partecipazione alle gare e nell\u2019individuazione dei referenti istituzionali. Facciamo promozione: coinvolgiamo le imprese nelle Country presentation e nei Business forum, e cerchiamo di portarci dietro le aziende nelle missioni istituzionali nei mercati pi\u00f9 importanti. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019impiego a scopi commerciali della rete diplomatica ha fatto storcere il naso a molti, convinti chi agli ambasciatori tocchino compiti pi\u00f9 nobili. Come risponde? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Abbiamo una nuova generazione di diplomatici, con un numero crescente di donne, sempre pi\u00f9 consapevoli di come sia cambiato il loro ruolo nella proiezione del Paese nel mondo. E sanno benissimo che la diplomazia economica e culturale \u00e8 altrettanto importante di quella pi\u00f9 tradizionale. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>\u00c8 stata annunciata la riorganizzazione del sistema di ambasciate e consolati: a fronte dell\u2019apertura di tre nuove destinazioni in Asia, verranno chiuse 14 sedi in Europa, America e Australia. Messa cos\u00ec, sembra pi\u00f9 un\u2019operazione finalizzata al taglio dei costi. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Stiamo adeguando e riorientando la nostra rete estera alle esigenze del sistema Paese. Credo che la rete di ambasciate e consolati debba riflettere la proiezione futura di una nazione, non il ricordo del suo passato. Stiamo dunque chiudendo alcuni consolati in Europa, dove ormai gli italiani sono a casa loro, per aprire alcune nuove sedi in Asia, dove i nostri interessi economici hanno sempre pi\u00f9 bisogno di sostegno: una nuova ambasciata in Turkmenistan e due nuovi consolati in Cina (Chongqing) e Vietnam (Ho Chi Minh City). <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Non si pu\u00f2 fare a meno di notare che il contesto internazionale non sembra granch\u00e9 favorevole al dispiegamento delle nostre relazioni commerciali: nel Mediterraneo e in Medio Oriente l\u2019instabilit\u00e0 mette a rischio i nostri interessi nell\u2019area, in Libia, soprattutto, ma anche in Tunisia ed Egitto. Ci sono poi una serie di casi, come quello dei mar\u00f2 in India, di Battisti in Brasile e la vicenda Shalabayeva in Kazakistan, che complicano i nostri rapporti con Paesi di grande interesse economico. Come conta di affrontare queste situazioni? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Si tratta di temi molto diversi che richiedono risposte diverse. Tutti \u00ed Paesi, di volta in volta, hanno periodi ed episodi di tensione politica, o con partner commerciali importanti. Noi cerchiamo di affrontarli al meglio nel rispetto delle leggi e della dignit\u00e0 delle persone senza demordere di fronte al caos politico. Tunisia, Egitto, Libia sono realt\u00e0 variegate che vanno trattate con strumenti di diversa complessit\u00e0. Su tutti i casi singoli menzionati esiste una storia per ciascuno che meriterebbe un lungo approfondimento. Con l\u2019India, le relazioni commerciali si mantengono buone. Come con altri Paesi asiatici, esiste un potenziale inespresso. Non definirei il caso mar\u00f2 un ostacolo su questo percorso di crescita, ma \u00e8 indubbio che sia una questione spinosa a cui l\u2019Esecutivo dedica la massima attenzione. Da sempre sosteniamo la giurisdizione italiana del caso e continuiamo a ribadirlo in tutte le sedi internazionali. Pochi giorni fa l\u2019inviato speciale Staffan de Mistura \u00e8 tornato in India per effettuare ogni passo necessario con le autorit\u00e0 locali affinch\u00e9 possa concludersi nei tempi pi\u00f9 brevi l\u2019indagine prima del processo.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abIl messaggio che vogliamo mandare \u00e8 chiaro: l\u2019Italia \u00e8 un Paese che pu\u00f2 attrarre perch\u00e9 crede nei suoi mezzi e ha voglia di funzionare meglio di prima. Per farlo dobbiamo anzitutto lavorare per diventare un Paese un p\u00f2 pi\u00f9 normale\u00bb. Emma Borino non \u00e8 tipo che si abbatte. 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