{"id":24109,"date":"2013-09-30T10:05:15","date_gmt":"2013-09-30T08:05:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/09\/20130930_giro_religioni_possono_cambiare_mondo\/"},"modified":"2013-09-30T10:05:15","modified_gmt":"2013-09-30T08:05:15","slug":"20130930_giro_religioni_possono_cambiare_mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/09\/20130930_giro_religioni_possono_cambiare_mondo\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abCos\u00ec le religioni possono cambiare il mondo\u00bb (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p><P>Mario Giro, oggi sottosegretario agli Esteri, \u00e8 stato per molto tempo il responsabile degli affari internazionali della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio. Porter\u00e0 all\u2019Incontro la sua esperienza di governo, in veste nuova.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019Incontro comincia a Roma mentre nel mondo c\u2019\u00e8 tanta violenza. La guerra \u00e8 pi\u00f9 forte della pace? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Le religioni che si incontrano per dialogare e discutere di pace danno un segnale in controtendenza. \u00c9 una presa di responsabilit\u00e0. Si assumono il compito di discutere di questi problemi, sono vicine ai loro popoli, e sono coinvolte. Roma ha proprio lo scopo di mettere insieme le religioni per trovare risposte di pace e non essere strumentalizzati dalla guerra. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma la religione \u00e8 spesso pretesto per la violenza&#8230; <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>I motivi per uccidersi si possono trovare in tanti modi, e i responsabili delle religioni sono coscienti che spesso c\u2019\u00e8 chi utilizza il nome di Dio per uccidere, ma la guerra non \u00e8 mai santa. Soltanto la pace \u00e8 santa. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Questa \u00e8 la 27a edizione. Quali i frutti? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Questo appuntamento ha contribuito a cambiare il mondo. Ma il cambiamento non si pu\u00f2 avvertire con uno sguardo superficiale. Le religioni incontrandosi sono cambiate, si sono confrontate, e in questo lungo pellegrinaggio molte cose sono state scoperte. Ne abbiamo un segnale quando vediamo che cristiani e musulmani trovano lo spazio per il dialogo anche in momenti difficili. In Pakistan, ad esempio, dove ci sono stati questi tremendi fatti, molti imam si sono avvicinati ai cristiani e hanno evitato condanne a morte. Certo, ci sono vittime e la violenza arriva pi\u00f9 facilmente alle orecchie di tutti, ma in realt\u00e0 c\u2019\u00e8 un lavorio talvolta silenzioso, talvolta pi\u00f9 evidente, di amicizia e di contatto in cui le religioni confrontandosi si purificano da ogni spirito di vendetta e di violenza. Senza il dialogo il mondo sarebbe peggiore.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>I religiosi faranno anche il punto sul Medio Oriente. L\u2019Italia che ruolo gioca per la riappacificazione in questa terra. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>In Siria, in particolare, la posizione dell\u2019Italia \u00e8 stata di grande ragionevolezza senza farsi illusioni perch\u00e9 \u00e8 una situazione molto delicata. Il governo ha detto subito che aggiungere guerra alla guerra non \u00e8 la soluzione. Le cose si sono evolute. Non possiamo ancora dire con certezza che abbiamo trovato una soluzione, per\u00f2 lo spirito \u00e8 cambiato. Davanti alla tragedia siriana, che \u00e8 una tragedia epocale, dobbiamo riuscire a fermare la violenza. La proposta russa, gli incontri a New York lasciano sperare. Ci avviamo verso un Ginevra 2: che sia una conferenza veramente risolutiva. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quale pu\u00f2 essere l\u2019apporto italiano? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>L\u2019Italia sta facendo un lavoro enorme, molto importante, con la Russia, con l\u2019Iran, con gli Usa e partner europei come la Francia. Ha assunto questa posizione di non aggiungere altra violenza che adesso tutti stanno condividendo. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>A Roma si far\u00e0 anche il punto sulla sorte dei cristiani massacrati in Paesi dove non esiste libert\u00e0 di religione. L\u2019Italia cosa pu\u00f2 fare? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il nostro Paese ha fatto molto in Paesi come l\u2019Iraq con i governi che si sono succeduti, chiedendo l\u2019attenzione anche dei suoi partner europei su queste persecuzioni. Qualcosa \u00e8 possibile, come l\u2019aiuto alle comunit\u00e0 cristiane, e questo \u00e8 stato fatto con progetti concreti. Il governo si \u00e8 attivato, ma occorre fare in modo che questo sia un tema dell\u2019Unione Europea. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Un altro argomento romano \u00e8 la migrazione, con l\u2019accoglienza e l\u2019integrazione. L\u2019Italia fa abbastanza? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Negli ultimi anni il discorso dell\u2019immigrazione aveva acceso molte passioni politiche. Con il governo Monti e poi con l\u2019esecutivo Letta il tema \u00e8 affrontato in maniera molto pi\u00f9 ragionevole e serena. Adesso, con la nuova ondata, prima dalla Libia poi dalla Siria, \u00e8 evidente che \u00e8 necessaria una politica europea che non esiste ancora. Soprattutto \u00e8 importante che la societ\u00e0 italiana non si divida di fronte alle necessit\u00e0 di accogliere e di trovare soluzioni per chi scappa dalla guerra e dalla violenza. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mario Giro, oggi sottosegretario agli Esteri, \u00e8 stato per molto tempo il responsabile degli affari internazionali della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio. Porter\u00e0 all\u2019Incontro la sua esperienza di governo, in veste nuova. L\u2019Incontro comincia a Roma mentre nel mondo c\u2019\u00e8 tanta violenza. La guerra \u00e8 pi\u00f9 forte della pace? 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