{"id":24132,"date":"2013-09-11T07:52:31","date_gmt":"2013-09-11T05:52:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/09\/20130911_pistelli_unita\/"},"modified":"2013-09-11T07:52:31","modified_gmt":"2013-09-11T05:52:31","slug":"20130911_pistelli_unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/09\/20130911_pistelli_unita\/","title":{"rendered":"Pistelli:\u00abL`Italia ha lavorato alla via diplomatica. Qualcosa si muove\u00bb (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p><P>\u00abSiamo sempre stati convinti che il tempo speso per approfondire soluzioni di carattere politico e diplomatico, \u00e8 un tempo ben speso. E gli eventi di queste ore confortano la posizione italiana\u00bb. A sostenerlo, da Abu Dabi, \u00e8 Lapo Pistelli, vice ministro degli Esteri. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>La comunit\u00e0 internazionale prende posizione sulla proposta russa sulla Siria. Qual \u00e8 in merito la posizione dell`Italia? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abFin dall`inizio della crisi abbiamo ripetuto che non esisteva una via d`uscita militare al conflitto siriano. Abbiamo lavorato per isolare il regime di Bashar al-Assad, per costruire un`alternativa politica credibile, per evitare ogni atto o comportamento che facesse infiammare l`intera regione. Al tempo stesso, la comunit\u00e0 internazionale, e noi tra quelli, si \u00e8 fatta carico di gestire un enorme problema umanitario, derivante da milioni di profughi, originati dalla guerra e fuggiti in Libano e Giordania. Negli ultimi mesi, abbiamo sostenuto gli sforzi russo-americani per arrivare alla conferenza di &#8220;Ginevra2&#8221;, lavorando per far cadere ogni precondizione avanzata strumentalmente, e cercando, al contempo, di avere al tavolo tutti gli attori necessari. Purtroppo, l`attacco chimico del 21 agosto, ha lacerato questa tela fragile, pazientemente costruita. Ma gli sforzi della diplomazia non sono terminati\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma \u00e8 possibile fidarsi di Assad? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abOgni accordo internazionale va negoziato e sottoscritto in buona fede, ma la comunit\u00e0 internazionale dispone di tutti gli strumenti per poter verificare che l`attuazione sia svolta correttamente e senza agende segrete. Nel caso delle armi chimiche, non solo non si farebbe eccezione alle regole, ma servirebbero perfino controlli supplementari, data la delicatezza dell`area in questione e il numero di conflitti a catena che un peggioramento della crisi potrebbe innescare\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Un punto cruciale di questa nuova iniziativa diplomatica, \u00e8 che la crisi siriana torna alle Nazioni Unite. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abL`Italia \u00e8 da sempre un Paese che crede nel multilateralismo e in un uso della forza, quando necessario, disciplinato dalla legalit\u00e0 internazionale. Ho letto in questi giorni che per qualcuno questa posizione equivale a tirare la palla in tribuna, poich\u00e9 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sarebbe sempre paralizzato da veti reciproci. Non mi pare un buon argomento: il caso dell`Afghanistan, come quello pi\u00f9 recente della Libia, testimoniano il contrario. La paralisi siriana dimostra, invece, che per comprendere quella crisi e per agevolare una soluzione politica, serve ancora uno sforzo in pi\u00f9. Il Consiglio di sicurezza pu\u00f2 oggi essere, intanto, il luogo nel quale gli ispettori mostreranno i risultati completi delle loro indagini, senza strumentalizzazioni. Mi pare importante che man mano che i giorni passano, aumenti il numero dei Paesi che vedono con soddisfazione il coinvolgimento dei Parlamenti in discussioni cos\u00ec cruciali, e il ritorno delle decisioni ultime alle Nazioni Unite. Quella che abbiamo perseguito \u00e8 stata una linea coerente, tanto pi\u00f9 autorevole perch\u00e9 a portarla avanti \u00e8 un Paese, l`Italia che in passato ha dimostrato pi\u00f9 volte di sapersi assumere le proprie responsabilit\u00e0\u00bb. <STRONG>I riflettori sono puntati su Barack Obama. C`\u00e8 chi lo dipinge come un presidente titubante, e chi come un presidente con la mano sul grilletto. Comunque, una delusione.<\/STRONG> \u00abCredo che ogni democratico possa mettersi nei panni di un presidente che solo pochi anni fa, nel 2009, aveva teso la mano al mondo arabo, con il celebre discorso sul &#8220;Nuovo Inizio&#8221; pronunciato al Cairo, e che si trova oggi a dover fronteggiare le conseguenze di alcune rivoluzioni tradite. \u00c8 una posizione complicata e decisamente scomoda. Ma nessuno si pu\u00f2 compiacere delle difficolt\u00e0 americane, poich\u00e9 l`eventuale assenza di un solo &#8220;gendarme&#8221; infallibile non rende di per s\u00e9 il mondo pi\u00f9 sicuro. La crisi di queste settimane ci dice, semmai, che occorre moltiplicare gli sforzi per accelerare, e rendere sempre pi\u00f9 concreto il dibattito sull`integrazione politica europea e su nuovi meccanismi di governance globale\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Per tornare all`Italia e alla crisi siriana. Domani (oggi per chi legge, ndr), il premier Letta, sar\u00e0 alla Camera per il dibattito parlamentare sulla Siria. Con quale spirito e volont\u00e0 politica? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl primo ministro racconter\u00e0 al Parlamento la discussione, a tratti drammatica, che \u00e8 avvenuta in sede G20 e poi fra gli alleati europei. Credo sinceramente che l`Italia abbia giocato un ruolo alto e fermo, da un lato ribadendo il valore dei principi di legalit\u00e0 internazionale, dall`altro fornendo elementi di valutazione su una regione, il Medio Oriente, che ci vede osservatori privilegiati. Non rassegnati alla divisione, ma cercando di essere facilitatori ragionevoli di un dialogo anche fra le posizioni pi\u00f9 distanti. In questo senso, la mozione della maggioranza che verr\u00e0 presentata in aula rappresenta un ottimo testo che dimostra come questo lavorio paziente sia stato compreso e sostenuto da un Parlamento che ha trattato la crisi siriana con razionalit\u00e0 e senza alcuna strumentalizzazione di parte\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Sul futuro della Siria incombe anche la sempre pi\u00f9 minacciosa presenza dei jihadisti<\/STRONG>. <\/P>\u00abIl futuro della Siria passa sicuramente dalla capacit\u00e0 di liberarsi dai combattenti stranieri, jihadisti a contratto, tagliagole e criminali comuni che hanno dirottato la rivoluzione siriana. Ho sempre pi\u00f9 l`impressione che i siriani veri, siano quelli che scappano disperati nei campi profughi, fuggendo dalle opposte violenze. E per loro che dobbiamo preparare il terreno per un vero e proprio diritto al ritorno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSiamo sempre stati convinti che il tempo speso per approfondire soluzioni di carattere politico e diplomatico, \u00e8 un tempo ben speso. E gli eventi di queste ore confortano la posizione italiana\u00bb. A sostenerlo, da Abu Dabi, \u00e8 Lapo Pistelli, vice ministro degli Esteri. La comunit\u00e0 internazionale prende posizione sulla proposta russa sulla Siria. 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