{"id":24141,"date":"2013-09-09T07:04:40","date_gmt":"2013-09-09T05:04:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/09\/20130909_bonino_assad_messaggero\/"},"modified":"2013-09-09T07:04:40","modified_gmt":"2013-09-09T05:04:40","slug":"20130909_bonino_assad_messaggero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/09\/20130909_bonino_assad_messaggero\/","title":{"rendered":"Bonino: \u00abSi pu\u00f2 ancora trattare e Assad prima o poi croller\u00e0\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p><P>Il tempo per negoziare ancora c`\u00e8, Emma Bonino ne \u00e8 convinta. Gli Stati Uniti si prenderanno un po` di giorni prima di lanciare i loro missili sulla Siria. Nel frattempo si pu\u00f2 tentare di far tornare in gioco la politica, tanto pi\u00f9 che l`Europa sembra aver finalmente trovato una posizione comune (o almeno qualcosa che ci somiglia) e pu\u00f2 provare a esercitare un suo ruolo. Per arrivare a questa posizione comune si \u00e8 dovuto sottoscrivere, tra l`altro, un documento di pesante condanna ad Assad, fortemente voluto dagli Stati Uniti. Alla fine lo ha firmato anche la Germania, dopo un ripensamento al quale ha contribuito l`opera di convincimento compiuta dal nostro ministro degli Esteri sul suo collega tedesco Westervelle. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro Bonino, ma questo documento non smentisce di fatto la linea italiana? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa posizione italiana non \u00e8 cambiata. Il presidente Letta, io e il ministro Mauro abbiamo in pi\u00f9 occasioni riaffermato la pi\u00f9 ferma condanna dell`uso di armi chimiche. La solidariet\u00e0 transatlantica non \u00e8 mai stata messa in discussione e la nostra firma al documento \u00e8 la prova di quanto saldo sia il legame con Washington e della comprensione delle ragioni politiche che muovono gli Usa. Ma abbiamo ribadito agli amici americani la nostra contrariet\u00e0 a un`azione militare decisa al di fuori del contesto dell`Onu e prima che gli ispettori presentino le loro conclusioni sull`odioso attacco con le armi chimiche\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Se potessimo tornare indietro di due anni lei sarebbe ancora favorevole a un intervento internazionale in Libia? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLibia e Siria sono due realt\u00e0 molto diverse. In Libia vi \u00e8 un sistema tribale ancora ben radicato con milizie di diversa appartenenza che mantengono un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza nell`area di propria influenza. Nel caso siriano esisteva un vero e proprio Stato governato con il pugno di ferro dalla minoranza alawita mantenendo alleanze importanti con settori sunniti e con le minoranze religiose. L`equilibrio \u00e8 saltato. Assad ha scelto la repressione generalizzata e cruenta contro il proprio popolo e, come Gheddafi, si trover\u00e0 prima o poi a pagare un prezzo. Ma non \u00e8 attraverso un intervento militare esterno che si pu\u00f2 stabilizzare il Paese quando anche all`interno dell`opposizione c`\u00e8 lotta aperta e sul terreno non vedo una fazione che possa prevalere\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quale pu\u00f2 essere la &#8220;soluzione politica&#8221; che l`Italia invoca per la crisi siriana? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa situazione che si \u00e8 determinata dopo il G20 e la riunione informale dei ministri degli Esteri europei a Vilnius probabilmente ci lascia un lasso di tempo prima dell`eventuale azione militare durante il quale dobbiamo cercare con forza proposte alternative in grado di coagulare il massimo consenso possibile. Dopo la presentazione del rapporto degli ispettori \u00e8 auspicabile che si possa mettere sul tavolo una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite accettabile per tutti. La soluzione politica che l`Italia ha sostenuto \u00e8 stata gi\u00e0 tracciata da Ginevra 1 e prevede una serie di passi come il cessate il fuoco, la formazione di un governo provvisorio, il rientro dei profughi&#8230;\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Prima della strage del 21 agosto molti erano convinti che l`Occidente, visti i risultati delle rivoluzioni in Egitto e in Libia, avesse deciso di lasciare Assad al suo posto. \u00c8 ancora cos\u00ec? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abAssad prima o poi sar\u00e0 costretto a lasciare il suo posto. La Storia e il suo popolo lo hanno condannato per sempre e non \u00e8 questione se Assad rimarr\u00e0, ma quando sar\u00e0 costretto ad andarsene. Nemmeno alcuni dei suoi alleati, come i russi, ritengono che rappresenti il futuro della Siria\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Possiamo credere ancora in una democrazia nei paesi arabi? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCertamente. Il risveglio arabo con le sue convulsioni ancora in atto ha segnato l`inizio di un processo voluto con forza da diversi popoli arabi per arrivare a societ\u00e0 in cui tutte le componenti sociali possano esprimersi liberamente ed esercitare i propri diritti fondamentali. Forse non vi \u00e8 ancora piena contezza che accanto a essi vi sono anche doveri. Restano molti passi da fare per arrivare a democrazie compiute. Ma anche noi in Occidente, in Italia in particolare, non possiamo dare troppe lezioni quando siamo oggetto a nostra volta di critiche di organismi internazionali per il nostro sistema della giustizia, il trattamento dei carcerati&#8230;\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Come \u00e8 stata presa a Washington la posizione italiana? \u00c8 vero che gli Stati Uniti sono irritati con noi? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abParlano i fatti. Non vi \u00e8 stata irritazione degli Stati Uniti che hanno chiarito che lo scopo della loro azione diplomatica \u00e8 acquisire il sostegno politico alla loro linea e non necessariamente la partecipazione a un`eventuale iniziativa militare. Un sostegno che l`Italia non ha mai fatto mancare\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il tempo per negoziare ancora c`\u00e8, Emma Bonino ne \u00e8 convinta. Gli Stati Uniti si prenderanno un po` di giorni prima di lanciare i loro missili sulla Siria. 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