{"id":24171,"date":"2013-08-08T07:56:36","date_gmt":"2013-08-08T05:56:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/08\/20130808_pistelli_in_iran\/"},"modified":"2013-08-08T07:56:36","modified_gmt":"2013-08-08T05:56:36","slug":"20130808_pistelli_in_iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/08\/20130808_pistelli_in_iran\/","title":{"rendered":"Pistelli: \u00abIn Iran si \u00e8 aperta una finestra, negoziamo prima che si richiuda\u00bb (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p><P>Oggi in Iran c\u2019\u00e8 un interlocutore e la politica ha il dovere di tentare il dialogo, anche perch\u00e9 la finestra aperta dalle ultime elezioni non rester\u00e0 tale all\u2019infinito\u00bb. <\/P><br \/>\n<P>Al telefono da Teheran il vice ministro degli Esteri italiano Lapo Pistelli tira le somme della maratona di incontri avuti nella Repubblica islamica all\u2019indomani del giuramento del presidente Rohani, una missione voluta fortemente dalla Farnesina che mette a segno la prima visita ufficiale di un governo occidentale nel paese post Ahmadinejad. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Di che umore \u00e8 l\u2019Iran? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abMi sembra che trasudi soddisfazione per la scelta del nuovo presidente. Anche dai colloqui con diplomatici e politici che hanno lavorato con Ahmadinejad emerge la speranza di un mutamento nei rapporti tra Iran e comunit\u00e0 internazionale. Per entrambi la vittoria inattesa di Rohani, un candidato dell\u2019establishment ma non certo tra i favoriti, rappresenta la chance di uscire dalla griglia bloccata delle reciproche narrazioni canagliesche\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ha avvertito un ammorbidimento anche nella posizione di Teheran sulla Siria, finora rigidamente filo Assad? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCome ha sempre ripetuto Emma Bonino l\u2019Iran, essendo parte del problema siriano, dev\u2019essere parte della soluzione. Solo che la conferenza di pace Ginevra II \u00e8 lontana, anche perch\u00e9 tanto il regime di Damasco quanto i suoi avversari pensano ancora di poter vincere. Rispetto a un anno fa per\u00f2, ho percepito un certo realismo da parte di Teheran, la duplice consapevolezza che non si possono spostare all\u2019indietro le lancette dell\u2019orologio rimettendo in sella Assad e che nessuno pu\u00f2 vincere la guerra sul terreno. Gli iraniani insistono nell\u2019ammonirci dal sostenere dei ribelli jihadisti che poi ci si rivolteranno contro come in Afghanistan, ma paiono pi\u00f9 realisti\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Sono pi\u00f9 realisti anche sul nucleare? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abPur avendo sempre avuto ottimi rapporti con l\u2019Iran, l\u2019Italia non \u00e8 parte del gruppo negoziale 5 pi\u00f9 1(i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu pi\u00f9 la Germania, ndr). Ovviamente per\u00f2 abbiamo parlato del nucleare. Intuisco da entrambe le parti la volont\u00e0 di avviare un negoziato serio e sostanziale e credo sia il momento buono. Certo, noi siamo incagliati nel meccanismo delle sanzioni che non \u00e8 semplice da modificare e loro devono liberarsi di una retorica insopportabile e sedimentata. Ma l\u2019elezione di Rohani, un moderato centrista che dialoga con la destra e con la sinistra, ci porta un messaggio politico: Teheran chiede il riconoscimento del diritto all\u2019uso pacifico del nucleare ma non chiude la porta ai controlli. La volont\u00e0 di dialogare esiste, \u00e8 un inizio, il tango si balla in due&#8230;\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>In Medioriente in realt\u00e0 i ballerini di tango non sono mai solo due. Sul nucleare iraniano c\u2019\u00e8 Teheran, la comunit\u00e0 internazionale ma c\u2019\u00e8 anche Israele, che ieri ha denunciato 7mila nuove centrifughe. Che passi muovere? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abGiusto, pi\u00f9 che un tango \u00e8 una mazurca. Ma proprio per evitare che ogni partita diplomatica naufraghi sulla propria complessit\u00e0, bisogna cercare i punti di reciproco interesse. Sulla stabilizzazione dell\u2019Afghanistan per esempio, le esigenze europee, americane e iraniane convergono perch\u00e9 Teheran con mille km di confine e 3 milioni di profughi combatte quanto noi il traffico di droga e il terrorismo. Per Israele Ahmadinejad era il nemico perfetto ma la sua retorica oltranzista \u00e8 finita: bocciando tutti i candidati radicali il paese ha dichiarato di voler voltare pagina e gli Usa ascoltano con attenzione\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Si aspetta un cambio di passo anche sui diritti umani, buco nero dell\u2019Iran? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl voto \u00e8 stato trasparente ma soprattutto ho colto la volont\u00e0 nuova di avviare un dialogo critico anche sui diritti umani. Confido che ci si possa aspettare qualcosa, Teheran \u00e8 consapevole di dover dare segnali anche su quel fronte. Dobbiamo cogliere l\u2019opportunit\u00e0: l\u2019Iran ci offre la possibilit\u00e0 di collaborare presentandosi come uno dei pochi punti stabili della regione e a noi oggi non servono certo altri focolai in Medioriente\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Oggi in Iran c\u2019\u00e8 un interlocutore e la politica ha il dovere di tentare il dialogo, anche perch\u00e9 la finestra aperta dalle ultime elezioni non rester\u00e0 tale all\u2019infinito\u00bb. 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