{"id":24216,"date":"2013-06-26T08:27:52","date_gmt":"2013-06-26T06:27:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/06\/20130626_settimana_cruciale_europa\/"},"modified":"2013-06-26T08:27:52","modified_gmt":"2013-06-26T06:27:52","slug":"20130626_settimana_cruciale_europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/06\/20130626_settimana_cruciale_europa\/","title":{"rendered":"Bonino: \u00abLa settimana cruciale per l\u2019Europa\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p><P>Questa \u00e8 una settimana cruciale per l\u2019Europa: si sovrappongono sfide interne ed esterne. <\/P><br \/>\n<P>La crisi economica e finanziaria sta mettendo a dura prova la capacit\u00e0 delle nostre comuni istituzioni di bilanciare rigore e crescita, condizione indispensabile per affrontare il problema fondamentale della disoccupazione. L\u2019Europa non \u00e8 solo lo spread. Una Unione in buona salute deve anche guardare al di l\u00e0 dei propri confini, perch\u00e9 il resto del mondo non sta fermo ad aspettare che i nostri problemi interni siano risolti. L\u2019Europa deve essere all\u2019altezza delle sue responsabilit\u00e0, con particolare riguardo a due questioni che sono in gioco in questi giorni. <\/P><br \/>\n<P>In primo luogo, la Turchia. L\u2019Europa non pu\u00f2 sottrarsi alla propria responsabilit\u00e0 storica di scegliere tra miopia e lungimiranza. Ci dispiace che alcune autorit\u00e0 turche, di fronte a manifestazioni pacifiche, abbiano reagito in modo sproporzionato. E tuttavia, le circostanze attuali devono infondere un rinnovato senso di urgenza nel far progredire i negoziati dell\u2019Ue con Ankara. <\/P><br \/>\n<P>Bisogna coinvolgere in modo costruttivo le autorit\u00e0 turche, senza dare lezioni ma neppure mostrando segni di cedimento sui valori fondamentali di libert\u00e0 e giustizia. Il continente europeo ha bisogno di una Turchia pienamente democratica all\u2019interno dei suoi confini, non al di fuori. Questo \u00e8 l\u2019obiettivo da tenere in mente, e la Turchia come l\u2019ultimo decennio della sua storia ha dimostrato &#8211; necessita dei vincoli e dei benefici che le derivano dall\u2019ancoraggio con l\u2019Europa, ora pi\u00f9 che mai. <\/P><br \/>\n<P>Non \u00e8 il momento di chiudere le porte alla prospettiva europea della Turchia, ma, al contrario, il tempo di rafforzarla. La decisione di ieri del Consiglio Affari Generali dell\u2019Unione Europea di riprendere i negoziati di adesione a ottobre e aprire il capitolo sulle politiche regionali \u00e8 un segnale nella giusta direzione. Certo, se avessimo aperto in passato il negoziato su temi quali i diritti fondamentali e la giustizia, per esempio, oggi potremmo contare su una leva pi\u00f9 efficace nel nostro dialogo con le autorit\u00e0 turche. Se facessimo l\u2019errore di interrompere il processo di integrazione europea di Ankara, domani avremmo un\u2019Europa meno credibile sullo scenario internazionale. <\/P><br \/>\n<P>In secondo luogo, il 27 e 28 giugno il Consiglio europeo si riunir\u00e0 per concordare una data precisa per l\u2019avvio dei negoziati di adesione della Serbia. Questa volta Belgrado ci guarda con particolare speranza. Anche a Pristina, capitale del Kosovo, si nutrono grandi aspettative per l\u2019apertura dei negoziati per l\u2019Accordo di Associazione e Stabilizzazione. Spero vivamente che, di qui a pochi giorni, noi europei saremo all\u2019altezza della sfida, avendo fatto un ulteriore passo in avanti sulla via dell\u2019integrazione dei Balcani, senza la quale l\u2019unico &#8211; e certamente non auspicabile &#8211; risultato sarebbe il riemergere di impulsi nazionalistici a Belgrado e Pristina. Rimandare le decisioni potrebbe innescare una spirale negativa di sospetti e tensioni, nonostante il gigantesco sforzo gi\u00e0 fatto da tutte le parti. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019apertura dei negoziati \u00e8 fondamentale: dobbiamo decidere adesso. I popoli di Serbia e Kosovo hanno dimostrato straordinario spirito di compromesso, con l\u2019obiettivo finale di entrare a far parte della famiglia europea. Un rifiuto, o una risposta tardiva ai loro sforzi, potrebbe condurre al fallimento dello storico accordo raggiunto grazie alla mediazione dell\u2019Ue. \u00c8 in gioco la nostra credibilit\u00e0, difficile da guadagnare e facile da perdere. E solo attraverso politiche credibili l\u2019Europa sar\u00e0 in grado di affrontare le prove che la attendono, come la stabilit\u00e0 dei suoi vicini orientali e meridionali. <\/P><br \/>\n<P>Per svolgere il suo ruolo internazionale, l\u2019Unione Europea ha bisogno di una rinnovata legittimit\u00e0 democratica e della fiducia dei suoi cittadini. Oggi, progredire verso una &#8220;federazione leggera&#8221; non \u00e8 solo una coraggiosa opzione, ma anche un imperativo su cui lavorare. Una Unione ipertrofica in campo monetario e fiscale, ma debole in materia economica e sociale, ipotecata dai governi nazionali in molti settori della politica estera e della sicurezza, non sar\u00e0 capace di far fronte alle sfide interne n\u00e9 di contribuire ai futuri assetti internazionali. La domanda di Europa rimane forte dentro e fuori l\u2019Europa &#8211; se solo l\u2019Europa sar\u00e0 in grado di rispondere e lo vorr\u00e0 fare. In caso contrario, l\u2019euroscetticismo si nutrir\u00e0 della frustrazione per le lentezze, i ritardi, le ambiguit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P>In ultima analisi, l\u2019Europa \u00e8 chiamata a mandare un messaggio convincente ai suoi cittadini. Se falliremo, dalle prossime elezioni per il Parlamento Europeo potrebbe scaturire una maggioranza di forze euroscettiche e populiste. Oggi, che viviamo tempi difficili sul piano politico ed economico, non possiamo permettercelo. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questa \u00e8 una settimana cruciale per l\u2019Europa: si sovrappongono sfide interne ed esterne. La crisi economica e finanziaria sta mettendo a dura prova la capacit\u00e0 delle nostre comuni istituzioni di bilanciare rigore e crescita, condizione indispensabile per affrontare il problema fondamentale della disoccupazione. L\u2019Europa non \u00e8 solo lo spread. 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