{"id":24264,"date":"2013-05-20T07:44:15","date_gmt":"2013-05-20T05:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/05\/20130520_bonino_corriere\/"},"modified":"2013-05-20T07:44:15","modified_gmt":"2013-05-20T05:44:15","slug":"20130520_bonino_corriere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/05\/20130520_bonino_corriere\/","title":{"rendered":"Bonino: \u00abL\u2019Europa federale? Ora o mai pi\u00f9\u00bb (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p><P>ROMA &#8211; \u00abPrendo molto sul serio l`apertura di Francois Hollande. Quali che siano le ragioni che l\u2019hanno ispirata, per la prima volta Parigi segnala la disponibilit\u00e0 a una rivisitazione dell\u2019Europa che mi fa molto piacere, perch\u00e9 fino a poco tempo fa era tab\u00f9 anche solo parlare di modifiche ai Trattati. E\u2019 ovvio che le cose ipotizzate dal presidente francese presuppongano per lo meno una revisione dei patti esistenti. Ma se si ammette il bisogno di una riconsiderazione complessiva delle istituzioni e delle politiche, allora si apre lo spazio per discutere se vogliamo un`Europa intergovernativa, come temo Hollande abbia ancora in testa, oppure se ne vogliamo una federale\u00bb. Anche da ministro degli Esteri, Emma Bonino non dissimula il suo codice genetico \u00abradicale, spinelliano e federalista\u00bb, riproponendo quella posizione ostinatamente tenuta per tanti anni in minoranza, insieme a un minuscolo drappello di visionari dell\u2019Europa. \u00abE\u2019 una posizione storicamente mia &#8211; dice nella prima intervista concessa dal suo insediamento alla Farnesina &#8211; ma \u00e8 anche quella dell`Italia, visto che di Stati Uniti d`Europa ha parlato il presidente Enrico Letta al momento della fiducia\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Giuliano Amato dice affettuosamente che lei \u00e8 \u00absempre troppo avanti coi tempi\u00bb. Il rilancio dell`Europa federale \u00e8 stato il tema conduttore del suo esordio alla guida della diplomazia. In Parlamento e poi all`Universit\u00e0 europea, lei ha parlato della necessit\u00e0 di \u00abun nuovo spartito\u00bb, indicando il federalismo come uno dei temi centrali della prossima presidenza italiana della Ue nella seconda met\u00e0 del 2014. Non rischia di essere una fuga in avanti? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNo, se si riconosce che l`Europa sia in una situazione insostenibile. Prendiamo l`esempio dell`Unione bancaria, decisa pi\u00f9 di un anno fa. Ancora non ci siamo, perch\u00e9 la governance non funziona e quindi non possono funzionarne le politiche. Il tempo non \u00e8 elemento marginale: una cosa che va bene ora, non funzioner\u00e0 tra 5 anni quando il mondo sar\u00e0 andato da un`altra parte. La tesi secondo cui austerit\u00e0 e tagli da soli avrebbero portato alla crescita, a trattati vigenti viene smentita da tutte le parti. Avere i conti a posto \u00e8 importante e in Italia lo abbiamo fatto, anche grazie al governo Monti. Ma i costi economici sono alti (per tutti, compresa prossimamente la Germania) e a questi si aggiungono quelli politici, perch\u00e9 assistiamo allo sviluppo di populismi ed euroscetticismi che assumono dimensioni preoccupanti, trasformandosi poi in nazionalismo e razzismo, da cui la nostra Storia ci mette in guardia\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma perch\u00e9 l`opzione intergovernativa non funzionerebbe? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abPerch\u00e9 a forza di andare avanti sulla strada dell`Europa delle patrie, si distruggono pure le patrie. Non riesci neppure a governare una crisi relativamente piccola come quella di Cipro. Sono federalista per convinzione e non conosco altro sistema istituzionale al mondo in grado di tenere insieme in democrazia, Stato di diritto e diversit\u00e0 500 milioni di persone di lingue e storie diverse. E non \u00e8 una cosa esotica, lo abbiamo vicino, in Germania, dove funziona. Non \u00e8 pensabile cedere ulteriori competenze senza una accountability democratica,senza che il presidente sia eletto, senza che il Parlamento europeo, magari integrato da quelli nazionali, possa votare la sfiducia. Non esiste una capacit\u00e0 di bilancio e imposizione fiscale senza risvolto del controllo democratico, che fra l`altro non \u00e8 limitato solo all`aspetto economico\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Cosa vuol dire? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abChe esiste nell`Europa attuale anche uno spread di diritti civili. Per esempio sul tema delle carceri e della giustizia in Italia, o della democrazia costituzionale in Ungheria. Non esistono cio\u00e8 strumenti seri di correzione. Abbiamo criteri economici forti per entrare nella Ue, meccanismi di monitoraggio efficaci: procedure d`infrazione, multe, eccetera. Mentre sulla parte democratica ci sono criteri forti per l`ingresso, ma una volta dentro un Paese pu\u00f2 cambiare la Costituzione eliminando la divisione dei poteri senza che accada nulla come \u00e8 il caso a Budapest. Oppure si pu\u00f2 essere come l`Italia, dove pare che il diritto alla difesa non esista pi\u00f9, perch\u00e9 un processo che dura 10 anni non \u00e8 pi\u00f9 tale\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Dove ha sbandato il progetto d`integrazione? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abSi \u00e8 fossilizzato sulla moneta unica. Ci siamo fermati, aiutati dal fatto che l`euro, checch\u00e9 se ne dica, \u00e8 stato un successo strepitoso, perfino in questo sistema imperfetto, al punto che ci si \u00e8 dimenticati di andare avanti con le altre parti finch\u00e9 siamo sprofondati nella crisi. La moneta unica aveva una governance da bel tempo, con la tempesta non ha retto pi\u00f9\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Si \u00e8 perso per\u00f2 anche il principio di solidariet\u00e0, la ragione per cui si \u00e8 insieme&#8230; <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIn realt\u00e0 non abbiamo mai dovuto praticarlo sul serio, perch\u00e9 non siamo mai stati messi veramente alla prova: bastavano i fondi di coesione e le altre voci del bilancio. Questa \u00e8 la prima grande crisi e l`incapacit\u00e0 di dare risposte fa passare il rifiuto della solidariet\u00e0 dai governi ai cittadini. Popper ci ha insegnato che in crisi ognuno si rivolge all`autorit\u00e0 pi\u00f9 vicina per trovare una soluzione. Per tre anni abbiamo preso misure appena sufficienti a non esplodere: troppo poco e troppo tardi. La verit\u00e0 \u00e8 che solo un grande progetto di rilancio a tutti i livelli pu\u00f2 appassionare qualcuno. Non credo sia pi\u00f9 possibile rimettere insieme l`Europa con i piccoli passi. La bizzarria fantastica \u00e8 che l`Europa continui a essere un magnete di attrazione per tutti i popoli non europei\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qual \u00e8 oggi l`argomento forte del bisogno d`Europa? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNessuno di noi da solo ha le risorse o l`economia di scala per riuscire a garantirsi un, futuro per le proprie generazioni. La visione opposta \u00e8 quella autarchica e nazionalista, la tentazione di chiudere tutto che poi diventa razzista e fomentatrice di guerre. Insieme siamo pi\u00f9 forti sul piano economico e democratico\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il ministro delle Finanze tedesco Schauble dice che bisogna modificare i trattati anche solo per l`Unione bancaria. \u00c8 d`accordo? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abSecondo me non vale la pena. Non \u00e8 vero che le piccole riforme siano pi\u00f9 digeribili da un certo tipo di Paesi. Comunque molti di loro sono obbligati a sottoporle a referendum. E la gente non si rinnamorer\u00e0 dell`Europa se gli dici che facciamo l`Unione bancaria. Gi\u00e0 era difficile innamorarsi di una moneta. Ci sono per\u00f2 cose che toccano molto di pi\u00f9 l`immaginario popolare. Non mi stanco per esempio di chiedere cosa ce ne facciamo di 27 eserciti nazionali. Sono 250 miliardi di euro. Abbiamo 2 milioni di persone sotto le armi, nude, cio\u00e8 non equipaggiate. Tant`\u00e8 vero che ogni operazione di peacekeeping diventa un dramma: equipaggiamenti, standard diversi, sistemi d`arma diversi, in Libia dopo dieci giorni eravamo senza munizioni. Oppure le infrastrutture, la ricerca\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>E\u2019 la sua idea della Federazione leggera? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abS\u00ec, con un bilancio di appena il 5% del Pil europeo: mettere in comune 4 o 5 settori, nulla a che vedere col Superstato. Il resto lo lasciamo alla sussidiariet\u00e0. Non dobbiamo diventare assolutamente omogenei. A differenza della mia amica Ulrike Gu\u00e9rot, secondo cui l`Europa non si fa perch\u00e9 non ci si mette d`accordo se \u00e8 meglio pasteggiare a vino o a birra, penso che la nostra ricchezza siano proprio la birra e il vino di ognuno dei nostri Paesi. Insieme dobbiamo fare solo le cose che contano: esteri, difesa, sicurezza, fiscalit\u00e0, tesoro, ricerca, infrastrutture e ci metto anche l`immigrazione. Le cifre pi\u00f9 prudenti dicono che l`Europa avr\u00e0 bisogno di 50 milioni di immigrati entro il 2050\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>In che modo il governo italiano dovr\u00e0 muoversi per far s\u00ec che questa apertura francese non sia lasciata cadere? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl punto \u00e8 capire quanta disponibilit\u00e0 ci sia. Boutade a fini interni o meno come qualcuno dice, penso che sia quel tipo di seme che una volta gettato assume vita propria. A noi tocca curarlo, metterci l`acqua, un po` di concime. Se c`\u00e8 un accordo di massima, sia pure con resistenze comprensibili, questa dovr\u00e0 diventare l`agenda dei viaggi del presidente del Consiglio, del ministro degli Esteri e di quello del Tesoro. Dobbiamo attivarci in tutti i forum. Cos\u00ec potremo preparare un diverso tipo di elezione europea, con le grandi famiglie politiche che indichino il loro candidato alla presidenza della Commissione, dei commissari e del presidente del Consiglio, avere un diverso dibattito in grado di coinvolgere ed entusiasmare la gente\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>E la Germania, uscir\u00e0 dalla cautela imposta dalle elezioni? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCapisco che la campagna elettorale abbia una sua dinamica e imponga le sue regole. ma al netto di questo, Berlino ha sempre detto nessuna mutualizzazione del debito se non c`\u00e8 cessione di sovranit\u00e0. Prendiamo la Germania in parola. Se \u00e8 un bluff andiamo a vederlo\u00bb<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"ROMA &#8211; \u00abPrendo molto sul serio l`apertura di Francois Hollande. Quali che siano le ragioni che l\u2019hanno ispirata, per la prima volta Parigi segnala la disponibilit\u00e0 a una rivisitazione dell\u2019Europa che mi fa molto piacere, perch\u00e9 fino a poco tempo fa era tab\u00f9 anche solo parlare di modifiche ai Trattati. E\u2019 ovvio che le cose [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[76,42],"class_list":["post-24264","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-ministri-precedenti","tag-unione-europea"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24264\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}