{"id":24287,"date":"2013-02-21T08:55:39","date_gmt":"2013-02-21T07:55:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/02\/20130221_piu_aiuti_ai_militari\/"},"modified":"2013-02-21T08:55:39","modified_gmt":"2013-02-21T07:55:39","slug":"20130221_piu_aiuti_ai_militari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/02\/20130221_piu_aiuti_ai_militari\/","title":{"rendered":"Intervista del Ministro Terzi al Corriere della Sera"},"content":{"rendered":"<p><P>ROMA &#8211; All`incontro del \u00abGruppo di alto livello sulla Siria\u00bb, in programma il 28 febbraio prossimo a Roma, l`Italia e i Paesi europei proporranno agli Stati Uniti \u00abmaggiore flessibilit\u00e0\u00bb nelle misure in favore dell`opposizione al regime di Assad. In particolare, chiederanno che gli aiuti militari \u00abnon letali\u00bb vengano estesi fino a comprendere anche l`assistenza tecnica, l`addestramento e la formazione, in modo da \u00abconsolidare l`azione della coalizione\u00bb. <\/P><br \/>\n<P>Lo dice al Corriere il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant`Agata, in una intervista alla vigilia della conclusione del suo mandato alla Farnesina. Il vertice \u00e8 stato organizzato dalla diplomazia italiana su richiesta del neosegretario di Stato americano, John Kerry, e vedr\u00e0 la partecipazione degli 11 Paesi pi\u00f9 coinvolti nella gestione della crisi siriana e dei rappresentanti dell`opposizione di Damasco. <\/P><br \/>\n<P>\u00abIl motivo della richiesta \u00e8 che Washington ha visto la continuit\u00e0 e il rilievo con cui il governo italiano da pi\u00f9 di un anno sta seguendo la crisi siriana. Abbiamo lavorato molto insieme all`inviato speciale per il Medio Oriente, incarico che ho creato al mio arrivo. Lo sforzo \u00e8 stato di aiutare la nebulosa dell`opposizione a trovare una sintesi. E ci siamo riusciti. Ora esiste una piattaforma concreta, che rappresenta l`alternativa ad Assad sia in termini di proposte che di personale. Ma bisogna cercare di dare una soluzione politica alla carneficina: non possiamo aspettare altre decine migliaia di morti e centinaia di migliaia di rifugiati. Da parte americana c`\u00e8 una constatazione di urgenza nella risoluzione della crisi\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quali difficolt\u00e0 incombono ancora sull`apertura del negoziato? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abL`uscita di scena di Assad \u00e8 un tema dilaniante. Noi pensiamo che la trattativa potrebbe partire anche mentre il suo regime \u00e8 ancora in piedi, coinvolgendo Russia e Cina, con la prospettiva di un phasing out, cio\u00e8 in modo che l`uscita di scena del dittatore sia un punto di arrivo e non di partenza. Certo ci vogliono condizioni politiche: difficile che possa partire un negoziato mentre ci sono ancora bombardamenti, massacri, rifugiati, carceri piene. Occorrono gesti di disponibilit\u00e0. Roma \u00e8 quindi un passaggio importante, per la drammaticit\u00e0 della crisi\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>L`altro appuntamento italiano per John Kerry \u00e8 quello del 27 febbraio: il \u00abTransatlantic dinner\u00bb<\/STRONG> <STRONG>con i ministri degli Esteri della comunit\u00e0 atlantica. Di cosa parlerete? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abMi faccia dapprima dire che la visita di Kerry conclude un periodo segnato da un rafforzamento crescente del ruolo dell`Italia in Europa, nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in diversi Paesi africani. E questo \u00e8 accaduto sicuramente anche come effetto dell`impegno diretto del capo dello Stato, dei suoi molti viaggi all`estero, della sua azione costante e presente. La riunione transatlantica \u00e8 la prova concreta che come Paese abbiamo credibilit\u00e0 e possiamo fare la differenza su questioni centrali. Discuteremo dell`attualit\u00e0 internazionale, ma al primo posto metterei un grande tema di prospettiva: il lancio del negoziato per il Transatlantic Trade and Investment Partnership (l`accordo sul libero scambio, ndr), che sono convinto cambier\u00e0 profondamente i rapporti tra gli Stati Uniti e l\u2019Ue. E\u2019 una trattativa complessa, ma \u00e8 un percorso obbligato, la dimostrazione di come il pivot sull`Asia, di cui si \u00e8 tanto parlato, possa diventare pivot sull`Atlantico. Significa riportare l`attenzione su tutto quello che pu\u00f2 generare crescita, innovazione e ricerca nel mondo occidentale\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma l`Europa \u00e8 pronta a misurarsi con i rischi di una simile partita? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCi sono sicuramente dossier molto critici, ma ho l`impressione che a Bruxelles ci sia un clima diverso. C`\u00e8 la percezione che l`accordo sia una sfida necessaria di fronte alla grande debolezza delle nostre economie, perch\u00e9 secondo stime convergenti pu\u00f2 generare un effetto di crescita di circa 250 miliardi di euro l`anno sul Pil, cio\u00e8 quasi dell\u20191%. L`altro aspetto importante \u00e8 che un esito positivo riporterebbe in campo occidentale la definizione di tantissime regole che riguardano commercio e servizi, dove in caso di fallimento saremmo tra qualche anno esposti a subire regole altrui\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Cosa significherebbe questo per l`Italia e come dovranno agire i governi futuri? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa nostra sfida pi\u00f9 grande \u00e8 riportare la crescita attraverso politiche di formazione dei giovani, l`innovazione, la ricerca e consolidamento della competitivit\u00e0 delle nostre universit\u00e0. Abbiamo bisogno di un cambio di paradigma culturale, che purtroppo da cittadino vedo del tutto assente dal dibattito elettorale in corso: sia pure per motivi comprensibili manca cio\u00e8 ogni enfasi sul tema della cultura in quanto innovazione, ricerca, formazione, essenziale per la rinascita della nostra economia\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qual \u00e8 il posto dell`Italia in Europa e nel mondo? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIn Europa l`Italia deve riprendere un ruolo propulsivo sul piano dell`integrazione politica, guardare alla necessit\u00e0 d`Europa per il nostro Paese e nel mondo dobbiamo rispondere alla grande domanda d`Italia. Le due cose sono strettamente collegate\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>\u00c8 d`accordo che la mancanza di forti leader sia una delle cause principali della crisi europea?<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>\u00abSono d`accordo che di recente non siamo riusciti ad esprimere grandi statisti alla guida delle istituzioni comunitarie. Abbiamo perso velocit\u00e0 presso l`opinione pubblica, la tendenza nella formazione del consenso \u00e8 piuttosto di registrarla invece di uscire dal mucchio e offrire nuove visioni. Soffriamo probabilmente della carenza di grandi idealit\u00e0, di progetti politici e di societ\u00e0, siamo caduti in una sorta di entropia meditativa legata alle nostre condizioni materiali quotidiane. \u00c8 inevitabile che sia cos\u00ec, ma rischiamo di avvitarci\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"ROMA &#8211; All`incontro del \u00abGruppo di alto livello sulla Siria\u00bb, in programma il 28 febbraio prossimo a Roma, l`Italia e i Paesi europei proporranno agli Stati Uniti \u00abmaggiore flessibilit\u00e0\u00bb nelle misure in favore dell`opposizione al regime di Assad. 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