{"id":24316,"date":"2013-01-11T10:34:18","date_gmt":"2013-01-11T09:34:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/01\/20130111_terziamerlatina\/"},"modified":"2013-01-11T10:34:18","modified_gmt":"2013-01-11T09:34:18","slug":"20130111_terziamerlatina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/01\/20130111_terziamerlatina\/","title":{"rendered":"Terzi: \u00abLa diplomazia italiana cresce e punta sull\u2019America Latina\u00bb (Panorama.it)"},"content":{"rendered":"<p><P>I rapporti fra Europa ed America Latina vivono una stagione di rinnovata intensit\u00e0, e l\u2019Italia \u00e8 pronta a svolgere il ruolo di primo piano che le compete quale partner naturale della regione per tradizioni storiche, radicata presenza dell\u2019emigrazione italiana, vicinanza di valori e affinit\u00e0 culturali. Il tutto in un quadro di relazioni regionali pi\u00f9 ampio in cui, da una parte l\u2019America Latina dispone di risorse (acqua ed energia anzitutto) e di opportunit\u00e0 di investimento, e dall\u2019altra l\u2019Europa si propone come attore chiave dell\u2019economia mondiale rafforzando la propria capacit\u00e0 di governance economica e di progettare e di creare valore nelle filiere globali.<\/P><br \/>\n<P>La complementariet\u00e0 tra i sistemi produttivi di Europa e America Latina \u00e8 al tempo steso premessa e incoraggiamento ai Governi a perseguire comuni obiettivi di crescita e sviluppo. E\u2019 una sfida che deve essere raccolta, e dalla quale il sistema produttivo italiano pu\u00f2 trarre grandi benefici. Due dei maggiori Paesi emergenti nell\u2019emisfero occidentale, Brasile e Messico, fanno entrambi parte, con Russia, India, Cina, Indonesia e Turchia, di quel \u201cG7 parallelo\u201d che entro il 2020 superer\u00e0 il PIL dei sette originari paesi pi\u00f9 industrializzati. L\u2019America meridionale non \u00e8 pi\u00f9 una regione fragile, ma un continente caratterizzato da alti tassi di crescita e straordinario dinamismo, ricco di risorse naturali, i cui paesi sono impegnati in progetti infrastrutturali di vaste proporzioni. Con la possibile conclusione di un Accordo di Associazione tra l\u2019Unione Europea e il Mercosur, la regione pu\u00f2 divenire parte integrante dell\u2019area di libero scambio pi\u00f9 grande del mondo, con pi\u00f9 di 750 milioni di consumatori.<\/P><br \/>\n<P>Per affrontare e vincere questa sfida l\u2019Unione Europea non pu\u00f2 che puntare sull\u2019Italia.<\/P><br \/>\n<P>Gli investimenti italiani in America Latina sono passati negli ultimi dieci anni dal 3% al 16% del totale di quelli europei. Nel 2011 la regione ha assorbito quasi la met\u00e0 del valore delle commesse infrastrutturali su scala mondiale delle nostre imprese. I pi\u00f9 grandi gruppi italiani sono presenti nel settore energetico, incluso quello delle energie rinnovabili, e nell\u2019alta tecnologia. In questo contesto molto positivo, le piccole e medie imprese (PMI) hanno le carte in regola per contribuire a diversificare economie ancora dipendenti in larga parte dallo sfruttamento di risorse naturali e possono contare su ampi margini di miglioramento delle loro posizioni. Le \u201cmigliori pratiche\u201d della presenza italiana nell\u2019area sono numerose: in Brasile, ad esempio, operano 700 stabilimenti italiani, e le nostre aziende occupano, nella maggior parte dei casi, importanti posizioni di mercato in settori di alta gamma e forte contenuto tecnologico. La stessa tendenza si registra in Messico, con 1.400 PMI italiane che negli ultimi dieci anni hanno avviato numerose iniziative e costituito veri e propri distretti industriali.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019America Latina \u00e8 dunque terreno privilegiato per svolgere un\u2019azione incisiva di diplomazia per la crescita. E\u2019 un\u2019area nella quale ad affermarsi saranno non tanto i produttori in grado di presentare le proposte pi\u00f9 economiche in termini assoluti, quanto qui \u201csistemi paese\u201d che daranno ai loro prodotti la migliore combinazione di valore aggiunto e di elementi immateriali, soprattutto creativit\u00e0 e innovazione. E\u2019 il caso dell\u2019Italia, seconda potenza manifatturiera in Europa, che pu\u00f2 contare su un immenso mercato in quella parte di mondo, grazie anche ad una realt\u00e0 dove vivono e operano centinaia di migliaia di italiani residenti, profondamente legati alla loro patria d\u2019origine, e decine di milioni di discendenti. San Paolo, citt\u00e0 che costituisce un riferimento fondamentale per l\u2019economia e la finanza del continente, pu\u00f2 essere considerata \u201cla pi\u00f9 grande citt\u00e0 italiana al mondo\u201d, poich\u00e9, dei suoi oltre 11 milioni di abitanti, la met\u00e0 ha almeno un ascendente italiano in famiglia.<\/P><br \/>\n<P>Sono due i versanti lungo i quali si muove, dovr\u00e0 sempre pi\u00f9 muoversi, la diplomazia per la crescita in America Latina.<\/P><br \/>\n<P>Il primo \u00e8 il sostegno diretto all\u2019internazionalizzazione delle nostre imprese interessate a quel mercato. Un sostegno da attuare con tutti gli strumenti disponibili, dalle missioni di sistema, alla \u201cpresentazioni paese\u201d, all\u2019assistenza sul terreno.<\/P><br \/>\n<P>L\u2019altro versante \u00e8 quello politico. Siamo alla vigilia di un appuntamento di grande rilievo, il Vertice fra Unione Europea e Comunit\u00e0 degli Stati latino-americani e dei Caraibi, che si svolger\u00e0 a Santiago del Cile il 26 gennaio. La \u201cCumbre\u201d riunir\u00e0 60 Capi di Stato e di Governo di entrambe le regioni, e sar\u00e0 preceduta da un Vertice imprenditoriale, volto a promuovere un preciso percorso di collaborazione economica fra Europa ed America Latina, basato sul modello delle piccole e medie imprese, dell\u2019innovazione, e delle \u201ccitt\u00e0 intelligenti\u201d. Si tratta di settori nei quali le nostre aziende sono particolarmente competitive, soprattutto nelle economie emergenti e nei quali aree produttive quali la Lombardia sono destinate ad avere un ruolo sempre pi\u00f9 importante.<\/P><br \/>\n<P>Proprio a Milano si svolge oggi, quale tappa di avvicinamento all\u2019importante appuntamento di Santiago, un Seminario sul Partenariato Strategico America Latina-UE e le sfide della globalizzazione. E\u2019 un incontro che coinvolge imprese, policy makers ed istituzioni delle due regioni. Ho voluto assicurare la mia presenza, sia per l\u2019importanza dei temi che vi vengono discussi, sia perch\u00e9 si svolge significativamente in una citt\u00e0 che si prepara ad appuntamenti importanti proprio nel campo dello sviluppo economico e dei modelli di societ\u00e0 urbana. EXPO 2015 non sar\u00e0 soltanto una vetrina dell\u2019Italia nel mondo, ma anche un\u2019occasione unica per valorizzare le eccellenze italiane lungo le pi\u00f9 avanzate frontiere dall\u2019innovazione, in un settore decisivo, per il futuro e lo sviluppo del pianeta, quale l\u2019alimentazione. Non \u00e8 un caso che ben 14 dei 18 Paesi latinoamericani abbiano gi\u00e0 aderito alla manifestazione.<\/P><br \/>\n<P>Le nostre citt\u00e0 sono il simbolo del saper progettare. Milano ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 autorevole, ed \u00e8 la sede naturale per ospitare un Seminario che contribuisce ad aprire alle imprese italiane nuove prospettive nei mercati dell\u2019America del Sud. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I rapporti fra Europa ed America Latina vivono una stagione di rinnovata intensit\u00e0, e l\u2019Italia \u00e8 pronta a svolgere il ruolo di primo piano che le compete quale partner naturale della regione per tradizioni storiche, radicata presenza dell\u2019emigrazione italiana, vicinanza di valori e affinit\u00e0 culturali. 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