{"id":24318,"date":"2013-01-04T08:34:12","date_gmt":"2013-01-04T07:34:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/01\/20130104_demistsfide\/"},"modified":"2013-01-04T08:34:12","modified_gmt":"2013-01-04T07:34:12","slug":"20130104_demistsfide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/01\/20130104_demistsfide\/","title":{"rendered":"De Mistura: \u00ab2013, le tre sfide per l\u2019Italia nel mondo\u00bb (L\u2019Uninit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p><P>Le sfide internazionali del 2013 e l\u2019impegno italiano in Europa e nel mondo. L\u2019Unit\u00e0 ne discute con Staffan De Mistura, vice ministro degli Esteri, gi\u00e0 Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Iraq (2007) e Afghanistan (2010). \u00abDi certo, il 2013 &#8211; rimarca De Mistura &#8211; non pu\u00f2 essere l\u2019anno dei rinvii\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quali sono le crisi pi\u00f9 esplosive del 2013 e come affrontarle? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abI dossier pi\u00f9 caldi sono tre. Il primo riguarda la Siria. Sarebbe francamente sorprendente e deludente se una soluzione politica non si determini entro questa estate. Ogni mese di ritardo significa altre vittime, altri profughi, altre tragedie. E ci\u00f2 \u00e8 inaccettabile. Altro nodo da sciogliere \u00e8 l\u2019Iran. Dopo le elezioni israeliane del 22 gennaio e dopo i vari tentativi della Comunit\u00e0 internazionale, sar\u00e0 inevitabile che si faccia chiarezza sulla questione nucleare di Teheran. L\u2019augurio, e l\u2019impegno, \u00e8 che si arrivi ad una soluzione politica che eviti un conflitto devastante. Il terzo nodo da sciogliere riguarda la questione israelo-palestinese. Dopo il voto in Israele e quello che c\u2019\u00e8 stato al palazzo di Vetro sulla Palestina come Stato non membro dell\u2019Onu, sar\u00e0 necessario con maggiore energia e accelerazione la ripresa di un dialogo reale e concreto tra Israele e Autorit\u00e0 Palestinese per una pace duratura, fondata sul principio &#8220;due popoli, due Stati&#8221;. Il 2013 \u00e8 l\u2019anno in cui questi dossier non potranno essere ignorati o rinviati, pena tensioni e conflitti che renderebbero il 2013 un anno drammatico\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Altro fronte caldo \u00e8 l\u2019Afghanistan. Cosa ci attende? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abUna certezza e un aggiornamento. La certezza \u00e8 che il piano di trasferimento delle responsabilit\u00e0 della sicurezza dalle forze internazionali della Nato a quelle nazionali afghane, continuer\u00e0 irreversibilmente\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Da cosa nasce questa convinzione? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abDal fatto che s\u2019incontrano due volont\u00e0: in primo luogo, quella del governo afghano, e poi quella, altrettanto forte, dei Paesi Nato impegnati in Afghanistan, che hanno deciso di applicare fino in fondo le conclusioni della Conferenza di Lisbona, riguardo al trasferimento delle responsabilit\u00e0 di sicurezza dalla Nato agli afghani\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Queste le sfide pi\u00f9 stringenti. Altri fronti d\u2019impegno? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abL\u2019accompagnamento graduale, a volte sofferto ma costante, sulla strada della democrazia e dei diritti umani dei Paesi &#8220;investiti&#8221; dalla Primavera araba. Mi lasci aggiungere che le nuove forme di sfruttamento delle risorse energetiche &#8211; petrolio e gas &#8211; da parte americana, comporter\u00e0 una progressiva riduzione dell\u2019interesse e dell\u2019intervento sul Medio Oriente degli Stati Uniti e, di converso, un aumento delle responsabilit\u00e0 affidate all\u2019Europa e, in essa, all\u2019Italia\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019Italia, per l\u2019appunto. Quali le sfide che attendono il governo che uscir\u00e0 dalle elezioni di febbraio? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa prima sfida si chiama Europa. Occorre far s\u00ec che l\u2019Italia sia sempre pi\u00f9 parte attiva della soluzione della crisi economica europea, incrementando ulteriormente la nostra credibilit\u00e0 con l\u2019obiettivo strategico di rendere l\u2019Europa pi\u00f9 integrata e pi\u00f9 solidale\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>E fuori dal Vecchio continente? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abAbbiamo due priorit\u00e0: la prima \u00e8 quella di accompagnare il processo di democratizzazione e di stabilit\u00e0 dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. L\u2019altra priorit\u00e0 \u00e8 di favorire le iniziative internazionali per la stabilizzazione del Mali e della Somalia, due aree di crisi di particolare gravit\u00e0. A ci\u00f2 si accompagna il sostegno ad una soluzione rapida, e politica della tragedia siriana&#8230;\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Su quali direttrici? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abCoinvolgendo al Russia nella ricerca di una soluzione condivisa al Consiglio di Sicurezza, sostenendo gli sforzi diplomatici dell\u2019inviato per la Siria di Onu e Lega araba, Lakhdar Brahimi, e rafforzando l\u2019impegno, gi\u00e0 in atto, negli aiuti umanitari alla popolazione civile siriana e ai paesi confinanti che devono far fronte all\u2019emergenza profughi. Pi\u00f9 in generale, ritengo che l\u2019Italia debba fare del rispetto dei diritti umani, in particolare quelli delle donne, un perno della sua politica estera, come abbiamo cercato di fare in Afghanistan. E sull\u2019Afghanistan c\u2019\u00e8 un &#8220;consiglio&#8221; che mi sento di dare a chi sar\u00e0 chiamato a guidare nel futuro governo la nostra politica estera&#8230;\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qual \u00e8 questo consiglio? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abMonitorare con particolare attenzione l\u2019uscita dall\u2019Afghanistan, cos\u00ec come stanno facendo altri Paesi, a cominciare dagli Usa. Monitorare e, quanto pi\u00f9 possibile, accelerare questa uscita militare. In Afghanistan abbiamo fatto la nostra parte e la continueremo a fare, ma a mio parere dovremmo accelerare il nostro redeployment per poter essere pronti altrove. Come hanno fatto anche i francesi, uno pu\u00f2 essere coerente, e lo siamo stati per 12 anni, ma nello stesso tempo non rimanere molto, troppo a lungo quando in effetti gli stessi afghani hanno dimostrato che possono benissimo gestire, nonostante il Paese non sia perfetto, le operazioni di peacekeeping interno\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Altre priorit\u00e0 per il 2013? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abUn altro impegno di valenza strategica \u00e8 quello di rafforzare il sistema-Paese in Asia e Africa, favorendo cos\u00ec la presenza in quelle aree di crescita delle nostre aziende medio-piccole. Il che significa, tra l\ufffd\ufffd\ufffdaltro, investire di pi\u00f9, in quantit\u00e0 \u00e9qualit\u00e0, sulla Cooperazione\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>L\u2019ultimo argomento \u00e8 quello che so essere il pi\u00f9 delicato, per l\u2019impegno che lei ha avuto in prima persona in questa vicenda: mi riferisco ai due mar\u00f2 italiani che mentre parliamo hanno dovuto far ritorno in India. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl ritorno dei nostri mar\u00f2, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in India \u00e8 la dimostrazione di due fatti: il primo, che quando l\u2019Italia d\u00e0 la sua parola, poi la mantiene. In secondo luogo, \u00e8 la dimostrazione della grande dignit\u00e0 e della buona fede dei due sottufficiali del Battaglione San Marco e, al tempo stesso, della ferma convinzione dell\u2019Italia che l\u2019immunit\u00e0 funzionale dei nostri due militari debba essere riconosciuta\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>C\u2019\u00e8 chi ha accusato il governo italiano di arrendevolezza verso New Delhi. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl governo italiano e le pi\u00f9 alte cariche dello Stato, hanno tenuto su questa vicenda, durante gli ultimi undici mesi, una posizione chiara e costantemente coerente: i nostri militari vanno giudicati in patria. La nostra azione, quindi, a 360 gradi, in campo giudiziario e internazionale, \u00e8 stata imperniata, e lo rimarr\u00e0, su questa linea. Proprio per questo, siamo ragionevolmente convinti che la Corte Suprema indiana riconoscer\u00e0 tale posizione. E qualora ci\u00f2 non avvenisse, abbiamo in cantiere una serie di iniziative molto ferme e di valenza internazionale\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le sfide internazionali del 2013 e l\u2019impegno italiano in Europa e nel mondo. L\u2019Unit\u00e0 ne discute con Staffan De Mistura, vice ministro degli Esteri, gi\u00e0 Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Iraq (2007) e Afghanistan (2010). \u00abDi certo, il 2013 &#8211; rimarca De Mistura &#8211; non pu\u00f2 essere l\u2019anno dei rinvii\u00bb. 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