{"id":24319,"date":"2013-01-02T10:34:51","date_gmt":"2013-01-02T09:34:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2013\/01\/20130102_terlibregecberg\/"},"modified":"2013-01-02T10:34:51","modified_gmt":"2013-01-02T09:34:51","slug":"20130102_terlibregecberg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2013\/01\/20130102_terlibregecberg\/","title":{"rendered":"Terzi: \u00abTerzi: Libert\u00e0 religiosa \u2013 La tolleranza non basta pi\u00f9\u00bb (l\u2019Eco di Bergamo \u2013 La Provincia)"},"content":{"rendered":"<p><P>Ad aprile ricorreranno i cinquanta anni della \u00abPacem in terris\u00bb, enciclica nella quale culmin\u00f2 il Magistero di Papa Giovanni XXIII, e le parole altissime che quel testo racchiude mantengono inalterato il loro straordinario vigore morale. Papa Giovanni volle indicare in verit\u00e0, libert\u00e0, amore e giustizia i quattro fondamenti della convivenza pacifica. Dobbiamo purtroppo constatare che la pace, la stabilit\u00e0 e la sicurezza in numerose aree del mondo vengono oggi sempre pi\u00f9 messe a rischio da gravissimi episodi di intolleranza religiosa, tensioni settarie e derive fondamentaliste. Secondo stime attendibili, nell\u2019anno che si \u00e8 appena concluso oltre 100 mila cristiani nel mondo hanno perso la vita per la loro fede. \u00c8 di pochi giorni fa l\u2019ennesimo eccidio perpetrato in Nigeria ai danni di persone inermi di religione cristiana dalla setta di Boko Haram, che ha mietuto pi\u00f9 di tremila vittime negli ultimi tre anni. Non ci si pu\u00f2 e non ci si deve rassegnare. \u00c8 indispensabile un punto di svolta nell\u2019impegno della comunit\u00e0 internazionale per far s\u00ec che la fondamentale battaglia di civilt\u00e0 contro l\u2019intolleranza religiosa venga vinta. <\/P><br \/>\n<P>I governi e le forze politiche sono chiamati a fare sino in fondo la propria parte, con una dose di coraggio e senso di responsabilit\u00e0 commisurata alla portata dell\u2019obiettivo. \u00c8 necessario coinvolgere in questo sforzo anche le societ\u00e0 civili, destinatarie di numerose iniziative, fra cui la creazione di un Osservatorio sulla condizione della libert\u00e0 di religione nel mondo, il cui Protocollo istitutivo firmavo a Roma, centro universale di dialogo interreligioso, esattamente un anno fa. <\/P><br \/>\n<P>In questi mesi, l\u2019Italia ha posto il tema della libert\u00e0 religiosa al centro del dibattito internazionale, con un\u2019azione intensa e costante svolta sul piano bilaterale, europeo e multilaterale. Nella profonda convinzione che la libert\u00e0 di religione sia un catalizzatore fondamentale per la promozione di tutti i diritti umani, l\u2019Italia ne ha fatto il fulcro della dimensione etica in politica estera. Abbiamo in particolare promosso il diritto delle comunit\u00e0 religiose, e soprattutto delle minoranze, a manifestare in pubblico le proprie convinzioni e le proprie sensibilit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P>La libert\u00e0 di religione non deve infatti essere limitata alla sola libert\u00e0 di culto, n\u00e9 tanto meno pu\u00f2 essere confinata alla sfera individuale e privata, oridursi a semplice riconoscimento formale da parte dello Stato. <\/P><br \/>\n<P>Esiste, piuttosto, un \u00abobbligo di fare\u00bb, che spetta innanzi tutto ai governi, per vincere i pregiudizi e le varie forme di estremismo. <\/P><br \/>\n<P>Come ha affermato il partigiano cattolico Primo Mazzolari, \u00abla libert\u00e0 \u00e8 l\u2019aria della religione\u00bb.<\/P><br \/>\n<P>La libert\u00e0 di religione deve dunque comprendere il diritto di credere o non credere, di convertirsi, di pregare anche pubblicamente, di educare ed essere educati, di contribuire alla riflessione pubblica e di partecipare alle scelte politiche. Questa convinzione, che i due rami del Parlamento hanno ribadito solennemente nel gennaio del 2011 con due atti di indirizzo votati all\u2019unanimit\u00e0, ha ispirato il nostro impegno. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Europa \u00e8 stato un ambito di azione prioritario. Ho insistito molto a Bruxelles, in questi mesi, per stimolare l\u2019Unione europea ad assumere, sul tema della libert\u00e0 religiosa, un profilo pi\u00f9 alto e ad adottare misure concrete. In un anno sono stati compiuti passi avanti molto importanti. L\u2019Unione europea ha creato una task force con precisi strumenti, compreso un meccanismo di allerta rapida. Ho ottenuto, dopo intensi negoziati che hanno visto l\u2019Italia protagonista, che la nuova Strategia dell\u2019Ue per i diritti umani indicasse la libert\u00e0 religiosa tra le priorit\u00e0, con l\u2019individuazione di un Piano d\u2019azione operativo e la nomina di un Rappresentante speciale. <\/P><br \/>\n<P>L\u2019Europa ha anche messo a segno un significativo risultato a New York. Due settimane fa, la sessione plenaria dell\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu ha adottato, per consenso, la Risoluzione sulla libert\u00e0 di religione e di credo promossa dall\u2019Unione europea, insieme ad un\u2019altra, di simile contenuto, presentata dall\u2019Organizzatone per la conferenza islamica. Si \u00e8 potuto cos\u00ec consolidare l\u2019analogo risultato conseguito nel dicembre del 2011. <\/P><br \/>\n<P>Questo importante successo \u00e8 stato determinato anche dal forte impegno dell\u2019Italia. Ho riunito, con il capo della diplomazia giordana Judeh, alla fine di settembre a New York, ministri d\u2019ogni fede e cultura, e rappresentanti di associazioni ed organizzazioni non governative attive nel settore della formazione, per discutere della necessaria collaborazione fra governi e societ\u00e0 civili allo scopo di sostenere le libert\u00e0 degli individui con progetti incisivi di educazione ai diritti ed alla tolleranza. Cinque mesi prima avevo aperto a Jakarta, con il mio collega indonesiano Natalegawa, una Conferenza dedicata al dialogo fra religioni, in occasione della mia visita nel Paese pi\u00f9 musulmano del mondo in termini di popolazione, l\u201987% di 238 milioni di abitanti. <\/P><br \/>\n<P>Occorre proseguire in questa direzione, l\u2019unica che pu\u00f2 dare frutti concreti, incoraggiando soprattutto il rispetto dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019altro, principio riconosciuto da tutte le religioni universali. Ed \u00e8 per questo che oggi, all\u2019inizio del nuovo anno, a testimonianza della continuit\u00e0 e della priorit\u00e0 di questo tema, come primo atto ufficiale della politica estera italiana del 2013 viene lanciato il seminario internazionale che si svolger\u00e0 l\u201911 febbraio alla Farnesina. Seguito naturale della riunione di New York, l\u2019incontro di Roma sar\u00e0 allargato alle universit\u00e0, ai centri di ricerca, e ai media, compresi i social network. Si tratta di attori che devono diventare veri e propri \u00abagenti della conoscenza\u00bb, impegnati a favorire il dialogo tra fedi, culture e civilt\u00e0. La tolleranza non basta. Bisogna lavorare per una vera coesistenza, basata sul pieno rispetto dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019altro. <\/P><br \/>\n<P>Con questo spirito vorrei concludere ricordando che, fra qualche giorno, ricorreranno i tre anni dalla scomparsa di uno dei figli pi\u00f9 valorosi della nostra comunit\u00e0, unita nei valori e nei sentimenti: padre Gian Battista Maffi, missionario bergamasco che dedic\u00f2 la sua esistenza alla solidariet\u00e0 verso gli ultimi e pi\u00f9 poveri, e spese quelli che sarebbero stati i suoi ultimi anni di vita negli studi arabi e islamisti, intessendo profonde relazioni con molti studiosi musulmani. <\/P>Per onorare figure come la sua, ed i martiri di tutte le fedi, dobbiamo sempre lasciarci guidare da uno dei tanti preziosi insegnamenti contenuti nella \u00abPacem in terris\u00bb: l\u2019autorit\u00e0 \u00e8 soprattutto una forza morale, deve quindi in primo luogo fare appello al dovere, che ciascuno ha, di portare volenterosamente il suo contributo al bene di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ad aprile ricorreranno i cinquanta anni della \u00abPacem in terris\u00bb, enciclica nella quale culmin\u00f2 il Magistero di Papa Giovanni XXIII, e le parole altissime che quel testo racchiude mantengono inalterato il loro straordinario vigore morale. 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