{"id":24352,"date":"2012-12-03T08:39:15","date_gmt":"2012-12-03T07:39:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/12\/20121203_mediooriente\/"},"modified":"2012-12-03T08:39:15","modified_gmt":"2012-12-03T07:39:15","slug":"20121203_mediooriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/12\/20121203_mediooriente\/","title":{"rendered":"Terzi: \u00abMedio Oriente Ora bisogna rilanciare il processo di pace\u00bb (L\u2019Eco di Bergamo)"},"content":{"rendered":"<p><P>L\u2019Italia ha votato s\u00ec alla richiesta palestinese di diventare Stato osservatore all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ne parliamo con il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro, cosa accadr\u00e0 ora? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLe priorit\u00e0 assolute sono il rilancio del processo di pace e la stabilizzazione della regione mediorientale, che \u00e8 assolutamente necessaria e per la quale tutti devono impegnarsi. I Paesi europei si sono presentati molto divisi nel voto all&#8217;Onu, ma concordano sull&#8217;essere fattori di impulso del processo di pace. L&#8217;Italia e i Paesi Ue vogliono rappresentare un elemento costruttivo per il rilancio della pace nella regione. Quanto al voto all&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu, \u00e8 stata una decisione sicuramente ponderata: la linea del governo italiano \u00e9 stata espressa dalla presidenza del Consiglio ed \u00e9 stata ben chiarita nel comunicato del premier. Ora i palestinesi devono impegnarsi a sedersi al tavolo del negoziato senza precondizioni; a non utilizzare il successo in seno all&#8217;Assemblea generale come un elemento per avviare procedimenti presso la Corte penale internazionale, nel senso di un&#8217;ulteriore pressione giuridica e politica su una delle due parti del negoziato. Soprattutto, serve l&#8217;impegno a vedere nel complesso delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza una chiave fondamentale per portare avanti il negoziato\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>II bacino del Mediterraneo \u00e8 per noi cruciale, ma se guardiamo alla crisi dell&#8217;area non possiamo che preoccuparci. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIn Siria l&#8217;utilizzo di armi bandite dalla comunit\u00e0 internazionale e addirittura su bambini \u00e8 un ulteriore e intollerabile innalzamento del livello dell&#8217;attacco ai civili delle milizie di Assad, cominciato con la pulizia etnica nelle citt\u00e0. \u00c8 una guerra civile orribile. E tuttavia ci sono sviluppi importanti per un dopo Assad. A Doha, per la prima volta, le opposizioni si sono coalizzate lungo la linea di un\u2019inclusivit\u00e0 che l&#8217;Italia incoraggia, dandosi strutture di direzione politica e comando delle operazioni che dovrebbero anche bloccare la penetrazione di forze jihadiste e aumentare l&#8217;efficacia militare\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qual \u00e8 il ruolo dell&#8217;Italia? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abL&#8217;Italia, con i principali Paesi europei, con gli Stati Uniti e con i Paesi del Golfo, \u00e8 fortemente impegnata a sostenere questo processo di costruzione di un&#8217;alternativa al regime. L&#8217;aver nominato un inviato speciale per il Medio Oriente all&#8217;inizio del mandato mi ha consentito di svolgere un&#8217;azione diretta. Siamo nei gruppi pi\u00f9 ristretti di consultazione e siamo in contatto con diversi livelli dell&#8217;opposizione. Abbiamo ospitato numerosi incontri a Roma, e, per citare un esempio, qualche giorno fa ho ricevuto una trentina di partecipanti a un corso di formazione con attivisti venuti da Damasco e Homs. Il vero punto \u00e8 la posizione della Russia. Ma ora la guerra civile rappresenta una minaccia che la coinvolge\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Veniamo a Gaza e al ruolo determinante dell&#8217;Egitto, dove per\u00f2 ora l&#8217;opposizione interna al leader sta crescendo. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abPer la seconda volta il presidente Morsi ha colto un momento favorevole all&#8217;esterno per ridisegnare le cose all&#8217;interno, prima coni militari ora con i giudici. \u00c8 fondamentale tener presente e sostenere il suo ruolo nel processo di pace, visto che ora le forze radicali potrebbero portare a una seria destabilizzazione dell&#8217;area\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Tra i rischi c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;intolleranza religiosa, tema sul quale lei \u00e8 molto impegnato.<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>\u00abImpossibile non esserlo. Penso ai cristiani uccisi in Nigeria. Parler\u00f2 presto con l&#8217;arcivescovo di Abuja, il cardinal Onaiyekan, per congratularmi personalmente per la porpora e per sottolineare l&#8217;attenzione con la quale il governo italiano segue la situazione. Sul dialogo interreligioso abbiamo bisogno dell&#8217;appoggio dei Paesi africani. Dopo l&#8217;iniziativa all&#8217;Onu con la Giordania, stiamo organizzando un Forum internazionale a febbraio e a Bruxelles abbiamo posto la questione come prioritaria nell&#8217;agenda europea\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>In Europa, come membro del gruppo Weimar Plus che riunisce i ministri di Esteri e Difesa di Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia, lei ha lanciato l&#8217;iniziativa \u00abMore Europe\u00bb per il coordinamento delle politiche di Difesa. In cosa consiste? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abOccorre andare verso un mercato unico dell&#8217;industria della Difesa, tenendo conto che l&#8217;Europa deve saper efficacemente cooperare al suo interno per promuovere la sua sicurezza esterna, dalle missioni all&#8217;estero alla sorveglianza verso le possibili situazioni di crisi che tocchino i Paesi vicini, alle missioni umanitarie e di mediazione per affrontare situazioni come quelle del Mali e della Somalia. Il primo passo \u00e8 avere tecnologie avanzate meno costose e pi\u00f9 efficienti, in un periodo in cui gli Stati nazionali dispongono di risorse sempre pi\u00f9 esigue e le crisi sono sempre pi\u00f9 multidimensionali. La Difesa \u00e8 un tema cruciale, ad esempio, nei rapporti con la Russia e in questi mesi abbiamo pi\u00f9 volte sottolineato che il concetto di indivisibilit\u00e0 della sicurezza rende indispensabile la cooperazione con la Russia. Quello fra la Nato e la Russia \u00e8 un rapporto che consideriamo strategico e al quale teniamo molto. Ne ho parlato nei mesi scorsi nei miei incontri avuti a Mosca sia con Medvedev che con il collega Lavrov, evocando lo &#8220;spirito di Pratica di Mare&#8221;, e lo ribadir\u00f2 alla riunione del Consiglio Nato-Russia la prossima settimana a Bruxelles\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Intanto l&#8217;America riparte con Obama. Un Paese che lei conosce molto bene. <\/STRONG><\/P>\u00abNel secondo mandato Obama si apre un nuovo spazio di collaborazione in ambito G8 e G20, per strutturare con nuove regole commerciali tutta l&#8217;area e per rilanciare la crescita. Un nuovo modo di intendere il rapporto transatlantico e, in particolare, i rapporti con l&#8217;Unione europea L&#8217;esperienza di questi anni vissuti fra le due sponde dell\u2019Atlantico mi ha insegnato che gli Stati Uniti chiedono un&#8217;Europa solida e coesa, con una voce sola e un profilo alto nello scenario internazionale. Per questo nei contatti di questi mesi con Washington e negli incontri con Hillary Clinton ho sottolineato il forte contributo del governo Monti per far uscire l&#8217;Europa dalla crisi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia ha votato s\u00ec alla richiesta palestinese di diventare Stato osservatore all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ne parliamo con il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. Ministro, cosa accadr\u00e0 ora? \u00abLe priorit\u00e0 assolute sono il rilancio del processo di pace e la stabilizzazione della regione mediorientale, che \u00e8 assolutamente necessaria e per la quale tutti devono [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[6,76],"class_list":["post-24352","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-mediterraneo-e-medio-oriente","tag-ministri-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24352"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24352\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}