{"id":24366,"date":"2012-11-21T08:33:21","date_gmt":"2012-11-21T07:33:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/11\/20121121_intervista_assiomforex\/"},"modified":"2012-11-21T08:33:21","modified_gmt":"2012-11-21T07:33:21","slug":"20121121_intervista_assiomforex","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/11\/20121121_intervista_assiomforex\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervista"},"content":{"rendered":"<p><P>Ringraziamo il Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi, diplomatico di lungo corso dal curriculum esemplare, per l&#8217;intervista gentilmente concessa e nella quale abbiamo affrontato il percorso che il nostro Paese ha fatto insieme agli altri Paesi UE in un periodo di crisi che ha di fatto cambiato i modelli economici e sociali di riferimento. L&#8217;impegno comune di cittadini e Governo nel porsi al centro di un processo di ricerca del ritorno alla crescita economica ha trovato certamente un forte supporto nei processi di internazionalizzazione dell&#8217;imprenditoria e nel ritrovato ruolo del sistema bancario.<\/P><br \/>\n<P>Ma se la Farnesina ha un ruolo decisivo nel miglioramento del &#8220;business climate&#8221; del nostro Paese, le imprese italiane per prime dovranno saper guardare oltre i confini di un mercato sempre pi\u00f9 globale dove la dimensionalit\u00e0 diventa cruciale quanto le strategie commerciali e di investimento per sopravvivere alla sfida della competitivit\u00e0 internazionale.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>1. Si cerca di guardare all&#8217;uscita dalla crisi, ma \u00e8 inevitabile guardarsi indietro all&#8217;impatto economico e sociale di questa crisi, ritiene che il modello di crescita italiano e pi\u00f9 in generale europeo abbiano subito modifiche sostanziali? E quanto queste possono essere costruttive per guardare al futuro?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Le societ\u00e0 europee sono riuscite a trovare un giusto equilibrio tra il profitto e l&#8217;uguaglianza, ma le condizioni sociali di questi ultimi anni sono purtroppo in contrasto con i risultati raggiunti nel corso dei precedenti 60 anni. Dal 2009, gli Europei hanno accettato tagli nel reddito e nella spesa sociale. L&#8217;alto debito pubblico di molti Paesi rende nervosi e spesso irrazionali i mercati. <\/P><br \/>\n<P>I leader europei oggi debbono far accettare misure di rigore ai cittadini provati da questa lunga crisi, rassicurare i mercati e affrontare problemi di competitivit\u00e0 ormai annosi. <\/P><br \/>\n<P>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che l&#8217;Europa deve riavviare un processo di crescita, altrimenti il modello di vita europeo e il ruolo stesso dell&#8217;Europa nel mondo saranno a rischio. <\/P><br \/>\n<P>Continuo a credere molto nel modello europeo. Molti Paesi ammirano e cercano di imitare questo modello, che va migliorato, non abbandonato. Occorre stimolare una maggiore competizione tra le imprese, liberare le capacit\u00e0 di innovazione e crescita per affrontare le nuove sfide poste dalla competizione globale, senza perdere di vista il mantenimento della coesione interna. Queste trasformazioni richiederanno uno sforzo collettivo, a livello europeo, per garantire maggiore flessibilit\u00e0 e mobilit\u00e0 del lavoro, una pi\u00f9 efficiente gestione della mobilit\u00e0 dei capitali e un nuovo equilibrio tra la libert\u00e0 economica e la sicurezza sociale. Un&#8217;impresa difficile, ma alla nostra portata. <STRONG>2. Se l&#8217;internazionalizzazione \u00e8 la carta vincente per l&#8217;imprenditoria italiana pensa che questa spinta ad incentivare l&#8217;export all&#8217;estero permetter\u00e0 anche un consolidamento delle medie imprese italiane sul modello tedesco con l&#8217;inserimento di catene distributive organizzate (tipo supply chain) evolvendo dalla struttura sin ad ora improntata sulla piccola e media impresa, pi\u00f9 vulnerabile alla crisi? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La globalizzazione produce economie sempre pi\u00f9 integrate e competitive, in cui le PMI sono costrette ad affrontare nuovi scenari: penso all&#8217;abbassamento o alla sparizione di barriere doganali, all&#8217;accorciamento del ciclo di vita dei prodotti, all&#8217;impossibilit\u00e0 di controllare o influire sui prezzi delle materie prime o dei semilavorati che dipendono da fornitori globali. Penso soprattutto alla concorrenza molto intensa.<\/P><br \/>\n<P>Le varie forme di cooperazione internazionale possono consentire alle piccole e medie imprese di essere competitive in mercati sempre pi\u00f9 agguerriti.<\/P><br \/>\n<P>Per questo motivo, componente essenziale della diplomazia per la crescita \u00e8 l&#8217;impegno della Farnesina, attraverso le Ambasciate e i Consolati, per incoraggiare joint ventures, promuovere i contatti tra imprese sostenendo la loro partecipazione alle fiere, individuare i potenziali benefici dei vari mercati, offrire alle PMI ogni utile forma di assistenza per sviluppare partenariati internazionali.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>3. Quale potrebbe essere il ruolo del sistema bancario in questo processo di internazionalizzazione, cosa a suo avviso \u00e8 gi\u00e0 stato fatto e cosa si potrebbe implementare? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il ruolo del sistema bancario italiano nei processi d&#8217;internazionalizzazione \u00e8 cruciale per il nostro sistema produttivo, poich\u00e9 contribuisce a promuovere gli interessi economici italiani all&#8217;estero e a sostenere il nostro export, anche attraverso la diffusione ed il miglioramento di prodotti e servizi bancari e finanziari made in Italy. <\/P><br \/>\n<P>Le nostre banche negli ultimi anni hanno migliorato l&#8217;efficacia del proprio ruolo nei mercati esteri. Oggi la presenza all&#8217;estero non \u00e8 pi\u00f9 considerata solo come accessoria alle attivit\u00e0 italiane, ma come vera e propria penetrazione su mercati nuovi che si devono affiancare al mercato italiano. La tendenza \u00e8 ad incrementare l&#8217;operativit\u00e0 internazionale. <\/P><br \/>\n<P>Nel quadro della diplomazia per la crescita, la Farnesina ha sviluppato forme di collaborazione con ABI e con la rete estera delle principali banche italiane, per arricchire di una componente cruciale l&#8217;azione di assistenza alle nostre imprese, ed anche per ampliare le opportunit\u00e0 di business dello stesso sistema bancario. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>4. Gli operatori sono molto attenti a questi cambiamenti in atto anche perch\u00e9 la nostra Borsa risulta molto concentrata su pochi Gruppi societari e sarebbe importante che alcune Corporates di eccellenza si quotassero o che nuove Corporates gi\u00e0 presenti sull&#8217;estero si avvicinassero al nostro mercato, permettendo di attrarre capitali internazionali. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quali misure ritiene necessarie perch\u00e9 ci\u00f2 possa avvenire, servono di pi\u00f9 le agevolazioni fiscali o una riduzione del peso della burocrazia?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Innanzitutto \u00e8 importante attrarre investimenti stranieri in Italia, che possano creare nuovi posti di lavoro e contribuire sia alla formazione di capitale umano che all&#8217;attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo. Gli investimenti esteri sono fondamentali per rilanciare la competitivit\u00e0 complessiva del nostro Paese, e stimolano la crescita della nostra imprenditoria, poich\u00e9 favoriscono il cambiamento dei modelli di specializzazione produttiva.<\/P><br \/>\n<P>Anche le istituzioni devono fare sino in fondo la loro parte, e l&#8217;efficienza della pubblica amministrazione, come pure il sistema legale e di tutela dei diritti di propriet\u00e0, sono determinanti per incrementare gli investimenti esteri in Italia. <\/P><br \/>\n<P>A riprova del nostro impegno su questo, la &#8220;Cabina di Regia per l&#8217;internazionalizzazione&#8221;, istituita lo scorso giugno dalla Farnesina e dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha proposto la costituzione di un Desk per gli investitori, e la mappa delle principali opportunit\u00e0 di investimento in Italia verr\u00e0 diffusa dalle nostre Ambasciate nei Paesi dove operano gli investitori pi\u00f9 interessati all&#8217;Italia. <\/P><br \/>\n<P>La rete estera della Farnesina svolger\u00e0 un ruolo decisivo anche per accrescere la consapevolezza della comunit\u00e0 d&#8217;affari internazionale sulle azioni in corso per il miglioramento del &#8220;business climate&#8221; nel nostro Paese. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>5. Per concludere quale auspicio per le esportazioni italiane e vi sono aree come il Mediterraneo o il corno d&#8217;Africa dove sar\u00e0 possibile tornare ad avere una presenza italiana stabile e produttiva oppure l&#8217;Asia e la Cina restano i maggiori poli di attrazione per le imprese italiane?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Le esportazioni rappresentano circa un quarto del PIL italiano e sono fondamentali per rilanciare la crescita del nostro sistema economico. Anche se l&#8217;Unione Europea assorbe oltre la met\u00e0 delle produzioni italiane, i maggiori incrementi nell&#8217;ultimo anno si sono avuti verso i grandi Paesi emergenti: Russia, Cina, Turchia e Brasile, grandi mercati di sbocco anche grazie al crescente potere di acquisto di larghe fasce medie di quelle popolazioni. <\/P><br \/>\n<P>La stagione delle primavere arabe apre nuove opportunit\u00e0 per la nostra presenza nel &#8220;Grande Mediterraneo&#8221;, i cui dati sono gi\u00e0 impressionanti: nel 2011 l&#8217;export verso l&#8217;area \u00e8 cresciuto del 19%, e l&#8217;interscambio totale ammonta a 80 miliardi di Euro.<\/P><br \/>\n<P>Nella regione operano 3300 imprese italiane, 500 solo in Egitto.<\/P><br \/>\n<P>Il sostegno alle esportazioni verso i mercati a pi\u00f9 alto potenziale e la crescita degli investimenti italiani all&#8217;estero sono le due priorit\u00e0 della diplomazia per la crescita. La Farnesina, in raccordo con i principali players dell&#8217;internazionalizza-zione, Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia per la Promozione\/ICE, Confindustria e altre associazioni di categoria, sta mettendo a punto, da qui a fine anno, una serie di iniziative mirate: Business forum, country presentation e road shows che riguarderanno Paesi come l&#8217;Angola, il Sud Africa e il Mozambico, la Libia e i Paesi ASEAN. <\/P>Fondamentali anche gli appuntamenti istituzionali, le Commissioni Miste con Iraq e Palestina, e i Vertici bilaterali con Egitto e Algeria, con la partecipazione della componente imprenditoriale, che saranno momenti importanti per il consolidamento delle relazioni bilaterali con Paesi che consideriamo strategici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ringraziamo il Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi, diplomatico di lungo corso dal curriculum esemplare, per l&#8217;intervista gentilmente concessa e nella quale abbiamo affrontato il percorso che il nostro Paese ha fatto insieme agli altri Paesi UE in un periodo di crisi che ha di fatto cambiato i modelli economici e sociali di riferimento. 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