{"id":24414,"date":"2012-10-16T07:34:37","date_gmt":"2012-10-16T05:34:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/10\/20121016_intervistaterzi_lunita\/"},"modified":"2012-10-16T07:34:37","modified_gmt":"2012-10-16T05:34:37","slug":"20121016_intervistaterzi_lunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/10\/20121016_intervistaterzi_lunita\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervista"},"content":{"rendered":"<p><P>\u00abNon esiste una soluzione militare alla crisi siriana. Ed una soluzione politica passa necessariamente per un coinvolgimento della Russia. Questa resta una strada in salita, ma \u00e8 un passaggio obbligato anche per realizzare quella missione di peace-keeping che l&#8217;Italia auspica da tempo\u00bb. A sostenerlo \u00e8 il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. L&#8217;Unit\u00e0 lo ha intervistato di ritorno dalla riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri Ue in Lussemburgo. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Signor ministro, l&#8217;inviato speciale dell&#8217;Onu e Lega Araba per la Siria, Lakhdar Brahimi, pensa ad una missione dl peace-keeping in Siria. Qual \u00e8 in proposito la posizione dell&#8217;Italia? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abBen prima di Brahimi, \u00e8 stata l&#8217;Italia, ed io personalmente, ad auspicare una missione significativa di peace-keeping in Siria. Una missione che continuiamo ad auspicare. Ma perch\u00e9 ci\u00f2 possa accadere c&#8217;\u00e8 bisogno di un via libera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, come \u00e8 avvenuto per il Libano, e ci\u00f2 comporta necessariamente un coinvolgimento della Russia nella ricerca di una soluzione politica alla crisi siriana\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Una strada in salita&#8230; <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abPurtroppo \u00e8 cos\u00ec ma resta una strada obbligata. Di Siria si \u00e8 molto parlato l&#8217;altra sera nell&#8217;incontro in Lussemburgo con il ministro degli Esteri della Federazione russa, Serghei Lavrov. Il punto di partenza \u00e8 la condivisione, da parte di tutti i Paesi membri dell&#8217;Unione, che una soluzione politica della crisi siriana non pu\u00f2 che poggiare sull&#8217;Action plan, stabilito a Ginevra ed accettato dagli Usa, dalla Russia e dai Paesi europei. Questo piano, \u00e8 bene ricordarlo, prevede la cessazione delle violenze, l&#8217;avvio di un percorso di transizione con la partecipazione di tutte le principali forze politiche della societ\u00e0 siriana e l&#8217;uscita di scena di Bashar al-Assad, anche se non necessariamente dell&#8217;intero regime ma certamente delle personalit\u00e0 pi\u00f9 coinvolte in questa orrenda carneficina che va avanti da diciannove mesi. Il punto \u00e8 che il comportamento di Assad e degli uomini a lui pi\u00f9 vicini continua ad accrescere la violenza della guerra civile anche da parte dell&#8217;opposizione armata, alla quale si stanno unendo negli ultimi mesi componenti jihadiste, non diffuse ma che si stanno radicando nel territorio. Il cronicizzarsi di questo confronto d\u00e0 un senso d&#8217;impotenza alla Comunit\u00e0 internazionale e allora ci si chiede come Brahimi possa dare nuovo vigore al piano di Ginevra\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>E qui rientra in gioco il ruolo della Russia. Quali le novit\u00e0? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNell&#8217;incontro in Lussemburgo, Lavrov ha da un lato confermato l&#8217;impegno russo al Piano di Ginevra, ma dall&#8217;altro ha dato la sensazione di non vedere pi\u00f9 l&#8217;uscita di scena di Bashar al-Assad come un obiettivo immediatamente perseguibile. Questo \u00e8 stato letto da molti come un certo arretramento di Mosca dal processo di transizione configurato dal Piano di Ginevra\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Come leggere questo arretramento? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abSi possono azzardare delle ipotesi: pu\u00f2 darsi che questo sia determinato dal fatto che l&#8217;uscita di scena, almeno nell&#8217;immediato, di Assad venga ritenuta a Mosca una condizione impossibile, o alla base possono esserci considerazioni pi\u00f9 legate alla visione che la Russia ha dei processi di trasformazione delle &#8220;Primavere arabe&#8221; e di quel senso di incertezza di fondo che Mosca vede nell&#8217;assestamento finale di questi regimi soprattutto per quanto riguarda le condizioni di sicurezza regionale. Resta il fatto che ricercare i termini di un coinvolgimento pi\u00f9 costruttivo e determinante della Russia resta un passaggio ineludibile per una soluzione politica alla crisi siriana. Se questo avviene, una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu ha concrete possibilit\u00e0 di vedere la luce, e l&#8217;ipotesi di una missione di osservatori robusta, quindi dotata di un numero di uomini in grado di far rispettare il cessate il fuoco in ormai numerosi punti di attrito, a cominciare da Aleppo, Homs e Daraa, potrebbe realizzarsi. Nel frattempo, \u00e8 giusto farsi carico da parte dell&#8217;Ue, e l&#8217;Italia far\u00e0 in questo senso la sua parte, dell&#8217;emergenza umanitaria, in particolare della condizione dei rifugiati, come richiesto dai Paesi confinanti la Siria, a cominciare dalla Turchia. Cos\u00ec come \u00e8 importante lavorare, e l&#8217;Italia lo sta facendo, per rafforzare e qualificare l&#8217;unit\u00e0 delle forze di opposizione ad Assad, condizione per delineare un processo di transizione condiviso internamente e sul piano internazionale\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Nella ricerca di una soluzione politica della crisi siriana, spesso viene evocato l&#8217;Iran, lo stesso Paese che l&#8217;Ue ha sottoposto a nuove sanzioni. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa volont\u00e0 europea, e in essa dell&#8217;Italia, \u00e8 di continuare nella strada dell&#8217;approccio del &#8220;doppio binario&#8221; per portare l&#8217;Iran al tavolo del negoziato in modo serio, discutendo concretamente come trovare una soluzione, nella linea del Consiglio di Sicurezza. Il messaggio inviato a Teheran \u00e8 chiaro: occorre trovare una soluzione in tempi rapidi per porre termine all&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio a livelli compatibili con un armamento nucleare. In questo senso, le sanzioni sono uno strumento doloroso ma necessario. E le ricadute avute sull&#8217;economia iraniana testimoniano la loro efficacia. L&#8217;Iran potrebbe rappresentare un elemento di stabilit\u00e0 nella Regione, a patto, per\u00f2, che la nube rappresentata dall&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio e dal programma nucleare venga chiarita in maniera inequivocabile\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Dal Medio Oriente all&#8217;Africa. Oggi alla Farnesina sar\u00e0 ricordato il Ventennale degli Accordi di pace in Mozambico. Il Mozambico pu\u00f2 essere considerato un caso di scuola del rapporto tra politica estera e cooperazione allo sviluppo? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abDirei proprio di s\u00ec, e con orgoglio. Il Mozambico \u00e8 davvero un caso di scuola nel dimostrare come i nostri interventi di cooperazione abbiano saputo sostenere la politica estera dell&#8217;Italia in una regione cruciale per la stabilit\u00e0 di un intero Continente e per la crescita sociale ed economica del quel Paese. Di recente sono stato in missione a Maputo e ho riscontrato come sia vivissima l&#8217;immagine di una Italia che ha giocato questo ruolo determinante. La cooperazione \u00e8 sempre pi\u00f9 componente essenziale della politica estera\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abNon esiste una soluzione militare alla crisi siriana. Ed una soluzione politica passa necessariamente per un coinvolgimento della Russia. Questa resta una strada in salita, ma \u00e8 un passaggio obbligato anche per realizzare quella missione di peace-keeping che l&#8217;Italia auspica da tempo\u00bb. A sostenerlo \u00e8 il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. 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