{"id":24435,"date":"2012-10-01T08:33:16","date_gmt":"2012-10-01T06:33:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/10\/20121001_terzinazioniunite\/"},"modified":"2012-10-01T08:33:16","modified_gmt":"2012-10-01T06:33:16","slug":"20121001_terzinazioniunite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/10\/20121001_terzinazioniunite\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervista"},"content":{"rendered":"<p><P>Il ministro degli Affari esteri Giulio Terzi, che domani a Milano aprir\u00e0 il Forum della cooperazione, tira le somme della settimana Onu alla 67^ Assemblea generale, alla quale ha partecipato anche il premier Monti. Siria e mar\u00f2 sono le due grandi questioni che restano aperte, ma il bilancio che il ministro traccia, lascia intravedere un lavoro di ricomposizione paziente per riportare l&#8217;Italia a essere il punto di riferimento europeo per l&#8217;area mediterranea. Giulio Terzi \u00e8 tornato da ministro degli Esteri all&#8217;Onu, dove ha operato a pi\u00f9 riprese nel corso della carriera diplomatica, fino a diventare capo della Rappresentanza italiana presso le Nazioni Unite. Ride quando gli si chiede com&#8217;\u00e8 tornare a casa. \u00abStrano, bello. Sono preoccupatissimo per\u00f2 per la paralisi del Consiglio di sicurezza. Sembra di essere tornati agli anni &#8217;90, con questa difesa di sfere di influenza attraverso il veto\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il governo tecnico ha ormai dieci mesi. Che cosa significa farne parte come ministro?<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>\u00abPer me significa viaggiare molto pi\u00f9 di quanto facessi da ambasciatore. In questi mesi il lavoro \u00e8 stato soprattutto di tessitura. Ora penso che il disegno complessivo cominci a vedersi\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il premier Monti proprio qui a New York ha per la prima volta dichiara una sua disponibilit\u00e0 a eventualmente ricoprire un ruolo anche oltre la scadenza del governo tecnico nel caso il Paese lo richiedesse. La disponibilit\u00e0 sarebbe personale o dello staff? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLe parole del presidente Monti confermano quello spirito di servitore dello Stato che ha animato la sua azione in questi mesi. \u00c8 questa la cifra del Governo Monti\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Mar\u00f2: la situazione \u00e8 ancora sospesa. Eppure la Carta dell&#8217;Onu stabilisce la giurisdizione del Paese di provenienza sui soldati in missione internazionale.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa situazione, come ho gi\u00e0 detto, \u00e8 inaccettabile e inammissibile. Aspettiamo con trepidazione e fiducia la sentenza della corte suprema indiana. Il diritto internazionale \u00e8 dalla nostra parte. Quello stesso diritto che regola le operazioni di pace cui l&#8217;India, grande democrazia, partecipa attivamente e che quindi confidiamo intenda rispettare\u00bb.<STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro, l&#8217;Italia ha sostenuto le primavere arabe, ma la delusione sembra ora prevalere nelle popolazioni dell&#8217;area. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abEppure un processo di cambiamento \u00e8 stato avviato e, sicuramente con situazioni a rischio ancora da chiudere, penso al disarmo in Libia, questa settimana sono stati portati all&#8217;Onu segnali importanti. Penso al discorso del presidente egiziano Morsi che d\u00e0 spazio alla speranza che un Islam moderato nel Mediterraneo possa rafforzarsi come interlocutore per l&#8217;Europa. I rapporti con l&#8217;Egitto restano per l&#8217;Italia cruciali, sia dal punto di vista politico sia economico visto che rappresentano un quinto dei nostri scambi nell&#8217;area. La riunione dei Paesi del G8 con i partner del Mediterraneo qui a New York, alla quale ha partecipato il segretario di Stato Hillary Clinton, \u00e8 stata centrata sul tema dello sviluppo della piccola e media impresa nei Paesi della primavera araba. E l&#8217;Italia ha riscosso da Clinton un forte apprezzamento per quanto stiamo facendo, dato che il 98% di queste economie \u00e8 costituito proprio da piccole imprese. La cooperazione economica diventa un fattore di stabilizzazione anche politica\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Gli incontri di preparazione e il lavoro condotto questa settimana indicano che l&#8217;Italia riprende la tradizionale attenzione verso Mediterraneo e Africa? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abDiciamo un Mediterraneo che si prolunga a est e a sud. Con l&#8217;intento di dare spazio alla diplomazia della crescita, attraverso accordi economici, e alla diplomazia politica per incanalare e facilitare la comunicazione di questi Paesi verso l&#8217;Europa. \u00c8 un compito per l&#8217;Italia naturale, vista la sua collocazione geografica, e assolutamente essenziale per l&#8217;area\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Va inserita in questo quadro la firma del Tap con Grecia e Albania, l&#8217;accordo per il gasdotto tran adriatico avvenuta venerd\u00ec? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00ab\u00c8 un progetto strategico per tutta l&#8217;Europa che permetter\u00e0 al gas proveniente dal Caucaso di arrivare nei paesi Ue diminuendo la dipendenza da altre fonti. L&#8217;idea \u00e8 di far diventare l&#8217;Italia una sorta di hub per l&#8217;interscambio Mediterraneo-Europa. Continueremo su questa strada, in questi giorni abbiamo fissato l&#8217;incontro con il segretario dell&#8217;unione per il Mediterraneo, Sijilmassi E se allarghiamo lo sguardo all&#8217;Africa, c&#8217;\u00e8 il positivo accordo di collaborazione Sudan\/Sud Sudan per la collaborazione commerciale e la divisione del petrolio. Un accordo che l&#8217;Italia ha sempre caldeggiato, in una visione di sicurezza dell&#8217;area\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma c&#8217;\u00e8 anche la Siria: lei ha detto che la carneficina deve finire, ma anche che il modello libico di intervento internazionale \u00e8 improponibile. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLo \u00e8. Ma dobbiamo fronteggiare l&#8217;emergenza umanitaria di centinaia di migliaia di profughi, destinati a crescere. L&#8217;unico dato positivo, emerso anche dagli incontri che abbiamo avuto a Roma prima dell&#8217;Assemblea, \u00e8 che i diversi gruppi siriani sembrano maggiormente decisi a coordinarsi. La comunit\u00e0 internazionale pu\u00f2 per ora lavorare sui margini. Si \u00e8 ripreso a parlare di corridoi umanitari nelle zone non pi\u00f9 controllate dal regime, ci stiamo lavorando\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ma la decisione spetta al Consiglio di sicurezza, che \u00e8 bloccato. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abL&#8217;aspetto pi\u00f9 triste di tornare all&#8217;Onu da ministro degli Esteri \u00e8 stato trovare un Consiglio paralizzato, tornato agli anni Novanta mentre la necessit\u00e0 della riforma Onu \u00e8 assoluta. In Siria i corridoi devono essere garantiti da forze militari internazionali e per questo occorre l&#8217;assenso del Consiglio di sicurezza\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Insieme alla Siria \u00e8 stata la questione iraniana, in particolare l&#8217;intervento del primo ministro israeliano Netanyahu, a essere protagonista dell&#8217;Assemblea con la trovata didattico-politica della linea rossa disegnata sul grafico a forma di bomba. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abTutti i Paesi della regione e l&#8217;Unione europea sono molto preoccupati per il programma nucleare iraniano. La sicurezza di Israele \u00e8 fondamentale e Netanyahu ha voluto mostrare con chiarezza che intende fermare il processo prima che sia possibile costruire una bomba, confermando ancora una volta che l&#8217;ipotesi di un attacco all&#8217;Iran \u00e8 tra le opzioni sul tavolo. Noi condividiamo l&#8217;obiettivo di impedire all&#8217;Iran di avere capacit\u00e0 militari nucleari, ma crediamo che la sanzioni al momento restino strumento efficace da utilizzare e rafforzare\u00bb. <\/P><br \/>\n<P>Presentata la biografia dell&#8217;ex segretario <\/P><br \/>\n<P>\u00abHammarskjold, l&#8217;ex leader ha rivoluzionato l&#8217;Onu\u00bb (L\u2019Eco di Bergamo)<\/P><br \/>\n<P>30 settembre 2012<\/P><br \/>\n<P>L\u2019eco di Bergamo<\/P><br \/>\n<P>Valeria Robecco<\/P><br \/>\n<P>\u00abMai misura re l&#8217;altezza di una montagna fino a che non ne hai raggiunto la cima, allora capirai quanto fosse bassa\u00bb: per il ministro degli Esteri Giulio Terzi \u00e8 racchiusa in queste parole \u00abl&#8217;eredit\u00e0 pi\u00f9 importante dell&#8217;ex segretario generale dell&#8217;Onu, Dag Hammarskjold, che ancora sopravvive nelle Nazioni Unite del 21 secolo\u00bb. <\/P><br \/>\n<P>Il titolare della Farnesina, insieme al vice segretario generale Jan Eliasson, ha presentato ieri all&#8217;Istituto italiano di cultura di New York il libro di Susanna Pesenti, giornalista dell&#8217;Eco di Bergamo, sul secondo leader del Palazzo di Vetro, in carica dal 1953 al 1961, di cui lo stesso ministro ha redatto la prefazione. <\/P><br \/>\n<P>Hammarskjold, morto una notte di oltre cinquant&#8217;anni fa nei cieli del Congo (allora Rhodesia del Nord), nel corso di una missione di pace nel Paese africano, \u00e8 raccontato come una figura poliedrica, di grande fascino umano e politico. E soprattutto un riformatore. \u00abQuando, il 18 settembre 1961, \u00e8 morto Dag Hammarskjold, ero un giovane cadetto della Marina svedese. Quel giorno ho deciso che avrei servito le Nazioni Unite\u00bb, ha raccontato Eliasson. <\/P><br \/>\n<P>Per Terzi Hammarskjold \u00e8 \u00abun personaggio complesso, motivato da valori etici forti e radicati, mosso dal senso di una missione forse impossibile per quei tempi, ma di grande rilievo persino in un lunghissimo orizzonte temporale\u00bb. Peacekeeping, evoluzione del sistema Onu, imparzialit\u00e0 e indipendenza: questi sono per il ministro tre aspetti di un&#8217;eredit\u00e0 che si \u00e8 spesso incrociata con l&#8217;azione dell&#8217;Italia all&#8217;estero, e la vocazione del nostro Paese ad un multilateralismo incentrato sulla democrazia e sul dialogo. <\/P><br \/>\n<P>Congo allora, Siria oggi: \u00abDobbiamo riformare il Consiglio di Sicurezza il pi\u00f9 presto possibile perch\u00e9 le Nazioni Unite abbiano l&#8217;efficacia necessaria a risolvere le crisi internazionali\u00bb, ha ribadito Terzi. <\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il ministro degli Affari esteri Giulio Terzi, che domani a Milano aprir\u00e0 il Forum della cooperazione, tira le somme della settimana Onu alla 67^ Assemblea generale, alla quale ha partecipato anche il premier Monti. 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