{"id":24446,"date":"2012-09-28T07:33:13","date_gmt":"2012-09-28T05:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/09\/20120928_intervterzi_socialmedia\/"},"modified":"2012-09-28T07:33:13","modified_gmt":"2012-09-28T05:33:13","slug":"20120928_intervterzi_socialmedia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/09\/20120928_intervterzi_socialmedia\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervista"},"content":{"rendered":"<p><P>&#8220;La Primavera araba \u00e8 stata indubbiamente la pi\u00f9 travolgente manifestazione della domanda di libert\u00e0 e democrazia, veicolata con rapidit\u00e0 dai media digitali. Questi strumenti hanno creato una fitta \u2018rete di libert\u00e0\u2019 fra le nostre case e le pi\u00f9 remote parti del mondo, soprattutto in quei contesti dove i mass-media convenzionali sono sotto censura&#8221;. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant\u2019Agata riconosce alla Rete un ruolo fondamentale per la libera espressione dei cittadini di tutto il mondo, anche quelli che vivono in regimi autoritari. Oggi interviene all&#8217;evento &#8220;Conflitti armati e social media&#8221; della Social Media Week di Torino dove \u00e8 presente via streaming da New York (\u00e8 negli Usa con il premier Mario Monti per l&#8217;assemblea dell&#8217;Onu) e ha rilasciato a Wired questa intervista in esclusiva. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>In che modo i nuovi mezzi digitali hanno cambiato la diplomazia e da quando? La cosiddetta &#8216;Primavera Araba&#8217; dello scorso anno ha in questo senso rappresentato un punto di svolta?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;Le nuove forme di comunicazione e i social media sono un\u2019opportunit\u00e0 unica che ha consentito alla diplomazia di fornire, ma anche di ricevere, informazioni e suggerimenti dai cittadini con una rapidit\u00e0 sinora sconosciuta. Non \u00e8 azzardato sostenere che mai, in passato, una tecnologia aveva portato la diplomazia cos\u00ec vicino alla gente. <\/P><br \/>\n<P>La Rete si configura sempre pi\u00f9 come una conversazione tra persone che possono immediatamente verificare le informazioni, e discuterne tra loro. Per questa ragione sta modificando il modo di fare comunicazione: la Rete rappresenta un\u2019agor\u00e0 molto estesa e densamente popolata, ma al contempo sempre pi\u00f9 complessa. Come Ministro degli Esteri di un grande paese come l\u2019Italia, mi sembra quanto mai opportuno studiare, monitorare e utilizzare attivamente i media digitali, poich\u00e9 sono convinto che siano ormai una componente essenziale anche delle relazioni internazionali. <\/P><br \/>\n<P>I social media permettono ad esempio di cogliere da vicino quelle istanze politiche, economiche e sociali, espresse soprattutto dalle nuove generazioni. La Primavera araba \u00e8 stata indubbiamente la pi\u00f9 travolgente manifestazione della domanda di libert\u00e0 e democrazia, veicolata con rapidit\u00e0 dai media digitali. Quello a cui abbiamo assistito nei Paesi toccati dalle rivolte \u00e8 che, potenzialmente, tutti i cittadini possono rapidamente diventare testimoni e protagonisti di ci\u00f2 che accade intorno a loro. Questi strumenti hanno creato una fitta \u2018rete di libert\u00e0\u2019 fra le nostre case e le pi\u00f9 remote parti del mondo, soprattutto in quei contesti dove i mass-media convenzionali sono sotto censura. <\/P><br \/>\n<P>Penso ad esempio alla giovane blogger tunisina Lina Ben Mhenni, un\u2019attiva promotrice di pace e tolleranza in Tunisia, che ho incontrato sia a Tunisi sia a Torino all\u2019evento \u2018Twiplomacy\u2019. Il ruolo di Lina \u00e8 stato cruciale per portare all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica mondiale il caso drammatico di Mohamed Bouazizi, che avvi\u00f2 quel movimento che rovesci\u00f2 il governo del presidente Zine El-Abidine Ben Ali. Da utilizzatore attivo di Twitter, e dalle nostre corrispondenze digitali, non posso che essere ammirato dal lavoro che Lina fa quotidianamente per raccontare quanto accade nel suo paese, e per contribuire dunque ad un processo di transizione inclusivo di tutte le istanze politiche e sociali&#8221;. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>In che modo l&#8217;informazione generata dai cittadini attraverso mezzi mobili digitali ha cambiato la geografia delle fonti a vostra disposizione? Esiste un servizio di monitoraggio delle informazioni generate da social network da sovrapporre alla rete ufficiale delle notizie raccolte dalle ambasciate?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;I media digitali hanno certamente arricchito la quantit\u00e0 di fonti a nostra disposizione. Il processo di monitoraggio \u00e8 dunque essenziale. Tuttavia, occorre tenere bene in mente due aspetti. Da un lato, l\u2019integrazione con altre fonti \u2018classiche\u2019 necessita di un\u2019attenta selezione e verifica dei contenuti. <\/P><br \/>\n<P>Troppe volte si corre il rischio di contribuire a diffondere notizie non verificate, e che magari dopo qualche ora si sono rivelate false. <\/P><br \/>\n<P>Ricorderete la notizia \u2013 rivelatasi poi infondata \u2013 della liberazione di Rossella Urru, data da Al Jazeera che a sua volta aveva ripreso media mauritani e senegalesi. A solo pochi minuti dalle prime segnalazioni su Twitter, la Rete inizi\u00f2 a festeggiarne la liberazione, contribuendo a viralizzare il corto circuito dell\u2019informazione. Mi verrebbe da dire che si \u00e8 trattato in questo caso di un classico esempio di uso irresponsabile della Rete, che prova come la contrapposizione fra giornalismo tradizionale e informazione digitale sia assolutamente errata. Il mondo nuovo e veloce delle tecnologie ha bisogno degli stessi standard e dello stesso metodo di controllo delle notizie che si richiedevano un tempo, per poter disporre di un\u2019informazione seria e affidabile. <\/P><br \/>\n<P>In secondo luogo, va ricordato che la fruibilit\u00e0 di Internet, e degli strumenti per accedervi, non \u00e8 ugualmente distribuita in tutto il mondo. Esiste un netto \u201cdivario digitale\u201d tra l&#8217;area euro atlantica e, ad esempio, l\u2019Africa, che dovremmo impegnarci a colmare, sostenendo con forza l\u2019acceso alle nuove tecnologie e all\u2019informazione I media digitali possono esercitare un ruolo fondamentale nella crescita democratica delle nazioni, e per questo l\u2019Italia sostiene attivamente l\u2019applicazione di regole condivise, come la Risoluzione ONU in difesa della libert\u00e0 su Internet. <\/P><br \/>\n<P>Sin dal mio arrivo in Farnesina, ho voluto dare un forte impulso sia a livello centrale, che a livello di Rete diplomatica e consolare nel mondo, affinch\u00e9 siano aperti, e utilizzati con regolarit\u00e0, profili istituzionali sui principali social media, fra cui Facebook, Twitter e Youtube. Per questo ritengo necessarie, per i nostri diplomatici che si recano all\u2019estero, l\u2019acquisizione di competenze specifiche attraverso appositi corsi di formazione&#8221;. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Come ha impattato l&#8217;azione di Julian Assange e di Wikileaks sull&#8217;idea di segretezza delle informazioni in vostro possesso? Pi\u00f9 in generale, la possibilit\u00e0 da parte di cittadini di processare enormi quantit\u00e0 di informazioni e\/o dati sta modificando il vostro lavoro?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;Di Internet non dobbiamo certamente avere una visione utopistica: la tecnologia di per s\u00e9 \u00e8 neutra, e prende i valori di chi la utilizza. La &#8216;public diplomacy&#8217; di cui stiamo discutendo \u00e8, al pari del negoziato, delle corrispondenze e dei contatti riservati, uno strumento della diplomazia. Vi sono comunicazioni e valutazioni che devono necessariamente poter contare sulla riservatezza e in alcuni casi la violazione di questa riservatezza non solo ne vanifica il contenuto, ma mette seriamente in pericolo i soggetti coinvolti. Penso alle rivelazioni (mai confermate) di WikiLeaks sui presunti punti di contatto degli Stati Uniti in paesi come l&#8217;Afghanistan dove uomini e donne di liberta&#8217; si battevano in quel periodo e continuano a farlo ogni giorno perch\u00e9 il loro paese possa avere un futuro migliore&#8221;. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quali sono in questo momento i crinali caldi della geopolitica planetaria?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>&#8220;Proprio questa settimana sto prendendo parte con il Presidente Monti alla 67ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove sono in discussione tutti i principali dossier caldi. <\/P><br \/>\n<P>Oltre ai tradizionali temi euroatlantici e alle principali aree di crisi, i focus della politica estera italiana, al centro della nostra azione anche alle Nazioni Unite, sono la promozione e tutela dei diritti umani e delle liberta\u2019 fondamentali, l\u2019impegno per la cessazione delle violenze e l\u2019inizio della fase di transizione in Siria, la questione nucleare iraniana, la sicurezza internazionale e la lotta contro il terrorismo e la pirateria e, sopratutto in questi mesi, dall&#8217;insediamento del Governo di cui faccio parte, la decisa azione della nostra diplomazia per sostenere la crescita economica del Paese, promuovendo la presenza di nostre imprese all\u2019estero e attirando investimenti stranieri in Italia&#8221;. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quali sono le novit\u00e0 (o pi\u00f9 in generale la strategia) introdotte dal Governo Monti nella politica estera italiana? E nell&#8217;area mediterranea, nello specifico?<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>&#8220;L\u2019attivit\u00e0 del Ministero degli Affari Esteri durante il Governo presieduto dal Presidente Monti si \u00e8 concentrata sul rilancio del profilo dell\u2019Italia sulla scena europea e globale. A Bruxelles ci viene riconosciuto un ruolo leader nell\u2019orientamento e rafforzamento dell\u2019azione esterna dell\u2019Unione Europea. E lo stesso apprezzamento ho riscontrato anche a New York. <\/P><br \/>\n<P>Un focus particolare \u00e8 certamente riservato al Mediterraneo, area prioritaria per l\u2019Italia e per l\u2019Europa: grazie alla vicinanza geografica, ai legami storici e culturali, agli intensi flussi commerciali, alle forti complementariet\u00e0 tra le economie e ai sentimenti di profonda amicizia tra i popoli, noi italiani abbiamo da sempre una speciale comprensione della realt\u00e0 della sponda sud del Mediterraneo. <\/P><br \/>\n<P>Nel quadro della \u201cdiplomazia della crescita\u201d, la Farnesina ha in programma di continuare nelle missioni di sistema, consolidando proprio in Nord Africa e Medio Oriente le nostre posizioni. L\u2019export pu\u00f2 dare un forte impulso al rilancio della crescita del Paese, come dimostrano i dati straordinari del 2011 nel c.d. Grande Mediterraneo: +20% nell\u2019export, +4% nell\u2019 interscambio complessivo, con oltre 3.300 aziende italiane presenti nell\u2019area. <\/P><br \/>\n<P>Le libere elezioni in Tunisia, Egitto e Libia sono state il primo capitolo di un\u2019importante fase di transizione verso un regime democratico. L\u2019ampia partecipazione al voto di molte donne e uomini che per la prima volta esprimevano la propria preferenza ha dato ragione all\u2019Italia, che ha sostenuto sin dall\u2019inizio questi processi. Ora \u00e8 importante vigilare sulle regole costituzionali che saranno alla base dei nuovi Governi: confido che i diritti umani, il rispetto della libert\u00e0 di culto e la tutela delle minoranze saranno garantiti e tutelati senza indugio&#8221;.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;La Primavera araba \u00e8 stata indubbiamente la pi\u00f9 travolgente manifestazione della domanda di libert\u00e0 e democrazia, veicolata con rapidit\u00e0 dai media digitali. 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