{"id":24458,"date":"2012-09-18T08:03:30","date_gmt":"2012-09-18T06:03:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/09\/20120918_intervista_avvenire\/"},"modified":"2012-09-18T08:03:30","modified_gmt":"2012-09-18T06:03:30","slug":"20120918_intervista_avvenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/09\/20120918_intervista_avvenire\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervista"},"content":{"rendered":"<p><P>La rinascita della Siria non pu\u00f2 che passare per il &#8220;modello-Libano&#8221;, esempio storico in Medio Oriente di convivenza possibile tra culture e religioni. \u00abNon \u00e8 un&#8217;utopia, ma una politica necessaria\u00bb, insiste il ministro degli Esteri Giulio Terzi commentando il viaggio di Benedetto XVI, che \u00abha dato coraggio alla componente tollerante di quell&#8217;area\u00bb. Il governo italiano da parte sua, \u00absta cercando di favorire il dialogo attraverso innumerevoli incontri con tutti i gruppi siriani, religiosi e politici, perch\u00e9 si riuniscano attorno a un&#8217;agenda rispettosa dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali, in primis religiosa, per rendere efficace la transizione da un regime insostenibile\u00bb. <\/P><br \/>\n<P>Nel suo studio al primo piano della Farnesina, Giulio Terzi analizza i temi pi\u00f9 caldi dell&#8217;agenda diplomatica, a partire dalle violenze fondamentaliste che dal mondo arabo attraversano l&#8217;Africa, dalla Libia alla Somalia. E dice la sua sulla riforma della cooperazione allo sviluppo in discussione al Senato. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Nonostante le tensioni anti-occidentali in molti Paesi islamici, il Papa ha portato a termine il viaggio in Libano. C&#8217;\u00e8 un insegnamento per la diplomazia? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abQuesto viaggio di Benedetto XVI ha avuto un valore storico, anche per la decisione di confermarlo nonostante gli evidenti rischi. Il messaggio \u00e8 che il Libano deve continuare a essere un modello di convivenza, grazie all&#8217;apporto di tolleranza e dialogo che la cristianit\u00e0 ha nel suo carattere primigenio. Non solo in Libano ma in tutta la regione. L&#8217;enorme folla che ha accolto il Santo Padre \u00e8 stata una risposta eloquente, e non ho sentito voci polemiche. Questo modello non \u00e8 un&#8217;utopia, ma un obiettivo perseguibile. Il Papa ha anche dato vigore alla volont\u00e0 dei cristiani del Medio Oriente a non emigrare: si indebolirebbero le forze del dialogo. E\u2019 una politica necessaria, anche per la Siria\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il divampare simultaneo di violenze in molti Paesi rivela una precisa regia? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abDietro ad alcuni incidenti ci sono i sermoni che incitano all&#8217;odio e al jihad. Ci sono anche gruppi in collegamento. Ma non ho alcun motivo per ritenere che esista un grande disegno teso a un&#8217;unificazione assoluta di intenti di lotta, come auspicato a Karthum da Benladen nel 1998, per un folle progetto di vendetta contro le &#8220;occupazioni crociate&#8221;. La stessa al-Qaeda ha subito colpi durissimi ed \u00e8 stata fortemente ridimensionata, anche se nel Maghreb si sta radicando\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Una delle aree segnate dal fondamentalismo, la Somalia, ha dato un segnale con l&#8217;elezione del presidente Mohamud. E\u2019 una svolta? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa svolta c&#8217;\u00e8 stata il 10 agosto, con la fine del periodo transitorio. C&#8217;erano molti dubbi sul fatto che questa fase, durata otto anni, potesse chiudersi. Ma cos\u00ec \u00e8 stato, a prezzo grandi sforzi dell&#8217;Onu, dell&#8217;Ue e dell&#8217;Italia. Il presidente somalo \u00e8 una personalit\u00e0 riconosciuta e indipendente. E\u2019 un buon passo avanti. Ora si devono consolidare le istituzioni, formare un governo che risponda alle esigenze immediate della sicurezza. \u00c8 un quadro ancora incostante e fragile, con gli Shabaab che rappresentano una forza temibile che preme anche su Mogadiscio\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>La ricomposizione del quadro somalo contribuirebbe a contrastare la pirateria che ha colpito anche i mercantili italiani?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLe basi della pirateria sono proprio in Somalia. Le forze di sicurezza somale hanno cominciato a collaborare efficacemente, come per la liberazione dei due velisti. E le nostre Forze armate, peraltro, hanno bloccato da diversi mesi i sequestri: contando anche le navi di altre nazioni, dai 60 rapimenti del 2011 siamo passati ai 5 degli ultimi 9 mesi\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Contro gli Shabaab a Chisimaio le forze del Kenya e quelle lealiste stanno arrivando alla resa dei conti. La soluzione sar\u00e0 solo militare o ci sar\u00e0 spazio per una trattative sul modello Karzai-taleban? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNon ho la sensazione per ora che la questione possa essere risolta col dialogo, ma molto dipende dal convincimento della popolazione, dei clan, dei leader locali che come sappiamo non restano schierati per tutta la vita da una sola parte. C&#8217;\u00e8 da sperare che le difficolt\u00e0 in cui si trovano gli Shabaab possano ridurre quel contesto sociale nel quale le corti islamiche si sono affermate\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Anche nei Paesi a noi pi\u00f9 vicini il fondamentalismo tenta di imporsi. Nella Libia del dopo-Gheddafi, Bengasi \u00e8 in mano a chi invoca la sharia. E succede pure in Egitto. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl presidente egiziano \u00e8 fortemente impegnato, lo abbiamo sentito alla Moschea di Roma, a fermare i disordini. Sembra a molti che il messaggio abbia avuto presa. Anche in Libia c&#8217;\u00e8 un grande impegno a mantenere su basi solide il percorso della democrazia e le conquiste della Primavera araba. Non appena saranno nominati i nuovi ministri libici, instaureremo subito contatti diretti per la cooperazione economica, la sicurezza, la gestione delle frontiere\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il ministro della cooperazione Andrea Riccardi ha mostrato interesse per il settore, a detta di qualcuno agonizzante, attivando il Forum a Milano del 1 ottobre e un tavolo interministeriale. Il Senato ha risposto con l&#8217;esame di un disegno di legge di riforma Mantica (Pdl)-Tonini (Pd). La Farnesina, di cui \u00e8 sempre parte importante la Direzione Generale per la cooperazione, come giudica questo progetto bipartisan? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa cooperazione allo sviluppo \u00e8 una componente fondamentale di tutta la politica estera dell&#8217;Italia, specie verso i Paesi meno sviluppati. Su questa piattaforma bisogna definire un&#8217;architettura pi\u00f9 adatta ai tempi della legge 49. E decisamente pi\u00f9 dotata di risorse finanziarie. Spetta al Parlamento trovare le soluzioni, ma credo servano unicit\u00e0 di direzione politica e rafforzamento delle capacit\u00e0 di raccordo operativo e gestionale con tutti i principali attori della cooperazione \u2014 amministrazioni centrali, locali, societ\u00e0 civile. \u00c8 la via scelta anche da altri Paesi europei\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La rinascita della Siria non pu\u00f2 che passare per il &#8220;modello-Libano&#8221;, esempio storico in Medio Oriente di convivenza possibile tra culture e religioni. \u00abNon \u00e8 un&#8217;utopia, ma una politica necessaria\u00bb, insiste il ministro degli Esteri Giulio Terzi commentando il viaggio di Benedetto XVI, che \u00abha dato coraggio alla componente tollerante di quell&#8217;area\u00bb. 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