{"id":24522,"date":"2012-07-09T07:29:34","date_gmt":"2012-07-09T05:29:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/07\/20120709_terzibalcani\/"},"modified":"2012-07-09T07:29:34","modified_gmt":"2012-07-09T05:29:34","slug":"20120709_terzibalcani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/07\/20120709_terzibalcani\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervista"},"content":{"rendered":"<p><P><STRONG>I Balcani come mercato economico fondamentale per lo sviluppo dell&#8217;Italia, nell&#8217;ottica di una integrazione europea in grado di assicurare stabilit\u00e0 e cooperazione tra i popoli. In sintesi \u00e8 questa la &#8220;formula&#8221; dell&#8217;Ostpolitik italiana tracciata dal ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata. La crisi economica tocca anche la Slovenia: parte della popolazione ne subisce gli effetti in modo pesante, e le misure di risanamento si ripercuotono anche sul quadro politico. Quale pu\u00f2 essere il ruolo dell&#8217;Italia come Paese vicino e primo partner europeo nell&#8217;interscambio commerciale?<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 un ruolo che pu\u00f2 fare la differenza per la qualit\u00e0 della collaborazione e per lo spessore delle relazioni economiche. Lei ricorda giustamente l&#8217;interscambio: parliamo di circa 6,5 miliardi di euro nel 2011, cio\u00e8 del 40% dell&#8217;interscambio commerciale totale tra l&#8217;Italia e gli 8 Paesi dei Balcani. Siamo anche il terzo investitore estero nel Paese. I Balcani hanno bisogno di pi\u00f9 integrazione economica con l&#8217;Europa: non c&#8217;\u00e8 ricetta migliore per dare ossigeno alle loro economie. Sotto questo profilo, quella fra Italia e Slovenia \u00e8 una storia di successo che pu\u00f2 essere portata come modello da seguire.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>E in quest&#8217;ottica il presidente Napolitano sar\u00e0 in Slovenia&#8230;<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La visita del Capo dello Stato che inizia domani \u00e8 la conferma, al pi\u00f9 alto livello, della priorit\u00e0 con cui l&#8217;Italia guarda ai Balcani, alla loro crescita, alla progressiva integrazione regionale nel pi\u00f9 ampio contesto europeo ed alle opportunit\u00e0 che quest&#8217;area offre alle nostre imprese sempre pi\u00f9 alla ricerca di nuovi mercati. \u00c8 in questo contesto che il 19 luglio l&#8217;Italia presenter\u00e0 a Bruxelles la sua &#8220;Strategia per i Balcani Occidentali&#8221;, che abbiamo elaborato nella convinzione che solo superando le antiche barriere, consolidando le istituzioni politiche nazionali e cooperando tra di loro in modo virtuoso sar\u00e0 possibile per i Paesi balcanici darsi una prospettiva europea credibile e sostenibile.<STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Con Lubiana sono oggetto di discussione dossier importanti, come le reti ferroviarie ad alta velocit\u00e0. \u00c8 fiducioso che prevarranno i motivi di convergenza?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Prevarranno certamente, perch\u00e9 Roma e Lubiana la pensano allo stesso modo. Siamo entrambi alla ricerca di quella che si definisce &#8220;win win situa-tion&#8221;, che non solo \u00e8 alla nostra portata, ma che in fondo \u00e8 il naturale sbocco dei nostri rapporti, se il tema delle reti infrastrutturali viene affrontato in chiave europea. Il prevalere di interessi di breve periodo sarebbe invece dannoso per tutti: occorre visione e, ripeto, una prospettiva europea.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Anche il sistema macroportuale del Nord Adriatico sembra lontano.<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>Ma la riunione del Comitato dei ministri a Lubiana \u00e8 vicina, al 17 settembre mancano poche settimane, e sar\u00e0 un&#8217;occasione per presentare progressi tangibili nei progetti di collegamento ferroviario Trieste-Divaccia e Trieste-Capodistria e programmi concreti per sfruttare sino in fondo la vantaggiosa posizione naturale dei porti del Nord Adriatico, le interconnessioni del mercato unico, le reti energetiche e dei trasporti. L&#8217;Italia punta molto sui mercati dell&#8217;Estremo Oriente, ed \u00e8 nostro interesse che le merci in transito dall&#8217;Europa centrale e orientale passino per i porti dell&#8217;Adriatico. L&#8217;abbattimento dei costi moltiplica i volumi degli scambi, senza contare i benefici per l&#8217;ambiente.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Altro capitolo \u00e8 quello dei beni abbandonati dagli esuli. \u00c8 ancora valido lo schema degli Accordi di Roma del 1983 con la Jugoslavia?<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>Direi che ci sono questioni in sospeso che vanno appianate. La Jugoslavia vers\u00f2 soltanto 17 milioni di dollari, ne mancano 93, lo sappiamo bene. Occorre lavorare per gli indennizzi e per la restituzione degli immobili agli esuli. Ci\u00f2 detto, mi lasci anche ricordare che il punto vero non \u00e8 solo finanziario, \u00e8 anche politico.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Lei pensa al tema delle minoranze?<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>Certo, le minoranze italiane in Slovenia, Croazia e Montenegro e le minoranze di lingua slovena, croata e albanese in Italia non sono un problema, sono una ricchezza e un&#8217;opportunit\u00e0, e come tali le percepiamo. Esse danno grande dinamismo ai rapporti economici e culturali fra le societ\u00e0 civili. \u00c8 con coerenza che l&#8217;Italia ha sempre sostenuto la prospettiva europea dei Balcani: non \u00e8 un credito di poco conto quando si affronta il tema dei diritti delle nostre minoranze in quei Paesi.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>La Croazia<\/STRONG><STRONG> il prossimo anno sar\u00e0 la 28ma stella d&#8217;Europa. Ma anche 11 il rigore di bilando si avverte pesantemente.<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 vero, per\u00f2 ora Zagabria pu\u00f2 contare su una nuova prospettiva. Proprio due giorni fa la Commissione europea ha presentato una nuova proposta per il Quadro finanziario pluriennale 2014-20, che ora include anche la Croazia. Come membro dell&#8217;Unione, Zagabria potr\u00e0 beneficiare in pieno di nuove risorse e delle varie forme di finanziamento europee, come i fondi strutturali e il fondo di coesione. Parliamo, in concreto, di quasi 14 miliardi di euro in sette anni.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>L&#8217;Italia si \u00e8 spesa molto per l&#8217;ingresso della Croazia nell&#8217;Ue. Come pensa ora di &#8220;accompagnare&#8221; Zagabria in questo ultimo e non certo facile tratto di cammino verso Bruxelles?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Con la stessa convinzione con cui, primo Stato fondatore dell&#8217;Ue, l&#8217;Italia ha ratificato, a tempo di record, il Trattato di adesione. Siamo il primo partner commerciale della Croazia ed un importante investitore nel Paese.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>La comunit\u00e0 internazionale, e gli Stati Uniti in particolare, seguono molto da vicino le evoluzioni politiche in Serbia dopo l&#8217;elezione di Nikolic. Come si sta muovendo l&#8217;Italia?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il presidente Nikolic ha confermato a Bruxelles, il mese scorso, l&#8217;obiettivo di aderire all&#8217;Ue. Lo ha ribadito negli incontri che ha avuto con noi a livello di governo. Aspettiamo che il nuovo esecutivo prenda forma. Sono molto fiducioso che la Serbia proseguir\u00e0 il percorso delle riforme e torner\u00e0 ad impegnarsi per la normalizzazione dei suoi rapporti con Pristina, che resta la condizione per l&#8217;avvio dei negoziati di adesione. Conto di recarmi a Belgrado quanto prima.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>La Bosnia<\/STRONG><STRONG> si dice pronta a trattare con l&#8217;Ue per ottenere lo status di Paese in via di adesione, ma anche a Sarajevo la situazione politica \u00e8 molto instabile.<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Non dimentichiamo i progressi importanti degli ultimi mesi. Penso all&#8217;approvazione delle leggi di bilancio, sul censimento e sugli aiuti di Stato. Altro segnale importante \u00e8 il varo del dialogo ad alto livello sul Processo di Adesione. La situazione politica in Bosnia \u00e8 complessa, ma credo che vi siano le condizioni affinch\u00e9 le riforme si mantengano al centro dell&#8217;agenda di governo. Intanto, sosteniamo l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;Accordo di Stabilizzazione ed Associazione con l&#8217;Ue: aiuter\u00e0 molto lo sviluppo economico del Paese e gli dar\u00e0 maggiore credibilit\u00e0 quando busser\u00e0 alle porte dell&#8217;Europa.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Bisogna avere il coraggio di riscrivere Dayton?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>La storia non si riscrive. Talvolta ci induce a prendere coscienza dei nostri errori, ma non \u00e8 questo il caso. I principi rimangono validi. Non credo si possa mettere in dubbio che etnie e religioni diverse debbano coesistere pacificamente. Anche il quadro &#8220;due Entit\u00e0 e tre popoli&#8221; rimane valido. L&#8217;Italia si \u00e8 molto battuta per rafforzare la presenza dell&#8217;Ue nel Paese, e far si che si realizzino al pi\u00f9 presto quelle condizioni che consentiranno la chiusura dell&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Rappresentante.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Paradossalmente a questo punto sembra il Kosovo l&#8217;area pi\u00f9 &#8220;tranquilla&#8221;&#8230;<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Le istituzioni kosovare debbono fare la loro parte nel settore della sicurezza, ed effettivamente i segnali sono incoraggianti. A settembre verr\u00e0 formalizzata, con il decisivo sostegno anche dell&#8217;Italia, la fine della supervisione internazionale. Continuer\u00e0 invece l&#8217;attivit\u00e0 della missione europea Eulex, competente per le dogane, la giustizia e l&#8217;ordine pubblico, con lo scopo di promuovere l&#8217;adeguamento del Kosovo agli standard europei. Ci aspettiamo che Pristina si impegni nel dialogo con Belgrado, facilitato dall&#8217;Europa: Europa della quale entrambe hanno bisogno.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I Balcani come mercato economico fondamentale per lo sviluppo dell&#8217;Italia, nell&#8217;ottica di una integrazione europea in grado di assicurare stabilit\u00e0 e cooperazione tra i popoli. In sintesi \u00e8 questa la &#8220;formula&#8221; dell&#8217;Ostpolitik italiana tracciata dal ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata. 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