{"id":24560,"date":"2012-05-08T10:58:12","date_gmt":"2012-05-08T08:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/05\/20120508_dassueuropa\/"},"modified":"2012-05-08T10:58:12","modified_gmt":"2012-05-08T08:58:12","slug":"20120508_dassueuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/05\/20120508_dassueuropa\/","title":{"rendered":"Dass\u00f9: \u00abFrancois, ultima fermata per l&#8217;euro\u00bb (Il Foglio)"},"content":{"rendered":"<p><P>Roma. Mentre il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, \u00e8 pronto a combinare la disciplina di bilancio con l&#8217;attenzione alla crescita, il cancelliere Angela Merkel ha fatto sapere, attraverso il suo portavoce, che il Patto di stabilit\u00e0 firmato da 25 su 27 paesi della Ue \u00e8 un risultato assodato, che non \u00e8 pi\u00f9 passibile di ulteriori negoziati. Eppure il socialista francese Francois Hollande, \u00e8 stato eletto dal 51,62 dei suoi connazionali dopo essersi impegnato a rinegoziare il trattato di stabilit\u00e0, per assicurare la crescita e non solo l&#8217;austerit\u00e0. Come vede la cosa il sottosegretario agli Esteri del governo Monti, Marta Dass\u00f9? Hollande vuole riaprire il Fiscal compact? &#8220;No, credo che cercher\u00e0 soprattutto una mediazione con Berlino. L&#8217;unica mediazione possibile, mi pare, \u00e8 di aggiungere al Fiscal compact un Patto o una Dichiarazione &#8211; aggiuntiva, appunto &#8211; sulla crescita. Cosa che far\u00e0 bene all&#8217;Europa. Gi\u00e0 prima della vittoria elettorale, il direttore della campagna di Hollande, Pierre Moscoviti, aveva rassicurato Berlino su questo punto. La Francia dunque non chiede di riaprire tutto, buttando alle ortiche un Trattato fortemente voluto dalla cancelliera tedesca. La Francia di Hollande, come del resto l&#8217;Italia, \u00e8 convinta che la disciplina di bilancio sia una medicina necessaria (visto che entrambi i paesi restano a rischio sui mercati), ma non sufficiente. L&#8217;Europa deve anche stimolare la ripresa economica attraverso una serie di strumenti, che vanno dai nuovi finanziamenti della Bei ai Project bond, alla liberalizzazione dei servizi, etc. L&#8217;accento di Hollande \u00e8 pi\u00f9 keynesiano, in senso classico. L&#8217;accento di Monti verte di pi\u00f9, oltre che su nuovi investimenti europei, sulla liberalizzazione dei mercati, le riforme strutturali. <\/P><br \/>\n<P>Ma la sostanza \u00e8 che, una volta rassicurata la Germania sul rigore di bilancio, la Germania deve a sua volta concedere qualcosa alle economie in affanno nel resto della zona euro. Come sarebbe, del resto, nel suo stesso interesse. Non \u00e8 un dibattito nuovo. E su questo sfondo il fattore Hollande va visto con qualche dose di equilibrio: Hollande ha vinto, viva Hollande. Ma senza illudersi che ci\u00f2 possa creare facili scorciatoie; portare gran parte dell&#8217;Europa fuori dalla crisi del debito e dalla recessione sar\u00e0 comunque difficile, visti gli squilibri strutturali esistenti&#8221;. <\/P><br \/>\n<P>La pressione dei mercati e la forza della realt\u00e0 quale compromesso renderanno possibile? &#8220;Il contorno \u00e8 chiaro: Fiscal compact pi\u00f9 strategia per la crescita. I dettagli, naturalmente, lo sono molto di meno. E saranno i dettagli a contare. E&#8217; il dibattito gi\u00e0 in corso da mesi ma che oggi si riapre, e a cui Roma partecipa da protagonista. Sar\u00e0 interessante vedere come funzioner\u00e0 la chimica tra Merkel e Hollande. Dopotutto quella tra Merkel e Sarkozy non era ottimale. Se la storia insegna qualcosa, il mix Cdu tedesca e Ps francese ha spesso dato buoni risultati. Monti ha tutte le carte per essere influente, sia perch\u00e9 culturalmente \u00e8 in grado di mediare tra Parigi e Berlino, sia perch\u00e9 gode di grande prestigio personale presso le istituzioni comunitarie. E&#8217; un punto importante: il Fiscal compact \u00e8 un Trattato intergovernativo, lo sappiamo, ma sia sulla disciplina di bilancio sia sulle future misure perla crescita, le istituzioni comunitarie conteranno. Conteranno &#8211; nell&#8217;attuazione, nel monitoraggio, nella valutazione &#8211; pi\u00f9 di quanto non si pensi. Aggiungerei un dato forse un po&#8217; trascurato: l&#8217;esito delle elezioni nel Land dello Schleswig-Holstein indica che la Spd sta rientrando in gioco. Sar\u00e0 decisiva per la ratifica parlamentare del Fiscal compact. Insomma, al di l\u00e0 delle singole dichiarazioni, le cose si muovono anche a Berlino&#8221;. Ma per l&#8217;Italia che cambier\u00e0 con Hollande? &#8220;Non \u00e8 Hollande che pu\u00f2 cambiare l&#8217;Italia. Siamo noi stessi. L&#8217;Italia, per\u00f2, insieme alla Francia, alla Germania, alla Spagna, a Bruxelles, pu\u00f2 tentare di rispondere alla sfida della crescita prima che sia troppo tardi. La disperazione sociale, in molti paesi dell&#8217;Unione europea, \u00e8 un dramma evidente. Il voto greco di domenica \u00e8 un potente campanello di allarme sia per l&#8217;euro, sia per le stesse dinamiche europee. La vera divisione politica, nell&#8217;Europa di oggi, non passa solo o non tanto tra destra e sinistra. Passa tra forze costituzionali pro europee (siano esse di centrodestra odi centrosinistra) e partiti antisistema di vario tipo, che sono anche anti-europei. Paradossalmente, l&#8217;Europa politica \u00e8 nata senza che ce ne accorgessimo, nel mezzo di una crisi finanziaria che ha generato anche i suoi mostri. Se vogliamo salvare gli europei insieme all&#8217;euro, bisogna battere la recessione&#8221;. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma. 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