{"id":24563,"date":"2012-05-03T07:35:50","date_gmt":"2012-05-03T05:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/05\/20120503_europa_non_puo_funzionare_come_direttorio\/"},"modified":"2012-05-03T07:35:50","modified_gmt":"2012-05-03T05:35:50","slug":"20120503_europa_non_puo_funzionare_come_direttorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/05\/20120503_europa_non_puo_funzionare_come_direttorio\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa futura non pu\u00f2 pi\u00f9 funzionare come un direttorio"},"content":{"rendered":"<p><P>Dal caso-Tymoshenko al voto francese, passando per il Medio Oriente e l&#8217;Africa. \u00c8 una intervista a tutto campo questa concessa a l&#8217;Unit\u00e0 dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi. Con un filo conduttore: l&#8217;Europa del presente e del futuro.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il primo dossier caldo di questi giorni \u00e8\u00a0il &#8220;caso-Tymoshenko&#8221;. Il suo collega tedesco ha minacciato di bloccare l&#8217;associazione dell&#8217;Ucraina all\u2019Ue se Klev proseguir\u00e0 col pugno di ferro contro la ex primo ministro. Qual \u00e8 la posizione dell&#8217;Italia? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl concetto stesso del partenariato fra Unione Europea e un Paese che si avvicina all&#8217;Ue nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, nei Balcani, \u00e8 basato sul fatto fondamentale di raggiungere standard compatibili con quelli europei nell&#8217;attuazione dei diritti umani, delle libert\u00e0 fondamentali, e di realizzazione effettiva dello Stato di diritto. Questo \u00e8 un terreno di importanza essenziale nel determinare un rapporto di partenariato. Voglio essere ancora pi\u00f9 netto: quello del rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali non \u00e8 un terreno sul quale, nel percorso di avvicinamento all&#8217;Europa comunitaria, ci possono essere delle deroghe, semmai, vale il discorso opposto: quello di rendere sempre pi\u00f9 efficaci i meccanismi di sorveglianza e di assistenza. Nell&#8217;opinione pubblica europea \u00e8 maturata la convinzione che a muovere le autorit\u00e0 ucraine, nel caso Tymoshenko, sia stato un atteggiamento volutamente inteso a colpire una ex primo ministro e una leader politica nel Paese\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Risposte da Kiev? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abFinora non \u00e8 venuto alcun segnale, alcun atto concreto volto a dare risposte positive, tranquillizzanti, alle preoccupazioni sempre pi\u00f9 diffuse nei governi e nelle opinioni pubbliche europee su questa inquietante vicenda. In questo contesto, a nome del governo italiano, ho messo bene in chiaro che non ci sono distrazioni, sconti, voltar la faccia dall&#8217;altra parte per convenienze di qualsiasi natura, che ogni tanto si pensa possano esistere nella <I>realpolitik<\/I> della diplomazia europea. Per quanto ci riguarda, intendiamo mantenere vivissima, crescente, la pressione su questo caso, cos\u00ec come su altri casi che dovessero emergere in Ucraina o in altre parti del mondo per quanto riguarda il rispetto delle libert\u00e0 fondamentali. Il rispetto dei diritti umani &#8211; che vuol dire anche promozione della libert\u00e0 religiosa, tutela delle minoranze etniche, abolizione di qualsiasi forma di tortura, inammissibilit\u00e0 di pratiche odiose dell&#8217;infanzia, il reclutamento dei bambini soldato, la tutela della condizione della donna &#8211; non \u00e8 un optional, ma deve essere sempre pi\u00f9 un punto fondamentale nell&#8217;azione internazionale del Paese. <\/P><br \/>\n<P>Ripeto: nessun sconto sar\u00e0 fatto sul &#8220;caso-Tymoshenko&#8221; al governo ucraino. Ma le autorit\u00e0 di Kiev non mi pare che fin qui abbiano compreso questo messaggio. Star\u00e0 noi, come Italia ed Europa, farlo intendere anche intervenendo sul processo di partenariato in corso e sullo svolgimento degli Europei di calcio\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Da Kiev a Parigi. Gli analisti concordano nell\u2019affermare come l&#8217;Europa sia prepotentemente entrata nelle elezioni francesi. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abRitengo estremamente positiva la crescita di interesse nel dibattito elettorale e, pi\u00f9 in genere, nel confronto politico nei diversi Paesi dell&#8217;Ue, dei temi europei. Confronto che parte dalla crisi economica e finanziaria e dalle politiche necessarie per uscirne fuori. Ed \u00e8 un bene che l&#8217;Europa sia tema di un confronto di idee, di proposte e di visioni anche alternative, capace di coinvolgere la societ\u00e0 civile, l&#8217;opinione pubblica e non restare nell&#8217;ambito ristretto degli &#8220;addetti ai lavori&#8221;. Un discorso, questo, che dall&#8217;economia si estende ai temi della governance di sicurezza e di una politica estera comune in aree cruciali come il Medio Oriente o su dossier &#8220;caldi&#8221; come quello del nucleare iraniano. Pi\u00f9 Europa non \u00e8 solo auspicabile, ma \u00e8 un dato non pi\u00f9 comprimibile in un futuro che \u00e8 gi\u00e0 presente. Di fronte alla crisi, non esiste una via di uscita nazionale. Questa \u00e8 solo un&#8217;illusione che prima viene messa da parte e meglio \u00e8 per tutti. La strada da perseguire \u00e8 quella di una sempre maggiore integrazione, politica, istituzionale, e non solo monetaria o di mercato. Di certo, il peso dell&#8217;Europa nelle politiche nazionali \u00e8 destinato a crescere, e le presidenziali francesi ne sono una conferma\u00bb.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Per restare al voto francese. Visto da Roma, non \u00e8 auspicabile una rimessa in discussione del &#8220;Merkozy&#8221;, il patto dl ferro tra la cancelliera tedesca e l&#8217;attuale Inquilino dell&#8217;Eliseo?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abA me pare che si stia facendo strada, a livello europeo, la convinzione che il metodo intergovernativo debba cedere sempre pi\u00f9 il passo al metodo comunitario. Questo \u00e8 un elemento molto importante quando si parla di gruppi ristretti, di &#8220;patti di ferro a due&#8221;. Nessuno vuol mettere in discussione l&#8217;utilit\u00e0 di questo rapporto privilegiato fra Francia e Germania, che non nasce oggi, ma quando si parla di costruire l&#8217;Europa ci si dovrebbe porre su piano diverso, quello, cio\u00e8, del rafforzamento delle istituzioni europee. Perch\u00e9 soltanto attraverso il metodo comunitario, penso alla politica estera e di sicurezza ma non solo, che si pu\u00f2 dare un ruolo di peso all&#8217;Unione in un mondo globalizzato. L&#8217;Europa del futuro non sar\u00e0 la sommatoria delle singole potenze, non sar\u00e0 un&#8217;Europa prigioniera di logiche legate a vecchie clientele post coloniali. L&#8217;Europa del futuro, sar\u00e0 una voce coesa, credibile, che quando si manifesta come tale mostra di avere una grandissima capacit\u00e0 di attrazione sul piano globale. Un impegnativo banco di prova in tal senso \u00e8 il processo di pace in Medio Oriente: l&#8217;Unione Europea deve avere un&#8217;agenda unica, parlare con una voce comune. E lo stesso discorso vale per l&#8217;Iran\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Un&#8217;attrazione da esercitare anche in continenti &#8220;emersi&#8221; com&#8217;\u00e8 l&#8217;Africa, dove si sta recando. Qual \u00e8 il senso della sua missione? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abSono lieto di partecipare al convegno promosso ad Addis Abeba dal presidente Romano Prodi, in qualit\u00e0 di sostenitore e anima della Fondazione perla Cooperazione tra i popoli. Un appuntamento che in questa occasione ha come tema proprio il rapporto tra l&#8217;Unione Europea e l&#8217;Unione Africana. \u00c8 un tema stimolante, perch\u00e9 l&#8217;Unione Africana guarda all&#8217;Ue come un suo modello, il punto di arrivo di un processo d&#8217;integrazione continentale. La mia missione ha anche il senso di marcare pi\u00f9 stretti rapporti di partenariato tra l&#8217;Italia e Paesi &#8211; come quelli che visiter\u00f2 in questa occasione, Etiopia e Mozambico &#8211; di uno straordinario continente, l&#8217;Africa, che si sta sviluppando su due terreni cruciali\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Quali? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl terreno della democrazia e quello economico. Due piani tra loro strettamente intrecciati. L&#8217;Africa \u00e8 un continente in avvicinamento a quelli che sono i nostri concetti di Stato di diritto. L&#8217;Africa deve rappresentare sempre di pi\u00f9 il primo partner naturale dell&#8217;Europa. E l&#8217;Italia intende giocare un ruolo di primo piano in questa direzione, dando un contenuto concreto a questa strategia di partnership\u00bb.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dal caso-Tymoshenko al voto francese, passando per il Medio Oriente e l&#8217;Africa. \u00c8 una intervista a tutto campo questa concessa a l&#8217;Unit\u00e0 dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi. Con un filo conduttore: l&#8217;Europa del presente e del futuro. Il primo dossier caldo di questi giorni \u00e8\u00a0il &#8220;caso-Tymoshenko&#8221;. 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