{"id":24565,"date":"2012-05-02T07:33:43","date_gmt":"2012-05-02T05:33:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/05\/20120502_nigeria_fermate_stragi\/"},"modified":"2012-05-02T07:33:43","modified_gmt":"2012-05-02T05:33:43","slug":"20120502_nigeria_fermate_stragi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/05\/20120502_nigeria_fermate_stragi\/","title":{"rendered":"Fermate le stragi"},"content":{"rendered":"<p><P>Quanto accaduto in queste ore \u00e8 orrendo, barbaro\u00bb. Non usa mezzi termini il ministro degli Esteri Giulio Terzi nel condannare le stragi in Nigeria a poche ore dall&#8217;ultimo attentato contro i cristiani. Gli autori sono probabilmente Boko Haram, gli stessi che a Natale hanno colpito ancora i cristiani. Gli stessi coinvolti nel tragico sequestro dell&#8217;italiano Lamolinara.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro, il governo del presidente Jonathan appare sempre pi\u00f9 impotente, cos\u00ec come la comunit\u00e0 internazionale. L&#8217;Europa ancora una volta tacer\u00e0? L&#8217;Italia si far\u00e0 promotrice di qualche azione? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Contro questi brutali massacri l&#8217;Italia continuer\u00e0 a non tacere e, anzi, a far sentire la sua voce con forza e con iniziative concrete rivolte anche ad impedire ogni forma di violazione della libert\u00e0 di credo e di religione, diritto fondamentale dell&#8217;individuo. Chi tace di fronte a discriminazioni basate sulla religione \u00e8 complice. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Recentemente l&#8217;inviato speciale della Farnesina Margherita Boniver ha visitato la zona di confine tra il Nord islamico nigeriano e il Sud a prevalenza cristiana. Tutti hanno ripetuto il messaggio che non si tratta di una guerra di religione, ma di episodi per destabilizzare il potere. \u00c8 solo questa la chiave di lettura per trovare una risposta? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Margherita Boniver sta facendo un ottimo lavoro come mio inviato e proprio dal 18 al 20 aprile scorsi \u00e8 stata ad Abuja dove, su mio incarico, ha incontrato il ministro degli Esteri nigeriano, ma anche le autorit\u00e0 religiose cristiane e musulmane. E proseguir\u00e0 a breve con nuove missioni. Quale che sia la chiave di lettura \u00e8 chiaro che, nel quadro delle differenze sociali ed economiche tra un sud del Paese ricco di risorse energetiche e un nord pi\u00f9 arretrato, l&#8217;intolleranza nei confronti della minoranza cristiana gioca un ruolo importante e va fermata. E in questa ottica che, all&#8217;ultima riunione del G8 svoltasi a Washington l&#8217;11 e 12 aprile scorsi, insieme agli altri miei colleghi abbiamo rivolto un appello alle autorit\u00e0 nigeriane affinch\u00e9 proteggano civili innocenti e assicurino alla giustizia i responsabili delle violenze.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Stragi in Nigeria, massacri di copti impuniti in Egitto, quotidiane persecuzioni in Pakistan, solo per citare alcune realt\u00e0. I cristiani in realt\u00e0 di minoranza possono solo fare affidamento su se stessi?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00c8 assurdo pensare che i cristiani siano lasciati soli ad affrontare un problema che va, al contrario, considerato di tutta la comunit\u00e0 internazionale, che deve essere pi\u00f9 decisa nella ricerca di soluzioni che pongano fine a queste orribili violenze. L&#8217;impegno dell&#8217;Onu \u00e8 essenziale, ma a Bruxelles ho chiesto ai ministri europei di attivarsi affinch\u00e9 in tutti i fori internazionali la questione venga sollevata con determinazione. Grazie alla nostra iniziativa, la difesa della libert\u00e0 di religione \u00e8 stata inserita nello stesso comunicato finale della riunione di Washington del G8 cui ho fatto riferimento prima. E non pi\u00f9 di sette giorni fa, insieme al ministro degli Esteri del Paese dove risiede la pi\u00f9 numerosa comunit\u00e0 islamica del mondo, l&#8217;Indonesia, ho presieduto a Giacarta una conferenza internazionale sul dialogo interreligioso. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>II terrorismo ha cambiato faccia a un anno dalla morte di Benladen, ha spostato il suo asse e non \u00e8 un caso che tre dei principali gruppi che si rifanno al qaedismo operino in Nigeria, Somalia e Nordafrica. Non c&#8217;\u00e8 stato un generale abbassamento della guardia su questo fronte e la vera minaccia per l&#8217;Occidente non pu\u00f2 venire proprio da l\u00ec?<\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>Il tema della lotta al terrorismo, e pi\u00f9 in generale a tutte le forme di criminalit\u00e0 organizzata e traffici illeciti, nel continente africano \u00e8 attualissimo e rappresenta una minaccia concreta alla stabilit\u00e0 di un&#8217;area chiave del mondo. L&#8217;impegno dell&#8217;Italia contro questa piaga \u00e8 convinto e costante, anche sul piano della formazione delle forze dell&#8217;ordine locali, come nel caso proprio della Nigeria, dove nostri Carabinieri e Guardia di Finanza stanno addestrando la polizia locale. Domani parto per l&#8217;Etiopia dove affronter\u00f2 anche la questione della stabilizzazione della regione del Corno d&#8217;Africa. Ma anche il Sahel presenta aspetti allarmanti, come abbiamo visto nei casi di nostri connazionali rapiti. Nelle mie recenti missioni nell&#8217;area, ed in particolare in quella in Algeria del 15 marzo scorso ho riscontrato la consapevolezza nelle autorit\u00e0 locali dei gravissimi pericoli, anche sul piano del freno allo sviluppo economico e sociale, collegati al terrorismo. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quanto accaduto in queste ore \u00e8 orrendo, barbaro\u00bb. Non usa mezzi termini il ministro degli Esteri Giulio Terzi nel condannare le stragi in Nigeria a poche ore dall&#8217;ultimo attentato contro i cristiani. Gli autori sono probabilmente Boko Haram, gli stessi che a Natale hanno colpito ancora i cristiani. 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