{"id":24572,"date":"2012-04-11T15:29:39","date_gmt":"2012-04-11T13:29:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/04\/20120411_pirg8\/"},"modified":"2012-04-11T15:29:39","modified_gmt":"2012-04-11T13:29:39","slug":"20120411_pirg8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/04\/20120411_pirg8\/","title":{"rendered":"Roma fa inserire la questione pirateria nell&#8217;agenda del G8"},"content":{"rendered":"<p><P>La libert\u00e0 di navigazione nelle acque internazionali, e quindi indirettamente la questione pirateria, saranno sul tavolo della riunione che i ministri degli Esteri dei G8 avranno oggi e domani a Washington, in preparazione del vertice a livello di capi di Stato e di governo che si terr\u00e0 poi a Camp David a met\u00e0 maggio. L&#8217;Italia ha chiesto di aggiungere all&#8217;ordine del giorno questo punto, che quindi verr\u00e0 discusso dal ministro Giulio Terzi con Hillary Clinton e gli altri colleghi. La vicenda dei due mar\u00f2 detenuti in India non verr\u00e0 trattata in maniera esplicita, ma la speranza \u00e8 che il tema sia inserito nel comunicato del G8, aumentando cos\u00ec la pressione su Nuova Delhi per trovare una soluzione al problema.<\/P><br \/>\n<P>La sintonia con gli americani su questo punto nasce dall&#8217;enfasi che Washington vuole mettere al collegamento delle questioni economiche con la sicurezza e la stabilit\u00e0 globale. Senza la prima non esistono le seconde, e viceversa. E siccome i commerci marittimi hanno un&#8217;importanza enorme, a partire dalle migliaia di barili di petrolio che si muovono ogni giorno sugli oceani, garantirne la sicurezza \u00e8 fondamentale per tutti.<\/P><br \/>\n<P>Il primo punto per riuscirci \u00e8 assicurare la libert\u00e0 di navigazione nelle acque internazionali, secondo principi che ormai sono riconosciuti e accettati universalmente. I paesi impegnati attivamente a garantire questa libert\u00e0 sono circa 115, con varie missioni che contrastano la pirateria e altre minacce, che possono venire dalla criminalit\u00e0 o anche dalle forze di stati non in linea con la comunit\u00e0 internazionale. Tutti questi paesi hanno un interesse diretto a lavorare in maniera congiunta, e l&#8217;Italia vedrebbe con piacere una dichiarazione comune di intenti che vada in questa direzione. Roma poi vorrebbe ribadire la responsabilit\u00e0 degli stati costieri nel facilitare l&#8217;opera di contrasto del crimine.<\/P><br \/>\n<P>L&#8217;India non verrebbe citata direttamente, ma \u00e8 chiaro che l&#8217;episodio dei mar\u00f2 viola la libert\u00e0 di navigazione e complica la lotta alla pirateria. Tutti gli esperti americani del settore sembrano convergere su una posizione: il comportamento dei militari italiani pu\u00f2 anche essere oggetto di indagine, ma la giurisdizione compete a Roma perch\u00e9 il fatto \u00e8 avvenuto in acque internazionali. Se ci fossero un processo e una condanna all&#8217;estero, ci\u00f2 avrebbe un effetto raggelante sulle gi\u00e0 complicate operazioni per contrastare la pirateria. Molti paesi potrebbero usare il precedente come scusa per interrompere o limitare i pattugliamenti, gi\u00e0 molto costosi e pericolosi.<\/P><br \/>\n<P>L&#8217;Italia porter\u00e0 sul tavolo anche la questione della Libia, sollecitando un coinvolgimento pi\u00f9 rapido e deciso della comunit\u00e0 internazionale per favorire la transizione, in modo da dare alla leadership locale la possibilit\u00e0 di dimostrare la sua capacit\u00e0 di far ripartire il Paese. Il ministro Terzi ha gi\u00e0 anticipato le linee di una strategia generale per aiutare la Primavera araba a seguire un corso costruttivo, con un articolo pubblicato sul sito internet Huffington Post. Roma ha un ovvio interesse diretto a stabilizzare la Libia al pi\u00f9 presto, perch\u00e9 si va verso l&#8217;estate, e il disordine potrebbe favorire l&#8217;afflusso sulle nostre coste dei barconi dell&#8217;immigrazione illegale. L&#8217;obiettivo quindi \u00e8 trasformare questa emergenza in un problema internazionale, a partire dall&#8217;impegno dell&#8217;Unione Europea. La questione per\u00f2 tocca cos\u00ec da vicino gli Stati Uniti che Alec Ross, Senior Advisor for Innovation del segretario di Stato Clinton, ha rilanciato su Twitter proprio l&#8217;articolo di Terzi, consigliandolo come un utile \u00abpunto di vista sulle Rivoluzioni arabe dall&#8217;altra parte del Mediterraneo\u00bb.<\/P><br \/>\n<P>Gli altri temi a cui tengono gli americani sono ovviamente l&#8217;Iran, la Siria, la transizione in Afghanistan, la stabilit\u00e0 dell&#8217;Asia a partire dalla minaccia nordcoreana, la sicurezza cibernetica e la lotta al terrorismo. I diritti umani, la libert\u00e0 delle minoranze e quella delle religioni restano punti che si intrecciano con tutti gli altri, ma la Clinton vuole sottolineare anche l&#8217;importanza delle donne nel favorire la pace e gli equilibri internazionali. In questo quadro assume una rilevanza particolare il successo di Aung San Suu Kyi nelle recenti elezioni in Birmania, dove Terzi arriver\u00e0 il 24 aprile.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La libert\u00e0 di navigazione nelle acque internazionali, e quindi indirettamente la questione pirateria, saranno sul tavolo della riunione che i ministri degli Esteri dei G8 avranno oggi e domani a Washington, in preparazione del vertice a livello di capi di Stato e di governo che si terr\u00e0 poi a Camp David a met\u00e0 maggio. 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