{"id":24587,"date":"2012-03-26T06:40:33","date_gmt":"2012-03-26T04:40:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/03\/20120326_dassuasia\/"},"modified":"2012-03-26T06:40:33","modified_gmt":"2012-03-26T04:40:33","slug":"20120326_dassuasia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/03\/20120326_dassuasia\/","title":{"rendered":"Dass\u00f9: \u00abNel Sudest asiatico grandi opportunit\u00e0 per l&#8217;economia italiana\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p><P>Sono pi\u00f9 importanti le elezioni negli Stati Uniti o la successione in Cina? Mario Monti, dopo il successo della visita americana, concluder\u00e0 la sua prima missione asiatica, la settimana prossima, con una tappa nell&#8217;Impero di Mezzo. La leadership cinese sta \u00abpassando\u00bb il potere alla quinta generazione, mentre si trova a gestire un certo rallentamento dei propri tassi di crescita. <\/P><br \/>\n<P>Il 2012 \u00e8 un anno decisivo per la Cina. I suoi vicini, i Paesi del Sudest asiatico, sembrano abbastanza fiduciosi sulla capacit\u00e0 di Pechino di rispondere alla sfida: nel 1997 &#8211; ricordano i rappresentanti dell&#8217;Asean, riuniti per la prima volta a Roma &#8211; la Cina gioc\u00f2 un ruolo-chiave, perch\u00e9 riusc\u00ec a bloccare il contagio della crisi finanziaria di allora, partita dalla Thailandia. Oggi &#8211; questa la convinzione del segretario generale dell&#8217;Asean, Surin Pitsuwan &#8211; la Cina riuscir\u00e0 a gestire il proprio \u00absoft landing\u00bb, un atterraggio morbido da quel 10% di crescita all&#8217;anno che dura ormai da un quarto di secolo e non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile. Per l&#8217;economia asiatica, e per l&#8217;economia globale in genere, che l&#8217;aggiustamento cinese funzioni \u00e8 decisivo. <\/P><br \/>\n<P>I Paesi del Sudest asiatico sono risucchiati dalla crescita della Cina; ma vedono nell&#8217;America una potenza ancora necessaria, nel Pacifico, per bilanciare il grande risveglio dell&#8217;Impero di Mezzo. L&#8217;Europa non \u00e8 parte dei giochi di potenza, in Asia orientale. \u00c8 vista invece come un punto di riferimento perla creazione di un mercato unico: l&#8217;Asean, nata nel 1967, si \u00e8 appunto ispirata all&#8217;esperienza europea. Fino a che punto questo \u00absoft power\u00bb europeo \u00e8 stato danneggiato dalla crisi dell&#8217;euro-zona? La percezione dei paesi del Sud-est asiatico \u00e8 che l&#8217;Ue stia reagendo e reggendo. La nostra spiegazione, ai colleghi asiatici, \u00e8 stata che l&#8217;Europa uscir\u00e0 dalla crisi del debito sovrano pi\u00f9 integrata e potenzialmente pi\u00f9 attrezzata per potere rilanciare la crescita. Come nel precedente asiatico del 1997, il contagio \u00e8 stato bloccato, con un contributo decisivo dell&#8217;Italia. <\/P><br \/>\n<P>Se rovesciamo la prospettiva, i dieci mercati dell&#8217;Asean &#8211; dalla piccola e finanziariamente potente Singapore, visitata dal ministro Terzi poche settimane fa, fino alla grande Indonesia, passando per la penisola indocinese &#8211; costituiscono un mercato di oltre 600 milioni di persone, in fase di consolidamento. Fino a pochi anni fa, l&#8217;Asean sembrava bloccata, anche per ragioni politiche. Oggi, dopo le aperture di Myanmar, la dinamica \u00e8 ripartita. \u00c8 stata concordata una road map\u00bb, un calendario di scadenze, decisamente impegnativo: abolizione dei dazi, ma anche degli ostacoli non tariffari, armonizzazione di norme tecniche e procedure, libera circolazione di capitali, liberalizzazione delle professioni. <\/P><br \/>\n<P>Sono Paesi a cui l&#8217;Italia guarda ancora troppo poco, ma che possono offrire un accesso pi\u00f9 agevole, rispetto ai Brics, ad aziende di piccole e medie dimensioni. Per questa ragione, con l&#8217;apporto di Confindustria, la Farnesina ha dedicato ai mercati dell&#8217;Asean due giornate di lavoro, invitando insieme a Roma i rappresentanti dei dieci governi che fanno parte dell&#8217;associazione del Sud-est asiatico. \u00c8 la prima volta che un governo europeo tenta un&#8217;operazione del genere; la scommessa \u00e8 che una logica \u00abregionale\u00bb possa premiare le imprese italiane. <\/P><br \/>\n<P>Certo, si tratta di economie &#8211; tutte in crescita rapida &#8211; con caratteristiche molto diverse tra loro. Ma anche questa pu\u00f2 diventare una ricchezza, se compresa e utilizzata per una strategia asiatica. In termini di costi, disponibilit\u00e0 e qualit\u00e0 della manodopera ad esempio, Vietnam, Indonesia, Filippine offrono piattaforme estremamente competitive. Singapore, invece, \u00e8 ormai considerata come uno dei centri pi\u00f9 efficienti al mondo per disponibilit\u00e0 di servizi e infrastrutture avanzate. La Thailandia sta diventando uno dei poli nell&#8217;industria dell&#8217;auto, la Malaysia nell&#8217;elettronica. <\/P><br \/>\n<P>Una parte non trascurabile della traiettoria economica virtuosa di questi Paesi, sostengono i loro rappresentanti, \u00e8 in realt\u00e0 imputabile alle lezioni apprese sotto la durezza della crisi finanziaria asiatica della fine degli anni &#8217;90, che ha imposto riforme economiche e sociali necessarie da tempo. <\/P><br \/>\n<P>L&#8217;esperienza asiatica dimostra all&#8217;Europa che le crisi non vanno \u00absprecate\u00bb. L&#8217;esperienza europea dimostra ai Paesi dell&#8217;Asean quanto complessi e delicati siano i processi di integrazione regionale. Ma anche quanto restino necessari, nell&#8217;era della competizione globale fra Paesi-continenti. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sono pi\u00f9 importanti le elezioni negli Stati Uniti o la successione in Cina? 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