{"id":24594,"date":"2012-03-16T07:43:38","date_gmt":"2012-03-16T06:43:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/03\/20120316_terziuniversitabergamo\/"},"modified":"2012-03-16T07:43:38","modified_gmt":"2012-03-16T06:43:38","slug":"20120316_terziuniversitabergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/03\/20120316_terziuniversitabergamo\/","title":{"rendered":"Terzi:\u00abL&#8217;universit\u00e0 \u00e8 strategica per  l&#8217;Italia\u00bb (L\u2019Eco di Bergamo)"},"content":{"rendered":"<p><P>Negli ultimi anni la politica estera \u00e8 sempre pi\u00f9 strumento di governance non solo dei rapporti politico-economici fra gli Stati, ma anche di complesse relazioni che su pi\u00f9 livelli &#8211; intergovernativi, sovrannazionali, ma anche tra comunit\u00e0 e popoli &#8211; comprendono il dialogo interculturale, l&#8217;accesso alla conoscenza globale, la formazione, la ricerca e l&#8217;istruzione. Protagonista in tutti i settori delle relazioni internazionali, ed in particolare nel campo della tutela e della promozione della pace e della sicurezza, l&#8217;Italia \u00e8 \u00absuperpotenza\u00bb quando il terreno su cui i rapporti tra Stati e tra comunit\u00e0 si sviluppano \u00e8 quello della cultura. Questa \u00e8 forse la proiezione pi\u00f9 significativa dell&#8217;identit\u00e0 italiana nel mondo e, in quanto tale, strumento efficace per gestire e rafforzare la nostra presenza nei moderni processi di globalizzazione. Siamo titolari di un \u00absoft power\u00bb scoperto molto prima che il concetto venisse teorizzato dai politologi e costruito non solo sul nostro patrimonio artistico, unico al mondo, ma anche sulle nostre eccellenze nei settori della formazione e della ricerca. Per questa ragione, la promozione culturale rappresenta per la nostra politica estera una componente \u00abeticamente prioritaria\u00bb. Non soltanto come eredit\u00e0 del nostro passato, ma soprattutto come opportunit\u00e0 per costruire il nostro futuro. <\/P><br \/>\n<P>In un mondo caratterizzato da crescente complessit\u00e0 e da vaste \u00abreti\u00bb direttamente collegati fra loro, la cultura offre solide basi per intensificare il dialogo fra popoli e governi, siano questi affini o diversi, vicini o lontani. Allo stesso tempo, la globalizzazione ci spinge a valorizzare questo patrimonio unico per rilanciare anche la crescita economica. Se infatti la cultura ha bisogno dell&#8217;economia e delle sue risorse, \u00e8 altrettanto vero che l&#8217;economia abbisogna della cultura per garantire una crescita equilibrata e dare continuit\u00e0 a qualsiasi azione di internazionalizzazione economico-commerciale. <\/P><br \/>\n<P>Alla luce di ci\u00f2, la \u00abdiplomazia culturale\u00bb \u00e8 oggi strategica per la nostra azione esterna ed \u00e8 attuata mediante la rete diplomatico-consolare, gli Istituti italiani di cultura e gli addetti scientifici. A queste strutture \u00e8 demandato il compito di sostenere l&#8217;internazionalizzazione del sistema universitario. Ad esse si affiancano 293 istituzioni scolastiche italiane, 247 lettorati universitari, 162 missioni archeologiche, 10.600 accordi bilaterali vigenti registrati su piattaforma online e 15 Protocolli esecutivi. Nel quadro di questo approccio globale, un&#8217;enfasi particolare \u00e8 posta sulla promozione della lingua italiana, nella convinzione che tale attivit\u00e0 possa generare ricadute positive anche per l&#8217;economia del nostro Paese. L&#8217;italiano \u00e8, e deve essere sempre pi\u00f9 nel mondo, lingua veicolare in settori chiave della ricerca, ma anche dell&#8217;economia. <\/P><br \/>\n<P>Sul fronte dell&#8217;internazionalizzazione del nostro sistema della ricerca, consideriamo altrettanto prioritario attirare nel nostro Paese eccellenze scientifiche straniere e inserire le nostre nelle grandi reti internazionali, promuovendo la mobilit\u00e0 dei talenti e il rafforzamento di rapporti di collaborazione fra le realt\u00e0 in cui essi operano e quelle del nostro Paese. Il cammino \u00e8 ancora lungo, ma siamo orgogliosi che sempre pi\u00f9 spesso l&#8217;Italia sia vista come un partner di riferimento per innovazione e creativit\u00e0. In questo senso, non \u00e8 un caso che la Russia collabori con noi per costruire moderni aeroplani; che negli Stati Uniti esistano poli di ricerca avanzata in settori strategici quali la biomedica in cui il contributo di nostri scienziati e di nostre imprese \u00e8 determinante; che in Cina guardino alle nostre citt\u00e0, e alla loro capacit\u00e0 di conciliare esigenze produttive e qualit\u00e0 della vita, come modello urbano e ambientale. <\/P><br \/>\n<P>Nella medesima ottica di Sistema Paese, anche i numerosi ricercatori italiani all&#8217;estero vanno visti come una preziosa risorsa. Innanzi tutto perch\u00e9 la presenza di nostri connazionali in Istituti di ricerca stranieri, spesso di elevatissimo profilo, pu\u00f2 favorire una cooperazione pi\u00f9 strutturata fra questi ultimi ed analoghi enti italiani. In secondo luogo, perch\u00e9 la loro azione aiuta le nostre istituzioni ad avviare collaborazioni virtuose per lo scambio di informazioni, con positive ricadute sia nel mondo accademico che in quello economico-industriale. Per valorizzare questo straordinario potenziale umano, del quale siamo consapevoli, il ministero degli Affari esteri ha lanciato il progetto \u00abDavinci\u00bb, una banca dati di pi\u00f9 di 2.400 ricercatori italiani all&#8217;estero, che pu\u00f2 essere utilizzata per promuovere nuove iniziative di collaborazione. E mi fa piacere che l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo mi dia l&#8217;opportunit\u00e0 di annunciare che rappresentanti dei nostri ricercatori all&#8217;estero si riuniranno il 17 aprile proprio alla Farnesina. <\/P><br \/>\n<P>L&#8217;Italia \u00e8 inoltre meta di studenti e ricercatori stranieri che vengono nel nostro Paese e che &#8211; arricchendosi culturalmente &#8211; condividono con i colleghi italiani esperienze nuove e diverse. Negli ultimi anni l&#8217;azione delle universit\u00e0, svolta con il supporto della rete diplomatico-consolare, ha prodotto ottimi risultati e la percentuale di stranieri iscritti ai nostri atenei \u00e8 passata dall&#8217;1,4% del 2000 al 3,7% di quest&#8217;anno, con un forte incremento &#8211; ad esempio &#8211; di quelli cinesi. Il sistema universitario italiano si sta rapidamente adattando a questo fenomeno, dotandosi degli strumenti necessari per attirare i \u00abmigliori cervelli\u00bb e per offrire loro percorsi formativi di alto livello. Il governo considera questa una delle principali priorit\u00e0 della sua azione per rilanciare l&#8217;economia e la societ\u00e0 del Paese. Molto \u00e8 stato fatto, non possiamo fermarci. Altre sfide si profilano all&#8217;orizzonte della nostra politica estera. Tra queste, rimarr\u00e0 prioritaria nei prossimi anni quella di una promozione culturale fondata su un approccio di sistema e capace di coinvolgere tutti gli attori in gioco, evitando inutili frammentazioni ed ottimizzando le risorse disponibili. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Negli ultimi anni la politica estera \u00e8 sempre pi\u00f9 strumento di governance non solo dei rapporti politico-economici fra gli Stati, ma anche di complesse relazioni che su pi\u00f9 livelli &#8211; intergovernativi, sovrannazionali, ma anche tra comunit\u00e0 e popoli &#8211; comprendono il dialogo interculturale, l&#8217;accesso alla conoscenza globale, la formazione, la ricerca e l&#8217;istruzione. 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