{"id":24597,"date":"2012-03-12T07:54:49","date_gmt":"2012-03-12T06:54:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/03\/20120312_dassupolestera\/"},"modified":"2012-03-12T07:54:49","modified_gmt":"2012-03-12T06:54:49","slug":"20120312_dassupolestera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/03\/20120312_dassupolestera\/","title":{"rendered":"Dass\u00f9: Spendere di meno, contare di pi\u00f9. La quadratura (quasi) impossibile (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p><P>Dopo le analoghe osservazioni di Lucia Annunziata su \u00abLa Stampa\u00bb, ieri Angelo Panebianco apriva il suo editoriale sul Corriere della Sera con una frase significativa: \u00abPuoi anche non curarti della politica internazionale. Sar\u00e0 comunque lei a scovarti e ad occuparsi di te\u00bb. Questa frase sottolinea, nel giorno in cui il nostro Paese si stringe attorno alla famiglia di Franco Lamolinara, vittima del terrorismo in Nigeria, le oggettive fragilit\u00e0 dell&#8217;Italia nel contesto globale di oggi. <\/P><br \/>\n<P>Panebianco la utilizza per argomentare che un governo sprovvisto di un mandato elettorale esplicito potrebbe non avere lo stesso interesse di un governo pienamente politico a gestire le crisi internazionali extra-economiche. E una tesi che sar\u00e0 anche interessante motivo di studio per i politologi. Ma che trascura il punto essenziale: sono decenni che l&#8217;Italia continua a ridurre gli strumenti che le permetterebbero di rispondere meglio alle crisi. <\/P><br \/>\n<P>Lasciatemi prima chiarire due punti di contesto. Primo: le debolezze dell&#8217;Italia, di fronte ai rischi diffusi di oggi, sono le debolezze della Francia o della Spagna o di qualunque altro Paese che abbia una posizione geopolitica esposta e parecchi suoi connazionali che agiscono e lavorano nel mondo. Tutti i Paesi europei che si trovano in condizioni simili hanno subito rapimenti, hanno cercato alternative diverse per salvare gli ostaggi e hanno avuto, purtroppo, delle vittime. E\u2019 una nostra pessima abitudine nazionale sentirci peggio degli altri sempre e comunque: \u00e8 una specie di versione sfiduciata, pessimista, rovesciata, dell&#8217;\u00abeccezionalismo\u00bb all&#8217;americana. In realt\u00e0, pirateria e rapimenti investono l&#8217;Italia esattamente come investono gran parte dei Paesi europei. Ed \u00e8 pura mitologia che l&#8217;Italia abbia una sua \u00abvia\u00bb alla liberazione degli ostaggi. All&#8217;opposto, l&#8217;eccezione alla regola \u00e8 che gli anglo-sassoni tentano ogni tanto un blitz militare: qualche volta riuscendo, altre, come purtroppo in questo ultimo caso, fallendo e sacrificando anche il loro connazionale. Secondo punto: usare le difficolt\u00e0 internazionali ai fini delle polemiche interne \u00e8 sempre sbagliato, perch\u00e9 aumenta la vulnerabilit\u00e0 di un Paese proprio quando avremmo bisogno di ridurla. Certo: \u00e8 giusto, \u00e8 dovuto, che un governo spieghi i suoi comportamenti internazionali, informi il Parlamento e che si sentano i Servizi. E\u2019 giusto e dovuto che il governo di Roma esiga da Londra tutti i chiarimenti necessari sul ritardo di comunicazione in Nigeria. E si interroghi sulle proprie responsabilit\u00e0. Ma \u00e8 sbagliato &#8211; nel senso che il danno aumenta per il Paese nel suo complesso &#8211; trasformare una crisi internazionale in materia aprioristica di polemica interna. L&#8217;interesse nazionale \u00e8 opposto. Ed \u00e8 prematuro decidere che tutto dipende da errori comunque nostri: \u00e8 un&#8217;altra pessima abitudine nazionale quella di oscillare fra il \u00abnoi non c&#8217;entriamo\u00bb al \u00ab\u00e8 tutta colpa nostra\u00bb. <\/P><br \/>\n<P>E vengo cos\u00ec all&#8217;interrogativo di fondo del dibattito di questi giorni, che non voglio affatto eludere: le difficolt\u00e0 in India, sommate alla tragedia in Nigeria, dimostrano che l&#8217;Italia ha perso peso internazionale? SI, ma questa perdita relativa di influenza non dipende da incapacit\u00e0 politica; \u00e8 il prodotto di due fattori, uno esterno e l&#8217;altro \u00absoggettivo\u00bb. Il fattore esterno lo conosciamo benissimo: la \u00abdiffusione\u00bb del potere economico e politico verso nuove potenze, come l&#8217;India appunto; e verso una quantit\u00e0 di nuovi attori in buona parte rivali dell&#8217;Occidente. In un mondo del genere (\u00abNo one&#8217;s world\u00bb lo definisce lo storico americano Charlie Kupchan), un Paese come l&#8217;Italia risulta inevitabilmente ridimensionato. Il fattore soggettivo &#8211; e qui sono d&#8217;accordo con Panebianco, Annunziata e molti altri &#8211; \u00e8 che l&#8217;Italia ha continuato ad illudersi, anche dopo la fine delle rendite di posizione del dopoguerra, di potere non occuparsi di sicurezza. Basta guardare ai tagli progressivi che hanno subito, negli ultimi dieci anni, tutti gli strumenti dell&#8217;azione esterna: dal bilancio della Farnesina, agli investimenti nella Difesa, al taglio brutale della cooperazione allo sviluppo. <\/P><br \/>\n<P>E\u2019 questa la discussione vera che dovremmo aprire. Se il risanamento del bilancio aumenta il nostro standing in Europa ma riduce il nostro standing nel mondo, quali sono le opzioni che restano? Una risposta possibile \u00e8: le economie di scala. Usare la credibilit\u00e0 riacquistata in Europa per spingere &#8211; finalmente &#8211; a qualcosa di pi\u00f9 e di vero nella politica estera e di sicurezza europea. I casi dell&#8217;India e della Nigeria dimostrano, in modi diversi, che siamo ancora lontani da tutto ci\u00f2. Mentre \u00e8 molto vicino il punto in cui la quadratura del cerchio sta diventando impossibile: tagliare via gli strumenti e gestire bene le crisi \u00e8 impresa ardua. Per chiunque governi. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo le analoghe osservazioni di Lucia Annunziata su \u00abLa Stampa\u00bb, ieri Angelo Panebianco apriva il suo editoriale sul Corriere della Sera con una frase significativa: \u00abPuoi anche non curarti della politica internazionale. Sar\u00e0 comunque lei a scovarti e ad occuparsi di te\u00bb. 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