{"id":24619,"date":"2012-02-23T08:44:53","date_gmt":"2012-02-23T07:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/02\/20120223_terzi_somalia\/"},"modified":"2012-02-23T08:44:53","modified_gmt":"2012-02-23T07:44:53","slug":"20120223_terzi_somalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/02\/20120223_terzi_somalia\/","title":{"rendered":"Dettaglio intervista"},"content":{"rendered":"<p><P>La domanda non poteva non essere fatta, anche se Giulio Terzi ha scelto da giorni di non parlarne pubblicamente tranne l&#8217;audizione di ieri in Commissione esteri. Ed \u00e8 legata alla vicenda dei due mar\u00f2 arrestati in India con l&#8217;accusa di aver ucciso due pescatori del Kerala scambiati per pirati. Il collegamento \u00e8 inevitabile per\u00f2 anche ai pirati somali, perch\u00e9 oggi il ministro degli Esteri sar\u00e0 uno dei protagonisti della Conferenza di Londra proprio sulla Somalia. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>\u00c8 cos\u00ec intricata la vicenda del Kerala? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNoi stiamo facendo ogni sforzo. Abbiamo attivato tutti i canali per lavorare pragmaticamente a una soluzione. Ho deciso di inviare il sottosegretario De Mistura a New Delhi e l\u00ec, in queste ore, si recher\u00e0 anche nello Stato di Kerala. L&#8217;obiettivo urgente \u00e8 riportare i militari italiani alle loro famiglie. Ho parlato ieri con i genitori di uno dei due soldati. Li ho rassicurati sull&#8217;assoluta determinazione del governo e mia personale per risolvere con rapidit\u00e0 questo caso. Marted\u00ec andr\u00f2 a New Delhi, per un invito giunto dal governo nelle scorse settimane. Ma se la questione non sar\u00e0 risolta sar\u00e0 anche questo argomento dei colloqui\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG>Recentemente si \u00e8 risolto un altro caso legato a una nave italiana, la Savina Caylyn, sequestrata nel Golfo di Aden&#8230; <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abLa tutela dei nostri militari all&#8217;estero e di tutti i connazionali all&#8217;estero \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta. Come gli episodi di sequestro di equipaggi italiani o di connazionali che operano in diverse parti del mondo per le organizzazioni di volontariato. E abbiamo acquisito una grande esperienza in questa materia, con risultati positivi per esempio negli ultimi tre mesi. Ma questo \u00e8 un caso a s\u00e9 perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una posizione indiana che afferma una giurisdizione di quel Paese per la nazionalit\u00e0 delle vittime, anche se l&#8217;incidente \u00e8 avvenuto in alto mare e l&#8217;affermazione italiana che la giurisdizione \u00e8 appunto del nostro Paese, perch\u00e9 tutte le norme di diritto internazionale prevedono questo\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Anche in Somalia il ginepraio diplomatico non \u00e8 niente male. Oggi a Londra dovrebbe essere decretata la fine del Governo di transizione somalo, dopo otto anni e mezzo di liti, guerre interne, massacri. Con governo e un presidente con poteri ristretti a pochi quartieri di Mogadiscio, legittimati da una presenza militare straniera e con un Parlamento in esilio. \u00c8 una realt\u00e0 amara. Crede veramente che si possa riempire questo buco nero lungo vent&#8217;anni? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abQuando l&#8217;Italia era in Consiglio di sicurezza Onu, a met\u00e0 degli anni Novanta, ogni volta che cercavamo di riportare il dossier Somalia all&#8217;attenzione del Consiglio (era ancora calda la tragica fine della missione americana), ci scontravamo con l&#8217;opposizione di tutta una serie di Paesi. Al punto che noi l&#8217;avevamo ribattezzata \u00abThe forgotten country\u00bb (il Paese dimenticato): un buco nero nella geopolitica del Palazzo di Vetro sull&#8217;Africa Orientale. Non potevamo accettarlo e abbiamo lavorato affinch\u00e9 la questione somala riacquistasse evidenza. Credo che aver costruito e mantenuto questa priorit\u00e0 sia stato, sinora, un successo per la diplomazia italiana. Purtroppo non \u00e8 bastato per uscire da una crisi ormai endemica\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>E che cosa potr\u00e0 uscire invece da Londra? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abHo tratto motivi di incoraggiamento dall&#8217;incontro, quindici giorni fa qui a Roma, con il primo ministro somalo Abdiweli Mohamed Ali. Ho trovato molta convinzione a perseguire il principio di Garaowe (la Conferenza di due mesi fa in Puntland che ha attivato la &#8220;road map&#8221; somala, ndr). Questo mi fa ritenere che si sia passati ormai a una fase costituente. Il premier ci ha assicurato che creeranno una nuova Assemblea dove si avr\u00e0 non solo una somma algebrica dei clan, delle fazioni e dei signori della guerra, ma aperta ad elementi pi\u00f9 rappresentativi della societ\u00e0 somala. Credo che l&#8217;esperienza della transizione sia finita\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ne sono convinti anche loro? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abMi sembrano convinti. D&#8217;altra parte il documento che uscir\u00e0 da Londra chiarir\u00e0 questo aspetto: ormai si \u00e8 giunti a un punto di non ritorno. Sar\u00e0 un momento di consapevolezza da parte degli stessi somali che vi parteciperanno. \u00c8 un orizzonte nuovo che si apre, ma che richiede un&#8217;attuazione rapida degli impegni. L&#8217;impressione positiva che ho avuto dal nuovo primo ministro credo motivi un&#8217;apertura di credito nei suoi confronti. E l&#8217;utilit\u00e0 di questa conferenza \u00e8 proprio quella di far vedere che \u00e8 un punto di non ritorno la costituzione di un sistema ragionevolmente democratico e rappresentativo dell&#8217;intera societ\u00e0 somala. Dico ragionevolmente perch\u00e9 abbiamo visto in tante parti del mondo che quando si passa ad elezioni bisogna tener conto delle difficolt\u00e0\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Con i ribelli al-Shabaab grandi assenti in Gran Bretagna bisogner\u00e0 per\u00f2 fare i conti&#8230; Per certi versi potrebbe disegnarsi un aspetto simile a quello afghano? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abInnanzitutto \u00e8 importantissimo acquisire un dialogo con i leader della regione: l&#8217;Eritrea, lo Yemen e tutti i Paesi del Corno d&#8217;Africa. Creare un contributo positivo dell&#8217;Etiopia, del Kenya. Ma anche Egitto e Sudan. Il tema del coinvolgimento degli shabaab in un quadro di stabilit\u00e0 somala, \u00e8 vero, somiglia a quel travagliato percorso di dialogo fra il governo di Kabul e l&#8217;insorgenza dei taleban. Ma l\u00ec sappiamo che ci sono Paesi che hanno fortissime resistenze. Anche per gli shabaab ci sono sensibilit\u00e0 diverse fra i Paesi che partecipano alla Conferenza: c&#8217;\u00e8 chi sostiene l&#8217;utilit\u00e0 di avviare qualche forma di dialogo, almeno con le componenti che sono meno jihadiste, ma vi \u00e8 anche un numeroso gruppo di Paesi che \u00e8 estremamente preoccupato da questa forma di apertura in quella direzione\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Chi sono? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abBeh, sono Paesi che sono anche i pi\u00f9 operativi sul piano dell&#8217;anti-terrorismo e forse hanno anche conoscenze maggiori di altri su quella che \u00e8 la presenza del jihadismo nel fronte degli shabaab. Io credo che questa conclamata alleanza fra al-Shabaab e al-Qaeda, ribadita in questi giorni, sia un elemento voluto dagli jihadisti per creare ulteriori complicazioni. Non so per\u00f2 se da Londra possa uscire una linea chiara sul dialogo. Noi speriamo per\u00f2 ci sia un&#8217;erosione della loro tenuta: nel momento in cui iniziano a perdere terreno fisicamente sul fronte militare, sappiamo che l&#8217;ambiente clanico somalo cambia linea facilmente. Non \u00e8 un&#8217;insorgenza irreversibile\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>La Somalia \u00e8 per\u00f2 soprattutto carestia&#8230; <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P><STRONG><\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abIl pilastro dello sviluppo \u00e8 il terzo, non certo in ordine di importanza, dalla Conferenza. E un punto di passaggio per l&#8217;ulteriore conferenza sullo sviluppo che si terr\u00e0 a Istanbul. Quindi ci saranno appuntamenti ravvicinati incentrati sui temi dello sviluppo e della carestia e della sostenibilit\u00e0 di un&#8217;economia somala che deve partire. Il tema della fame \u00e8 per noi importante, nonostante le gravissime carenze che abbiamo nel finanziamento dei fondi per la cooperazione e lo sviluppo. Non possiamo certo negarlo, anzi sottolineare questo aspetto: la disponibilit\u00e0 della nostra azione bilaterale \u00e8 caduta a picco negli ultimi quattro, cinque anni. Ma ci\u00f2 nonostante la Somalia \u00e8 sempre stato il Paese di destinazione dei nostri aiuti, sia per le emergenze che per l&#8217;assistenza alimentare. Siamo impegnati sia su questo piano che per l&#8217;aiuto alla promozione dei diritti umani, a sostegno della condizione della donna con l&#8217;attenzione ad alcune forme particolarmente tragiche, determinate da tradizioni locali, come quello delle mutilazioni genitali femminili\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La domanda non poteva non essere fatta, anche se Giulio Terzi ha scelto da giorni di non parlarne pubblicamente tranne l&#8217;audizione di ieri in Commissione esteri. Ed \u00e8 legata alla vicenda dei due mar\u00f2 arrestati in India con l&#8217;accusa di aver ucciso due pescatori del Kerala scambiati per pirati. 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