{"id":24626,"date":"2012-02-16T08:22:17","date_gmt":"2012-02-16T07:22:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/02\/20120216_terzimediterraneo\/"},"modified":"2012-02-16T08:22:17","modified_gmt":"2012-02-16T07:22:17","slug":"20120216_terzimediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/02\/20120216_terzimediterraneo\/","title":{"rendered":"Terzi:\u00abPi\u00f9 fondi Ue alla sponda Sud\u00bb (Il Sole 24 Ore)"},"content":{"rendered":"<p><P>\u00abDa tre mesi \u00e8 il mio obiettivo prioritario. Ma \u00e8 l&#8217;azione di un Governo intero, non di un ministero. C&#8217;\u00e8 stata la visita a Tripoli del presidente del Consiglio: ad aprile ne far\u00e0 un&#8217;altra nella regione. C&#8217;\u00e8 l&#8217;impegno di tutti gli altri dicasteri\u00bb, dice Giulio Terzi nel suo studio al primo piano della Farnesina. L&#8217;Italia dunque torna a Sud, sull&#8217;altra sponda del Mediterraneo. <\/P><br \/>\n<P>Sembra un&#8217;ovviet\u00e0, guardando la carta geografica, la collocazione delle nostre fonti energetiche, i rischi e le opportunit\u00e0 delle Primavere arabe. Ma non \u00e8 cos\u00ec semplice, considerata la visione germanocentrica dominante dell&#8217;Europa, per la quale le aree vicine da finanziare e stabilizzare erano a Est e non a Sud del continente unito. Oltre alla diffidenza tedesca l&#8217;Italia aveva un altro ostacolo da superare: la politica piuttosto personalistica del precedente Governo. Proficua ma allacciata con le persone sbagliate. Gheddafi, Mubarak, Ben Ali hanno tutti perso il posto. <\/P><br \/>\n<P>Nel suo sforzo di rilanciare sul nuovo mondo arabo e di esserne protagonista questa volta come sistema, l&#8217;Italia ospita luned\u00ec un doppio vertice mediterraneo: il &#8220;5+5&#8221; e il Foromed. I nomi sono complicati, la struttura euromediterranea anche, gelosie e veti non sempre fanno funzionare le cose. Ma il concetto \u00e8 che a Roma s&#8217;incontreranno i ministri degli Esteri di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia, Turchia, Egitto, Marocco, Algeria, Tunisia e Mauritania.<\/P><br \/>\n<P><STRONG>Ministro Terzi, in cosa consiste? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abErano anni che non si riunivano questi organismi. Avremo l&#8217;occasione di discutere con gli uomini che sono l&#8217;espressione delle Primavere. Ci sono questioni fondamentali di politica e sicurezza da affrontare. Ma dobbiamo accelerare la collaborazione sui programmi economici e di finanziamento. Progetti e sostegni per la piccola e media impresa come per le grandi infrastrutture. E ancora: cooperazione universitaria, scientifica, tecnologica, formazione giovanile\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Gli arabi sono piuttosto delusi dalla nostra scarsa reattivit\u00e0 alle Primavere e alle loro necessit\u00e0. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNon c&#8217;\u00e8 dubbio ma criticano pi\u00f9 le lentezze europee che italiane. Sanno benissimo quanti sforzi stiamo facendo a Bruxelles per attirare l&#8217;attenzione e i finanziamenti sulla politica di vicinato mediterranea. C&#8217;\u00e8 gi\u00e0 stato un significativo aumento dei fondi da 12 a 18 miliardi di euro stanziati dalla Commissione, ma vogliamo andare oltre l&#8217;obiettivo dei due terzi dei fondi per il Mediterraneo. Un senso di urgenza \u00e8 espresso in modo drammatico dai nostri interlocutori: \u00e8 difficile stabilizzare societ\u00e0 e istituzioni se non sei in grado di garantire occupazione e crescita\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Il Governo libico ha promesso che i nostri contratti saranno garantiti. Ma \u00e8 il Governo provvisorio. Non teme che dopo le elezioni quello nuovo cambi idea? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abAbbiamo avuto risposte molto chiare su quello che ci preoccupava: onorare i debiti con le aziende italiane, sia pure attraverso una forma di revisione della congruit\u00e0 dei prezzi praticati. Le forniture energetiche stanno procedendo. La visita del presidente del Consiglio non \u00e8 stata la fine ma l&#8217;inizio di un processo\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Anche l&#8217;Egitto \u00e8 fondamentale per noi. Le imprese italiane non sono fuggite ma sono preoccupate. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00ab\u00c8 un tema che mi riprometto di riprendere marted\u00ec col ministro degli Esteri egiziano in visita qui a Roma, per risolvere alcuni contenziosi che derivano dal passato regime. Dobbiamo mantenere un&#8217;attenzione molto, molto alta\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Egitto \u00e8 anche Islam politico. Gli americani hanno contatti con i Fratelli musulmani. Noi?<\/STRONG> <\/P><br \/>\n<P>\u00abDa tempo. Il mese scorso al Cairo ho anche incontrato le loro autorit\u00e0 religiose di riferimento. Ho colto nei fatti la loro intenzione che la nuova costituzione garantisca le libert\u00e0 fondamentali. Siamo molto convinti che sia necessario avere rapporti stretti con tutti i partiti in Parlamento. A questo tengo molto\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Qual \u00e8 il loro modello economico, se ne hanno uno? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNon credo ce l&#8217;abbiano ma se guarda alla storia del loro movimento trover\u00e0 che il pensiero islamista raccoglie economisti e imprenditori. Possiamo concludere che sono capaci di produrre modelli d&#8217;impresa compatibili con i nostri mercati\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Siria. Lei ne ha appena parlato a Washington con Hillary Clinton, il segretario di Stato. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abInsieme sosteniamo il piano della Lega araba per fermare le violenze con un mandato Onu, un numero credibile di osservatori, un processo politico che coinvolga tutte le opposizioni\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Bashar Assad ha superato il punto di non ritorno? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00ab\u00c8 la sensazione che colgo nei miei contatti con la Lega araba e le opposizioni siriane\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Un bombardamento sul modello libico \u00e8 pensabile? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abImpensabile allo stato delle cose. Non esiste su alcun tavolo una proposta d&#8217;intervento. Neanche umanitario\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Una guerra con l&#8217;Iran \u00e8 l&#8217;evento pi\u00f9 temuto e atteso del 2012. Anche da lei? <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abApparentemente il comportamento iraniano \u00e8 impermeabile alle sanzioni. Continuo a vedere l&#8217;azione militare certamente possibile ma altamente improbabile. Cina e India importano ancora petrolio iraniano ma cogliamo la loro preoccupazione. C&#8217;\u00e8 un contesto internazionale in consolidamento attorno all&#8217;Iran\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>Israele \u00e8 sempre pi\u00f9 certo di dover bombardare. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abNo, resto convinto sia estremamente improbabile fino a che non si materializza una minaccia nucleare diretta\u00bb. <\/P><br \/>\n<P><STRONG>C&#8217;\u00e8 un altro conflitto: quello palestinese, sotto traccia come un vulcano addormentato, non spento.<\/STRONG> <STRONG>Israele pensa di poterlo governare senza risolverlo. <\/STRONG><\/P><br \/>\n<P>\u00abSiamo consapevoli che il Governo israeliano considera le Primavere arabe un motivo per non impegnarsi nel negoziato con i palestinesi. Il rischio iraniano \u00e8 un elemento aggiuntivo. Noi vogliamo di pi\u00f9, auspichiamo con forza che si dia respiro ad Abu Mazen, che gli si dia la possibilit\u00e0 di affrontare l&#8217;altro negoziato sulla riconciliazione con Hamas. La ripresa del processo di pace con Israele lo rafforzerebbe. Solo cos\u00ec potrebbe imporre ad Hamas le condizioni che il mondo chiede\u00bb. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abDa tre mesi \u00e8 il mio obiettivo prioritario. Ma \u00e8 l&#8217;azione di un Governo intero, non di un ministero. C&#8217;\u00e8 stata la visita a Tripoli del presidente del Consiglio: ad aprile ne far\u00e0 un&#8217;altra nella regione. C&#8217;\u00e8 l&#8217;impegno di tutti gli altri dicasteri\u00bb, dice Giulio Terzi nel suo studio al primo piano della Farnesina. 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