{"id":24643,"date":"2012-01-16T09:45:06","date_gmt":"2012-01-16T08:45:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2012\/01\/20120116_massolopoliticaestera\/"},"modified":"2012-01-16T09:45:06","modified_gmt":"2012-01-16T08:45:06","slug":"20120116_massolopoliticaestera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2012\/01\/20120116_massolopoliticaestera\/","title":{"rendered":"Massolo:\u00ab Fare sistema nel mondo globale. Le nuove sfide della politica estera\u00bb (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p><P>Avere visione: \u00e8 la sfida di tutte le leadership, quando escono dagli ambiti nazionali per sviluppare la loro politica estera. <\/P><br \/>\n<P>Un grande Paese europeo, come il nostro, pu\u00f2 certamente intrattenere relazioni internazionali proficue. Fare politica estera, tuttavia, \u00e8 un&#8217;altra cosa. A tal fine, occorre elaborare e mantenere una visione d&#8217;insieme di come vanno le cose del mondo e del ruolo in esse dell&#8217;Italia. I margini temporalmente pi\u00f9 o meno limitati dei governi e le ristrettezze finanziarie sono, da questo punto di vista, relativamente secondari. Vanno stabilite delle priorit\u00e0, ma esse potranno rispondere ai nostri interessi di fondo solo se definite senza perdere di vista l&#8217;ambito complessivo nel quale ci troviamo ad operare. In altre parole, ogni Stato fa necessariamente la politica estera dei mezzi che ha ma, per dare senso e concretezza alle azioni che intraprende, la sua ambizione e la sua vocazione devono essere globali. <\/P><br \/>\n<P>Cos\u00ec come, sul piano interno, la crisi economico-finanziaria ci offre l&#8217;occasione per stimolare e consolidare comportamenti virtuosi, essa potrebbe farci convergere verso una concezione pi\u00f9 condivisa e realistica del nostro ruolo internazionale: ne abbiamo spesso pagato l&#8217;assenza, negli anni, in termini di status del Paese e di efficacia della nostra azione. E il governo in carica renderebbe un servizio meritorio, se lasciasse in eredit\u00e0 ai suoi successori un simile approccio metodologico. <\/P><br \/>\n<P>Da dove partire? Anzitutto, uscendo dallo scettico assioma che l&#8217;Italia non pesa particolarmente nelle relazioni internazionali. I Paesi contano oggi sostanzialmente per le iniziative che prendono e per le posizioni che esprimono. <\/P><br \/>\n<P>Quanto pi\u00f9 credibili e affidabili queste ultime, tanto maggiore l&#8217;autorevolezza dei Paesi e, con essa, meno impervie le condizioni per assicurare efficacemente la loro sicurezza e promuovere la loro competitivit\u00e0. Insomma, la politica estera va annoverata a giusto titolo tra i fattori di affidabilit\u00e0 e dunque tra i motori della crescita degli Stati e i ministeri degli Esteri, per certi versi, tra quelli economici. <\/P><br \/>\n<P>Quali possono essere dunque, in un simile contesto \u2014 e sulla base anche delle dichiarazioni programmatiche del presidente Monti e del ministro Terzi \u2014 le componenti prioritarie di un&#8217;agenda globale dell&#8217;Italia? <\/P><br \/>\n<P>L&#8217;Unione europea prima di tutto, ovviamente. Ma partendo dalla consapevolezza che non ci sar\u00e0 autorevolezza per noi in Europa, finch\u00e9 non potremo parteciparvi con un \u00absistema Paese\u00bb solido, in grado di identificare con chiarezza e difendere con efficacia il nostro interesse nazionale. L&#8217;Europa ha bisogno per affermarsi di Stati nazionali forti, in grado di mettere in comune su base di parit\u00e0 tra di loro porzioni crescenti di sovranit\u00e0 nazionale, senza che ad ogni revisione dei meccanismi esistenti si debba paventarne la perdita da parte di alcuni, a beneficio di pochi altri. E altrettanto coesa dev&#8217;essere l&#8217;Unione per ampliarsi ai Balcani, come dobbiamo impegnarci a favorire. <\/P><br \/>\n<P>Lo spazio transatlantico poi, fatto di saldi e articolati rapporti con gli Stati Uniti, ma anche della considerazione di quanto strategico sia divenuto il principio della solidariet\u00e0 alleata. Ad esso non si pu\u00f2 ormai venire meno, senza pagare un prezzo intollerabile in termini di credibilit\u00e0. Ed \u00e8 qui che si continuer\u00e0 a giocare il nostro valore aggiunto internazionale, con la prosecuzione delle missioni di pace, con la presenza nei teatri di crisi, con l&#8217;affidabile partecipazione allo sforzo per indurre l&#8217;Iran a negoziare seriamente sul dossier nucleare. <\/P><br \/>\n<P>Il Mediterraneo, quindi. Posizione geografica, tradizione e sviluppi recenti ci impongono una presenza attiva. Dovremo sapervi aggiungere anche la capacit\u00e0 di dare ai Paesi della Regione un quadro di riferimento pi\u00f9 complessivo, che ne rinsaldi il legame con l&#8217;Europa, coniughi il rafforzamento della fiducia reciproca, con lo sviluppo delle collaborazioni intraregionali e la promozione della dimensione umana e dei contatti tra le societ\u00e0 civili. Tutto ci\u00f2, senza omettere di far sentire la nostra voce equilibrata in Medio Oriente e senza tralasciare di proporre il nostro \u00absistema Paese\u00bb all&#8217;attenzione dei Paesi del Golfo, a loro volta nuovi centri nascenti di influenza mondiale. <\/P><br \/>\n<P>La politica dei valori, inoltre, mirando a dare senso e contenuti alti allo stare al mondo dell&#8217;Italia, con impulso alle nostre battaglie per i diritti umani e delle minoranze, contro la pena di morte, per l&#8217;emancipazione femminile, per la tutela dell&#8217;infanzia, per la libert\u00e0 di stampa, di opinione e di culto. <\/P><br \/>\n<P>Il rapporto infine con i grandi Paesi del mondo (riduttivo chiamarli semplicemente emergenti). Non possiamo aspettare oltre a definire con essi \u2014 e includendovi i principali Paesi africani \u2014 delle vere e proprie agende globali. Esse vanno estese e articolate per ricomprendervi, accanto alla cura dei rapporti bilaterali, sempre pi\u00f9 anche il confronto sulle principali tematiche internazionali e sulla governane economica dei fenomeni della globalizzazione, facendo leva sulla comune appartenenza al G8 e al G20. Il rilancio delle nostre relazioni con il Brasile rappresenta, sotto questo profilo, un&#8217;ovvia priorit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P>Non occorre, giova ribadirlo in conclusione, avere necessariamente grandi mezzi e grandi dimensioni per pensare in grande e per collocare le proprie iniziative \u2014 da individuare con accortezza e da finanziare, poi adeguatamente \u2014 in un ambito complessivo, che dia loro coerenza ed autorevolezza. <\/P><br \/>\n<P>Ripensare altres\u00ec, in questa chiave, anche i nostri strumenti, da quello insostituibile della rete diplomatica, a quelli dell&#8217;internazionalizzazione del \u00absistema Paese\u00bb, di penetrazione di nuovi mercati, di attrazione degli investimenti, di cooperazione allo sviluppo, di promozione della sicurezza energetica \u00e8 una sfida ambiziosa, ma alla nostra portata. Riuscirci \u00e8 difatti prima di tutto un fatto culturale e di mentalit\u00e0: di \u00abvisione\u00bb condivisa, appunto. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Avere visione: \u00e8 la sfida di tutte le leadership, quando escono dagli ambiti nazionali per sviluppare la loro politica estera. Un grande Paese europeo, come il nostro, pu\u00f2 certamente intrattenere relazioni internazionali proficue. Fare politica estera, tuttavia, \u00e8 un&#8217;altra cosa. A tal fine, occorre elaborare e mantenere una visione d&#8217;insieme di come vanno le cose [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[3,9,42],"class_list":["post-24643","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-diplomazia-economica","tag-europa","tag-unione-europea"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24643"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24643\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}